COMMUNION

COMMUNION
di Anna Zamecka


Communion, regia della polacca Anna Zamecka, è un documentario sulla vita problematica e la commovente simbiosi emotiva di una famiglia al limite. La giovane Ola è poco più che adolescente e deve provvedere al padre alcolizzato, alla madre assente e al fratello autistico. Cronaca empatica devastante e miracolosamente mai morbosa di frammenti di vita poco quotidiana, il film è anche il ritratto di uno stupefacente carattere femminile in formazione. Al Trieste Film Festival 2021.

Vita in famiglia

A mezz’ora circa dall’inizio di Communion (La comunione), la giovane Ola Kaczanowska fa qualcosa di sconvolgente. Senza preavviso e senza chiedere permesso, prende in contropiede lo spettatore e si mette a piangere. La ragione è, in questa sede, irrilevante. Non è successo nulla di irreparabile, lo sfogo è tutto sommato tipico della mentalità autoreferenziale di un’adolescente, ma qui sta il problema. Sulla base di quello che il film ci ha mostrato fino a questo punto, non c’è niente di più destabilizzante di una giovane che si concede il lusso di una breve parentesi di normalità.

La vita di Ola è complicata. Communion è firmato dalla regista polacca Anna Zamecka, che riporta il film al Trieste Film Festival 2021 dopo il premio per il miglior documentario ottenuto nel 2017 e il Grand Prix della Settimana della Critica a Locarno 2016. Uno sguardo empatico e curioso, non assillato dall’ansia di un giudizio né dalla smania di occupare gli spazi vuoti del racconto famigliare, sui giorni che preparano e seguono la Prima Comunione del giovane Nikodem Kaczanowski.

Oltre ai due ragazzi il clan Kaczanowski conta anche il papà Marek e la mamma Magdalena. Ci sarebbe anche un piccolino che si presume salti fuori da altra relazione ma questo frangente Communion non lo esplora. È deliberata, l’omissione di qualunque cosa assomigli anche solo lontanamente a un antefatto. Possiamo ipotizzare, e con buone ragioni, che l’alcolismo di Marek abbia giocato un ruolo importante nello spingere Magdalena a lasciare la famiglia; pure, il suo comportamento viene definito imprevedibile. Certo l’autismo di Nikodem ha esasperato la situazione aggiungendo un colossale fardello di pressioni e tensioni irrisolte.

Lo sfondo è opaco, il resto no. Se il film è storia di famiglia, la chiave che permette di decifrare il discorso su un amore e una simbiosi che prevalgono nonostante tutto, tramite la cronaca minuziosa e invisibile di frammenti di quotidianità stravolta, è la giovane Ola.

La ragazza è tutto, per la famiglia. Con tenacia incrollabile e coraggio da leonessa, Ola fa da madre, padre, domestica, assistente sociale, infermiera, angelo del focolare, mediatrice, probabilmente anche agente immobiliare. Communion riesce a caricare il suo ritratto di una appagante complessità emotiva, di completezza di carattere. L’incrocio tra interiorità e circostanze, nel cinema di finzione, partorirebbe qualcosa. Ma c’è poco di artefatto a queste latitudini, e lo sguardo con cui Ola abbraccia la madre in un’illusoria tregua di normalità, l’intreccio di affetto, ansia, paura del rifiuto, devozione sconfinata e un disperato bisogno d’aiuto, è difficilmente replicabile.

Anna Zamecka ha sufficiente controllo della materia per tenere alla larga il morboso, la pornografia sentimentale, l’osservazione compiacente. La ragione dei consensi raccolti da Communion sta nell’equilibrio dei toni che concilia la restituzione di un vissuto devastante e la leggerezza di tocco, il ritratto di famiglia con l’analisi di un personaggio. In controluce, ci trasmette un succoso insegnamento. Tra curiosità e indiscrezione esiste una comunicazione sfuggente e pericolosa. L’empatia, l’attenzione al dettaglio, il rigore morale e una comprensione che non cerca il giudizio a tutti i costi bastano a conciliare questo rapporto complicato.

Communion (2016) poster locandina

Titolo originale: Komunia
Regia: Anna Zamecka
Paese/anno: Polonia / 2016
Durata: 72’
Genere: Documentario, Drammatico
Cast: Aleksandra Bociańska, Karolina Kucharska, Ks. Jan Kasiński, Magdalena Kaczanowska, Marek Kaczanowski, Nikodem Kaczanowski, Ola Kaczanowski, rek Gorczyński
Sceneggiatura: Anna Zamecka
Fotografia: Malgorzata Szylak
Montaggio: Agnieszka Glinska, Anna Zamecka, Wojciech Janas
Produttore: Anna Wydra, Anna Zamecka, Hanka Kastelicová, Izabela Lopuch, Zuzanna Król
Casa di Produzione: HBO Europe, Otter Films, Wajda Studio

Francesco Costantini

Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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