TRIESTE FILM FESTIVAL 32: PREMIATO IL GEORGIANO BEGINNING

TRIESTE FILM FESTIVAL 32: PREMIATO IL GEORGIANO BEGINNING
Si è conclusa ieri la trentaduesima edizione del festival triestino, quest’anno migrato online a causa della pandemia di Covid-19. Ad aggiudicarsi il premio della giuria, il georgiano Beginning, mentre menzioni speciali vanno al kosovaro Exile, al serbo My Morning Laughter e al bosniaco So She doesn’t Live.

Si è conclusa ieri, con una cerimonia di premiazione trasmessa in streaming sulla piattaforma MYMovies, la trentaduesima edizione del Trieste Film Festival, manifestazione dedicata al cinema dell’Europa centro-orientale che quest’anno si è tenuta interamente online, a causa della pandemia di coronavirus. La giuria, composta da Paolo Bertolin, Adina Pintilie ed Ewa Puszczyńska, ha premiato all’unanimità col Premio Trieste per il miglior lungometraggio il film georgiano Beginning, di Dea Kulumbegashvili.

La motivazione espressa dalla giuria per il premio tributato all’esordio della regista georgiana è stata la seguente: “Un film di debutto che rappresenta un raro caso di sicurezza autoriale e di pura coerenza stilistica, in grado di creare una realtà filmica fatta di immagini, suoni e interpretazioni (un accenno in particolare alla sorprendente attrice protagonista) che interrogano costantemente le opinioni dello spettatore su un racconto che è stupefacente e al contempo emozionante”.

Tre, inoltre, sono state le menzioni speciali attribuite dalla giuria: la prima è andata a Exile di Visar Morina, co-produzione tedesco-belga-kosovara, per “l’inquietante esplorazione dell’inconscio di un migrante in cerca di integrazione, messa in scena utilizzando i codici propri degli ansiogeni thriller psicologici”; la seconda è stata attribuita al serbo My Morning Laughter di Marko Djordjevic, definito “commedia drammatica capace di ispirare tenerezza, girata e recitata in modo impeccabile, arricchita da una sceneggiatura che riflette la quotidianità, ma allo stesso tempo in grado di sovvertire i tropi più classici”; l’ultima è andata al bosniaco So She doesn’t Live di Faruk Loncarevic, “un’opera provocatoria in grado di mostrare in maniera implacabile, ma rigorosa, l’angosciosa ordinarietà della violenza di genere, e di intersecare coraggiosamente le questioni di identità e di gender”.

Il Premio Alpe Adria Cinema per il miglior documentario, assegnato dalla giuria speciale composta da Heidi Gronauer, Eszter Hajdú e Leena Pasanen, è andato al film d’esordio del rumeno Radu Ciorniciuc, Acasa – My Home, che racconta l’odissea di una famiglia rom nel cuore dell’Europa; il Premio Fondazione Osiride Brovedani per il miglior cortometraggio, la cui giuria è composta da Alessandra De Luca, Dimitra Karya, Andrijana Sofranić Šućur, è stato tributato invece a Beyond the Day del regista polacco Damian Kocur, che racconta dell’incontro di un uomo solitario con un immigrato palestinese; mentre una menzione speciale è andata al corto greco Goads, di Iris Baglanea, ispirato all’infanzia della stessa regista.

I film dei tre concorsi principali sono stati giudicati anche dal pubblico degli accreditati online, che hanno seguito l’evento su MYMovies: i riconoscimenti sono andati rispettivamente a Father di Srdan Golubovic (miglior lungometraggio), a Town of Glory di Dmitrij Bogoljubov (miglior documentario) e a Love Is Just a Death Away di Bára Anna Stejskalová (miglior cortometraggio).

La lista completa dei premi del Trieste Film Festival è consultabile sul sito della manifestazione.

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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