NUMBERS

NUMBERS
di Akhtem Seitablaev, Oleg Sentsov


Numbers è un dramma dai toni farseschi con qualcosa di importante da dirci su temi fondamentali come libertà e totalitarismo, al Trieste Film Festival 2021 e prima a Berlino. Ma Numbers è anche la regia a distanza di Oleg Sentsov, artista ucraino imprigionato dalle autorità russe in seguito all’annessione della Crimea, che plasma il film nella lontananza della sua prigione siberiana. L’incrocio tra vita e arte produce un film necessario, ma un po' squilibrato.

Il prezzo della libertà

Prima di parlare di Numbers, in anteprima italiana al Trieste Film Festival 2021 e precedentemente a Berlino, bisogna necessariamente raccontare qualcosa del suo regista, lo scrittore e regista ucraino Oleg Sentsov.

Originario della Crimea, nel 2017 Oleg Sentsov è in carcere già da un po’, accusato di terrorismo dalle autorità occupanti russe. La condanna è a vent’anni di prigione da scontare in una struttura di massima sicurezza in Siberia. In vista dello sciopero della fame che comincerà di lì a qualche mese, nel maggio del 2018 – preludio alla scarcerazione del settembre 2019 – Sentsov, tra i vari beni trasmessi alla famiglia, consegna anche una sceneggiatura. È l’adattamento di un’opera teatrale scritta qualche anno prima dell’arresto, una riflessione sul rapporto tra libertà e totalitarismo. L’auspicio è trarne un film, costi quel che costi; l’intuizione del produttore polacco, Dariusz Jabłoński, è di affidare comunque a Sentsov la regia del film. La regia a distanza.

Il lavoro sul campo lo svolge il connazionale e collega Akhtem Seitablaev. Ma non c’è scelta in Numbers che riguardi il cast, le luci, la scenografia, i movimenti, che non racconti in un modo o nell’altro di Oleg Sentsov e del suo imprevisto soggiorno siberiano.

È inevitabile che una parte così ampia del discorso finisca per essere monopolizzata dal resoconto delle infauste e straordinarie circostanze che presiedono alla gestazione di Numbers. E sarebbe sbagliato ridurre il peso di queste considerazioni a curiosità aneddotiche; la sincronia tra la materia del racconto e il vissuto fuori scena anima il film di una necessità urgente e dolorosa. E esaspera alcuni difetti.

L’impianto è di natura teatrale. Lo spazio è circoscritto, e grande enfasi è posta sul rapporto tra l’attore, il movimento, e il perimetro della scena. Il richiamo è al cinema ibrido di Lars von Trier, un Dogville funestato da ombre orwelliane. Il terreno di Numbers è l’utopia nera di una società immaginaria in cui dieci Numeri, cinque Pari (uomini) e cinque Dispari (donne), legati da un vincolo di fedeltà interpretato in modo molto flessibile, consumano l’esistenza nella ripetizione di bislacchi codici rituali. L’esecuzione prestabilita dei movimenti disciplina la vita, svuotandola di contenuto. Garantiscono il rispetto delle assurde procedure due Giudici armati al soldo del Numero Zero, un Mago di Oz flaccido e onnipresente. Poi un bel giorno una smagliatura nella tela, e uno squilibrio numerico, fanno venir giù tutto. Più o meno.

Umorismo nero su fondo tragico, Numbers esplora la tensione che corre tra regolamentazione e spontaneità, tra una visione dell’amore, della politica, della religione, delle più basilari funzioni biologiche orientata verso l’asservimento, la logica del giardino zoologico per intenderci, e la proiezione di un mondo nuovo. La metafora di Sentsov anticipa alcune degenerazioni del mondo di oggi, nel distacco doloroso della prigionia che lo elegge a divinità benevola e dolorosa in radicale opposizione alla cialtronesca controparte sulla scena. La costruzione è elaborata al punto che il messaggio, il senso, l’ammonimento, qualunque cosa il film voglia trasmetterci, perde in sottigliezza. Non manca mordente, ma c’è poco equilibrio. Oltre a uno stile di recitazione davvero troppo ondivago, un’altalena tra approccio realista e esasperazione di toni e accenti teatrali che finisce per risultare destabilizzante.

Numbers (2020) poster locandina

Titolo originale: Nomery
Regia: Akhtem Seitablaev, Oleg Sentsov
Paese/anno: Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Ucraina / 2020
Durata: 104’
Genere: Drammatico, Fantascienza
Cast: Agatha Larionova, Aleksandr Begma, Denis Rodnyanskiy, Evgeniy Lebedin, Evhen Chernykov, Irina Mak, Laptii Oleksandr, Lorena Kolibabchuk, Maksym Devizorov, Mariya Smolyakova, Oleg Karpenko, Oleksandr Yarema, Olena Uzlyuk, Viktor Andrienko, Viktor Zhdanov
Sceneggiatura: Oleg Sentsov
Fotografia: Adam Sikora
Montaggio: Jaroslaw Kaminski
Musiche: Milosh Elich
Produttore: Alexandra Lebret, Anna Palenchuk, Dariusz Jablonski, Izabela Wójcik, Malgorzata Jurczak, Violetta Kaminska
Casa di Produzione: 435 Films, Apple Film Production, Canal+, Ceská Televize, Halley Production

Francesco Costantini

Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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