IN THE DUSK

IN THE DUSK
di Sharunas Bartas


Lituania, 1948. Le truppe sovietiche perfezionano l’occupazione del paese. Il giovane Unte sostiene le forze di resistenza sull’orlo della sconfitta e tanto basta a fargli prendere contatto con la vita nella sua spiazzante complessità. L’ora è buia, ma c’è spazio per la speranza. In the Dusk, dramma storico e racconto di formazione diretto da Sharunas Bartas, porta al Trieste Film Festival ambivalenza morale, tensione intima e violenza esteriore.

Resistenza

È tutto negli occhi di chi guarda. Dramma storico dalla complessa e spiazzante architettura morale e insieme educazione alla vita (alla morte? alla speranza?), esasperante nella sua lentezza (è voluto), In the Dusk (Al crepuscolo) arriva al Trieste Film Festival 2021 dopo aver fatto parte della competizione ufficiale del più che stravolto Festival di Cannes 2020, e dopo l’anteprima al Festival di San Sebastian.

Dirige Sharunas Bartas, che del cinema lituano è nome molto apprezzato. L’accoglienza del film in patria è stata, riportano diverse fonti, decisamente contrastata. Non è difficile intuire il perché. In the Dusk, a conti fatti, esplora una pagina piuttosto fosca della storia lituana misurando il rapporto tra la Storia e l’individuo con occhio smitizzante. Coglie le ragioni, le contraddizioni, le traiettorie che forgiano l’esistenza umana. E lo fa oltrepassando lo steccato degli schieramenti, delle ideologie e delle visioni preconcette che la distanza storica finisce inevitabilmente per partorire. Non si tratta solo di buoni e cattivi. Molti si aspettavano una storia del genere. Sarà per un’altra volta.

Tra il 1946 e il 1949 si consuma l’invasione sovietica della Lituania. Segue agli anni difficili della guerra mondiale e dell’occupazione tedesca. Il qui e ora per In the Dusk è il 1948. Ciò che resta delle forze partigiane attende sfiancato l’ora decisiva, rinserrato nei boschi. La collettivizzazione forzata e le deportazioni annunciano cattivi presagi. Per anni e anni a venire. La liberazione arriverà, in effetti, quarant’anni dopo.

Il giovane Unte, Marius Povilas Elijas Martynenko, figliastro di un ricco e piuttosto spaventato proprietario terriero locale, vede scorrere davanti agli occhi l’impietoso crepuscolo delle speranze e degli ideali. L’innocenza perduta è conseguenza di una presa di posizione decisa e di gran coraggio. Il sostegno del ragazzo va alle forze di resistenza, al netto dell’opposizione della famiglia e nonostante una sconfitta pressoché certa. È per mezzo di questa scelta che si offre allo sguardo del giovane il mondo nella sua complessità. L’eroismo va a braccetto con il tradimento, la speranza con la notte buia della sconfitta.

La tensione è essenzialmente interiore e il ritmo del film si adegua a questo dato di fatto, una cadenza flemmatica funestata da squarci improvvisi di violenza. La macchina da presa insegue volti e sguardi per cogliere quei frammenti di verità che è impossibile rintracciare altrove. Bisogna smascherare i tradimenti delle parole, delle parole ipocrite. Questa contrapposizione è un po’ il senso misterioso di In the Dusk. Oltre a una bussola morale matura e senza compromessi, che assegna a ciascuno le sue ragioni, giudicando ma non rifiutandosi di comprendere. È la capacità di ritrovare quel tanto di male, ma anche di bene, che c’è in ognuno di noi che riscatta il presente, il passato e soprattutto il futuro del giovane Unte. Fare i conti con la complessa struttura della vita permette di cogliere quel barlume di speranza che sta nascosto anche nella notte più nera. Un film cupo, ma non disperato.

In the Dusk poster locandina

Titolo originale: Sutemose
Regia: Sharunas Bartas
Paese/anno: Francia, Lettonia, Lituania, Portogallo, Repubblica Ceca, Serbia / 2019
Durata: 128’
Genere: Drammatico
Cast: Alina Zaliukaite-Ramanauskiene, Arvydas Dapsys, Marius Povilas Elijas Martynenko, Rytis Saladzius, Salvijus Trepulis, Saulius Sestavickas, Valdas Virgailis, Vita Siauciunaite
Sceneggiatura: Ausra Giedraityte, Sharunas Bartas
Fotografia: Eitvydas Doskus
Montaggio: Simon Birman
Musiche: Gabriele Dikciute, Jakub Rataj
Produttore: Gints Grube, Inese Boka, Janja Kralj, Jurga Dikciuviane, Nikolina Vucetic, Sharunas Bartas
Casa di Produzione: Biberche, KinoElektron, Mistrus Media, Sirena Film, Studio Kinema, Terratreme Filmes

Francesco Costantini

Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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