LIBRO DI GIONA

LIBRO DI GIONA
di Zlatolin Donchev


Libro di Giona, diretto dal regista di origini bulgare Zlatolin Donchev, opta principalmente per un approccio estremamente realistico e contemplativo. Un approccio che non ha paura di lunghi silenzi, ma che, al contrario, riesce a rendere estremamente bello e poetico ogni singolo momento che il protagonista Massimiliano trascorre in compagnia di sé stesso. Al Trieste Film Festival 2021.

Piccole, preziose realtà

Vi sono persone che, pur vivendo vicino a noi, vengono quasi del tutto ignorate dalla gente. Persone che, per scelta o per volere del caso, conducono un’esistenza del tutto fuori dal comune – spesso anche in condizioni di estrema indigenza. Persone che, nella loro complicata quotidianità, hanno, in realtà, tanto e tanto da raccontare. Questo è il caso, dunque, di Massimiliano Piccardo, protagonista dell’intenso documentario Libro di Giona, diretto dal giovane regista di origini bulgare Zlatolin Donchev e presentato – all’interno della sezione Premio Corso Salani 2021 – al Trieste Film Festival 2021, nella sua speciale edizione online.

Massimiliano, dunque, vive a Genova e, dopo essere andato via di casa a causa di problemi famigliari, ha deciso di trascorrere le sue giornate dentro una macchina. All’interno del veicolo v’è tutto il suo mondo, tra libri, oggetti di prima necessità e un vecchio Nokia con cui si diletta a scattare suggestive fotografie ai paesaggi di volta in volta visitati. Un’esistenza, la sua, che va avanti da molti anni. Ma per quanto tempo ancora la cosa potrà durare? Riuscirà Massimiliano, finalmente, a voltare pagina e a riprendersi in mano la propria vita?

Zlatolin Donchev, dal canto suo, lo ha seguito passo passo nella sua quotidianità, tra momenti di estrema tranquillità e situazioni di disagio che hanno inevitabilmente richiesto l’aiuto di volontari ,o addirittura ricoveri ospedalieri. Nonostante le numerose difficoltà, però, non si fatica a comprendere i motivi per cui Massimiliano sia così legato a questa sua insolita vita.

Libro di Giona, dunque, opta principalmente per un approccio estremamente realistico e contemplativo. Un approccio che non ha paura di lunghi silenzi, ma che, al contrario, riesce a rendere estremamente bello e poetico ogni singolo momento che Massimiliano trascorre in compagnia di sé stesso (e di un regista che fa principalmente da osservatore silente, a cui il protagonista si rivolge solamente per mostrargli, orgoglioso, una fotografia appena scattata con il cellulare). L’immagine riflessa di Massimiliano sul finestrino della sua macchina, la luce che filtra tra i rami degli alberi, fotografie che si susseguono una dopo l’altra sullo schermo (sapientemente montate in alternanza con i momenti del quotidiano dell’uomo) e, non per ultimo, il cinguettio degli uccelli – che, insieme al soffio del vento e a sporadici rumori diegetici, fa da perfetto “commento musicale” – divengono dunque i marchi di fabbrica del presente Libro di Giona.

Il risultato finale è un documentario intenso e a tratti commovente, reso tale da una macchina da presa in grado di fotografare il bello in ogni sua pura sfaccettatura e da un regista – Zlatolin Donchev – che si fa immediatamente prezioso e fidato confidente di Massimiliano, e che ha seguito per due anni quest’ultimo con fare zavattiniano, senza mai far sentire la propria presenza allo spettatore. Immagine lucida, viva e pulsante di un mondo che ha molte più cose da raccontare di quanto inizialmente possa sembrare.

Titolo originale: Libro di Giona
Regia: Zlatolin Donchev
Paese/anno: Bulgaria, Italia / 2020
Durata: 72’
Genere: Documentario
Cast: Elena Carta, Massimiliano Piccardo
Sceneggiatura: Zlatolin Donchev
Fotografia: Zlatolin Donchev
Montaggio: Zlatolin Donchev
Produttore: Gianluca De Serio, Massimiliano De Serio, Massimiliano Piccardo

Marina Pavido

Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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