BLISS

BLISS
di Mike Cahill


Ha certamente il suo fascino, il nuovo film di Mike Cahill Bliss, dovuto principalmente a temi che (benché tutt’altro che nuovi per la fantascienza) hanno una loro naturale presa sul pubblico; ma questa esplorazione di realtà alternative vere o presunte, sempre in bilico tra ambiguità e confusione narrativa, si rivela poco centrata a livello di sceneggiatura. Su Amazon Prime Video.

Realtà (s)velate

Tanto è stato detto, finora, nel campo della sci-fi basata su realtà alternative, così tanto da rischiare la saturazione. Dalla declinazione action e all’insegna della contaminazione di generi di Matrix, agli incubi da scatole cinesi di eXistenZ di David Cronenberg, il genere ha esplorato in lungo e in largo lo spiazzamento derivato dalla scoperta di una realtà altra, magari più reale della nostra – o addirittura rivelatasi l’unica verità celata dietro alla bugia. È con questi e altri modelli in mente che si muove il nuovo film di Mike Cahill Bliss, compendio di suggestioni filosofiche in salsa fantascientifica mascherato da thriller sentimentale, con una spruzzata di The Truman Show e un’altra della serie Black Mirror. Un amalgama sicuramente ambizioso, che parte da una quotidianità che già nel prologo inizia a mostrare le sue crepe, per arrivare infine a un doppio binario di realtà e (forse) simulazione, corrispondente pressapoco alla sua seconda metà.

Il “magico” mondo di Greg
Bliss (2021) recensione

Il plot di Bliss (da non confondersi con l’omonimo horror del 2020) vede protagonista l’operatore di call center Greg Wittle, da poco divorziato, che da tempo sogna un luogo e una donna di cui riesce a disegnare perfettamente i dettagli. Sempre più estraniato dalla realtà e dal suo lavoro, Greg viene convocato nell’ufficio del suo capo Bjorn e licenziato su due piedi per scarsa produttività. Durante la discussione, in un impeto di rabbia Greg spinge Bjorn, che cadendo batte la testa e muore. Disperato e confuso, l’uomo riesce a nascondere alla bell’e meglio il cadavere per poi fuggire dall’ufficio; nel bar dall’altro lato della strada, Greg incontra una donna di nome Isabel, che misteriosamente sembra sapere tutto di lui e di ciò che ha appena fatto. Isabel sostiene che lei e Greg siano gli unici due individui reali in un mondo di umanità simulata, e che per salvarsi dall’arresto Greg dovrà seguire le sue indicazioni. Diffidente, ma ancor più spaventato dalla prospettiva di finire in prigione, Greg accetta di seguire Isabel, iniziando a credere sempre più alla sua storia.

Il fantastico nel quotidiano
Bliss (2021) recensione

Muove i primi passi da una realtà già alterata, Bliss; e probabilmente in tale ottica vanno lette le piccole incongruenze che fin da subito si fanno largo nella trama, le poco credibili reazioni di Greg (interpretato da un Owen Wilson un po’ statico) all’irruzione dell’inconsueto, la (troppo) rapida evoluzione del personaggio, l’inspiegata presenza di una figlia biologica di colore. D’altronde una delle prime sequenze del film, che vede il portafoglio del protagonista, lasciato nel suo ufficio, smaterializzarsi all’improvviso, è molto chiara in questo senso. Forse troppo. Bliss non dà sufficiente tempo alla trama di evolvere, di mostrare lo scarto tra la quotidianità e il fantastico, per poter poi rendere più dirompente – e credibile – l’effetto di quest’ultimo. Il volto di Owen Wilson è una maschera di continua, incredula meraviglia per i prodigi mostratigli – e poi personalmente sperimentati – dalla homeless interpretata da Salma Hayek; la quasi subitanea relazione tra i due personaggi, pur nel recinto in cui il film rivela poi di muoversi, manca di approfondimento e coerenza narrativa.

Tra ambiguità e (in)coerenza
Bliss (2021) recensione

Ha sicuramente del fascino, il film di Mike Cahill, fascino derivato tuttavia in gran parte della portata filosofica dei temi che affronta. Realtà e sogno, vita concreta e simulazione, il bisogno di stabilità contro l’aspirazione umana al cambiamento; senza rivelare ulteriori dettagli sulla sua trama, diciamo che Bliss mette in campo queste e altre tematiche, rovesciando in parte l’assunto del già citato Matrix, e riflettendo sulla scienza e sulle sue potenzialità, sui suoi rischi e sul suo impatto sull’identità dell’individuo. Temi, senz’altro, di una certa portata, che tuttavia nel film di Cahill saturano fin troppo il racconto, facendo perdere spesso di vista la coerenza, lasciando irrisolti alcuni nodi narrativi (l’identità e la funzione del personaggio della figlia) e mescolando i piani di realtà in modo fin troppo programmatico. Da una parte il film gioca (quasi) fino alla fine con l’ambiguità, e lo fa efficacemente, specie quando i contorni del plot sembrano delinearsi; dall’altra, però, vuole spiegare e cercare una sua coerenza, finendo alla fine per perdersi. Certe scelte dei personaggi, nella realtà come nella simulazione, sembrano frutto di una scrittura disattenta più che di un voluto onirismo.

Una visione coi suoi punti di forza
Bliss (2021) recensione

Visivamente, Bliss ha sicuramente delle frecce al suo arco, a partire da un’ottima fotografia, che sottolinea plasticamente lo scarto tra i due piani di realtà, proseguendo con un impianto scenografico che mostra una sua particolare visione di futuro, senz’altro interessante e non convenzionale. Si resta avvinti, dalla costruzione narrativa del film di Cahill, e alcune sue immagini filosofiche (per esempio quella delle tartarughe multiple che sorreggono la realtà, di origine antichissima) hanno certamente il loro potenziale. Tuttavia, la sceneggiatura pasticcia gli eventi e a volte sembra compiacersi fin troppo della sua ambiguità, salvo poi fare un passo indietro e ricercare una sua (im)possibile logica. L’effetto di stordimento è per gran parte non voluto. Tra i lati positivi, va comunque sottolineato il bel commento musicale di Will Bates, specie nel coinvolgente e più volte reiterato tema principale. Unitamente a ciò, il film ha dalla sua il già citato elemento estrinseco, ovvero la capacità del tema di far presa su larghe fette di pubblico. Ma probabilmente non è (ancora) abbastanza.

Bliss (2021) poster locandina

Titolo originale: Bliss
Regia: Mike Cahill
Paese/anno: Stati Uniti / 2021
Durata: 103’
Genere: Drammatico, Fantascienza, Sentimentale
Cast: Adam William Zastrow, Bill Nye, Darin Cooper, Dayne Catalano, Debbie Fan, DeRon Horton, Eugene Young, Jorge Lendeborg Jr., Joshua Leonard, Kosah Rukavina, Lora Lee, Madeline Zima, Nesta Cooper, Owen Wilson, Roberto Montesinos, Ronny Chieng, Salma Hayek, Slavoj Zizek, Steve Zissis, Tanya Alexander
Sceneggiatura: Mike Cahill
Fotografia: Markus Förderer
Montaggio: Troy Takaki
Musiche: Will Bates
Produttore: Adam Haggiag, James D. Stern
Casa di Produzione: Amazon Studios, Big Indie Pictures, Endgame Entertainment
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 05/02/2021

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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