TOWN OF GLORY

TOWN OF GLORY
di Dmitry Bogolyubov


Grazie all’approccio del regista Dmitrij Bogoljubov, privo di virtuosismi o di inutili fronzoli (con tanto di commento musicale prettamente diegetico) pian piano lo spettatore entra a far parte della piccola e singolare realtà di Town of Glory. Una realtà che sembra quasi far parte di un mondo a sé. Al Trieste Film Festival 2021.

Amore per la patria

Ci sono posti nel mondo in cui il tempo sembra essersi fermato. Luoghi in cui la Storia sembra sia rimasta indietro di circa ottant’anni. Luoghi in cui, tuttavia, la memoria resta sempre viva e pulsante. Uno di questi luoghi, per esempio, è la piccola cittadina di El’nja, in un angolo remoto della Russia. La cittadina raccontata dal regista Dmitrij Bogoljubov nel suo Town of Glory, presentato in anteprima italiana – all’interno della sezione Concorso Documentari – in occasione del Trieste Film Festival 2021, nella sua speciale edizione online.

El’nja è la cittadina d’origine del regista. Qui, appunto, si vive quasi una realtà fuori dal mondo: qui è ancora vivo più che mai il ricordo di quando, durante la Seconda Guerra Mondiale, Stalin mandò via i fascisti dal paese. E ciò accadde in una guerra che ha causato migliaia e migliaia di vittime. Ma, di fatto, può mai esserci una guerra giusta? Erasmo da Rotterdam, a suo tempo, si è espresso molto chiaramente in merito. Ma andiamo per gradi.

Ogni anno, più volte l’anno, a El’nja hanno luogo importanti manifestazioni atte a commemorare i momenti salienti della storia della Russia, dalla fine della guerra fino al ricordo di chi, nel corso degli anni, ha perso la vita al fine di difendere la propria patria.

Ed è proprio un forte, fortissimo nazionalismo a muovere gli intenti di ogni singolo abitante della cittadina. A partire dai bambini, i quali vengono educati fin da giovanissimi al culto della patria e molti dei quali altro non sognano che entrare ben presto a far parte dell’esercito. Proprio come la sedicenne Masha, la quale, costantemente seguita e spronata da sua mamma, prende parte a ogni qualsivoglia manifestazione locale, partecipando anche a dei provini canori a livello nazionale.

Il regista di Town of Glory, dal canto suo, si è limitato a osservare da vicino questa piccola realtà – inserendo all’interno della messa in scena la sua stessa voice over atta a introdurci i fatti – senza mostrarsi mai giudicante: Dmitrij Bogoljubov piuttosto dialoga, di volta in volta, con i personaggi incontrati, per una serie di momenti intimi e molto toccanti, come quando vediamo alcuni uomini commuoversi davanti alla macchina da presa nel momento in cui ripensano ai loro compagni prematuramente scomparsi.

Con un approccio registico privo di virtuosismi o di inutili fronzoli (con tanto di commento musicale prettamente diegetico), dunque, ecco che, pian piano, anche lo spettatore entra a far parte di questa piccola e singolare realtà. Una realtà, quella di Town of Glory, che sembra quasi far parte di un mondo a sé. Una realtà di cui non sempre il regista condivide gli ideali. Ma una realtà, nonostante tutto, a cui Dmitrij Bogoljubov vuole ancora tanto e tanto bene.

Titolo originale: Uezdnyj gorod E
Regia: Dmitry Bogolyubov
Paese/anno: Germania, Repubblica Ceca, Russia / 2019
Durata: 82’
Genere: Documentario
Sceneggiatura: Anna Šišova-Bogolyubova, Dmitry Bogolyubov
Fotografia: Dmitry Bogolyubov
Montaggio: Phil Jandaly
Casa di Produzione: Czech Television, Ethnofund, Feeling Reality, Hypermarket Film, Saxonia Entertainment, ZDF/Arte

Marina Pavido

Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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