LA REGOLA D’ORO

LA REGOLA D’ORO
di Alessandro Lunardelli


Secondo lungometraggio diretto da Alessandro Lunardelli, La regola d’oro racconta l’incontro/scontro tra due mondi (quello militare e quello televisivo) incarnati rispettivamente dai personaggi di Simone Liberati ed Edoardo Pesce; una collisione messa in scena con un’alternanza di passato e presente non sempre efficacissima, che sacrifica un po’ del vissuto dei due in favore della resa del contesto, ma che conduce a un’apprezzabile e tesa frazione finale. Dal 26 febbraio sulle principali piattaforme di streaming.

Mondi che collidono

Con La regola d’oro, suo secondo lungometraggio arrivato sette anni dopo il precedente Il mondo fino in fondo (2013), Alessandro Lunardelli tenta di esplorare due mondi distinti, che vanno a collidere nelle figure dei due protagonisti interpretati da Edoardo Pesce e Simone Liberati: da un lato lo spettacolo, il luccicante universo televisivo con la sua necessità – che nel film appare inevitabile – di manipolare e alterare almeno in certo grado la realtà, piegandone gli eventi alle proprie esigenze; dall’altro il mondo militare, e in particolare quello di un conflitto (quello siriano) ormai passato sullo sfondo del nostro quotidiano (e della nostra agenda mediatica), la cui reale portata può essere sperimentata solo da chi, nel corso degli anni, ha continuato a viverlo quotidianamente, in prima persona. Un mondo capace di sacrificare sull’altare dell’interesse politico/strategico anche i sentimenti, e che però vuole, richiede, i suoi “eroi”. E che, quando se ne trova davanti uno potenziale – il caporale Ettore Seppis interpretato da Liberati – non si lascia sfuggire l’occasione di celebrarlo appoggiandosi all’altro mondo, quello televisivo. Poco importa la genuinità della celebrazione, e poco importa che il diretto interessato si senta o meno disposto ad assumere quel ruolo.

Una celebrazione non richiesta
La regola d'oro recensione

Il caporale Seppis, per l’opinione pubblica, è un eroe. Dopo il congedo, è tornato in Siria trasgredendo le leggi militari, in quanto aveva saputo che la sua fidanzata locale, Jamila, era stata rapita dagli jihadisti. Giunto sul posto, viene fatto prigioniero a sua volta, per essere poi rilasciato solo dopo una lunga trattativa col governo italiano, che prevede il pagamento di un riscatto. La trattativa, tuttavia, non comprende Jamila, che resta prigioniera al confine tra Siria e Libano. Tornato a casa e acclamato come un eroe, Ettore non si dà pace per aver abbandonato la ragazza al suo destino. I suoi sentimenti sono diametralmente opposti alla figura che l’opinione pubblica gli attribuisce. Nel frattempo, sua madre ha stretto un accordo con un autore televisivo, Massimo (interpretato da Edoardo Pesce) che gli fa una proposta: essere l’ospite d’onore della diretta finale del Festival di Taormina, e pronunciare sul palco un discorso prestabilito. L’esercito gli fa esplicite pressioni per accettare, ed Ettore alla fine cede; ma, con l’approssimarsi della sua apparizione davanti alle telecamere, la sua angoscia aumenta sempre più.

Passati e presenti
La regola d'oro recensione

Procede in modo non cronologico, la narrazione di La regola d’oro, alternando passato e presente, la descrizione degli attuali contesti in cui vivono Ettore e Massimo, e corposi scorci del loro passato recente. In questa alternanza di piani temporali, che incrocia il burrascoso incontro tra i due alle rispettive storie personali e professionali, il film viene diviso comunque in tre macro-blocchi: la narrazione del ritorno a casa di Ettore, col suo difficile tentativo di adattarsi a una quotidianità che è stata pesantemente alterata dalla notorietà; la storia di vita e di lavoro di Massimo, autore che si è adattato alle regole del mondo televisivo, finendone fagocitato e iniziando a replicarne lui stesso il modus operandi per agganciare il pubblico; infine, l’incontro tra i due personaggi e i due giorni immediatamente prima della diretta televisiva, coi fantasmi dell’inconscio di Ettore che si fanno sempre più concreti. Il mondo interiore di quest’ultimo sarà a un passo dall’andare in pezzi, mentre l’uomo cerca rifugio nell’alcol, nei bagordi notturni con un suo idolo della lirica (interpretato dall’attore cileno Luis Gnecco, presenza fissa nei film di Pablo Larrain) e nell’ottundimento dei sensi. Ma i nodi verranno prima o poi, inevitabilmente, al pettine.

Lo sfondo in primo piano
La regola d'oro recensione

Concentrato sulla descrizione del contesto, attento nel delineare lo sfondo delle rispettive situazioni dei due protagonisti, La regola d’oro pecca, paradossalmente, per scarso approfondimento di questi ultimi, e soprattutto per un’approssimativa resa del loro incontro. È come se i due binari della storia procedessero paralleli, concentrandosi tuttavia più sulle pressioni ambientali subite dai personaggi di Ettore e Massimo, su una vita personale che finisce per mescolarsi senza soluzioni di continuità a quella lavorativa (molto riuscito, a questo proposito, il cinico personaggio di Barbora Bobulova, moglie di Massimo e conduttrice dello show, che subirà a sua volta un’evoluzione nel corso della trama) che sul compito di sviscerare il vissuto dei due, e soprattutto le loro autentiche motivazioni. Nel momento in cui vediamo le strade dei due incrociarsi, prima in modo traumatico e imposto, poi con un inizio di empatia e comprensione, sappiamo in realtà poco di loro; in compenso sappiamo molto delle regole, scritte e non scritte, che normano i loro mondi, e arriviamo per approssimazione a comprendere i loro travagli. La sequenza dello spettacolo, ben diretta e perfettamente interpretata da Liberati, è ad altissima tensione emotiva; un culmine narrativo che arriva a ripagare almeno in parte delle forzature e delle approssimazioni con cui la sceneggiatura ci ha condotto fin lì. L’elegante regia di Lunardelli, fatta di morbidi piani sequenza a scrutare gli ambienti e il privato di chi li abita, non basta a cancellare le incertezze di script de La regola d’oro. È sufficiente, tuttavia, per farci entrare nella giusta misura in una vicenda problematica, che non offre risposte facili e che per fortuna si mantiene comunque lontana da qualsiasi tentazione moralista.

La regola d'oro poster locandina

Titolo originale: La regola d'oro
Regia: Alessandro Lunardelli
Paese/anno: Italia, Spagna, Ungheria / 2020
Durata: 90’
Genere: Drammatico
Cast: Amine Ennaji, Andrea Pennacchi, Azzurra Martino, Barbora Bobulova, Carla Azzurra Martino, Edoardo Pesce, Francesca Antonelli, Hadas Yaron, Hamza Kadri, Luis Gnecco, Maria Disegna, Rita Hayek, Simone Liberati
Sceneggiatura: Alessandro Lunardelli, Davide Lantieri
Fotografia: Francesco Di Giacomo
Montaggio: Elsa De Falco Bonomi
Musiche: Carlo Virzì
Produttore: Pierfrancesco Fiorenza, Rita Rognoni
Casa di Produzione: Digital F.P.S., Film Pixel Production Company, Pupkin Production, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 26/02/2021

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Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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