THE RENTAL

THE RENTAL
di Dave Franco


Dopo una già rilevante carriera di attore, Dave Franco passa dietro la macchina da presa con The Rental: un epigono del genere horror/slasher curiosamente mescolato col più acido dramma da camera, capace di svelare progressivamente i segreti di due coppie. L’ultima parte normalizza il risultato, e in parte delude, ma il tentativo è comunque interessante e valevole di visione. Su Amazon Prime Video.

L'orrore a noleggio

Per il suo esordio dietro la macchina da presa, dopo una già nutrita carriera di attore (lo abbiamo visto, tra le altre cose, in 21 Jump Street e in The Disaster Artist) Dave Franco sceglie il genere thriller-horror. In particolare, l’attore/regista americano (che stavolta si limita a restare dietro la macchina da presa, lasciando ad altri l’incombenza della recitazione) va ad affrontare un sottogenere – quello che si può definire “giovani in vacanza in una casa isolata” – su cui molto è stato già detto e scritto, e di cui (quasi) tutte le potenzialità sono state ormai sviscerate. Era già difficile, d’altronde, tirar fuori qualcosa di nuovo dal filone, prima che Quella casa nel bosco (2011) lo destrutturasse ironicamente, svelando i meccanismi che sono alla sua base e prendendosene affettuosamente gioco. Dopo il film di Joss Whedon, non a caso, l’horror mainstream si è sempre più spesso orientato verso altri lidi. Eppure, e di questo va assolutamente dato atto al neoregista americano, The Rental offre uno sguardo parzialmente nuovo sulla materia, riuscendo a mescolare in modo efficace le esigenze del genere a un’attenzione ai personaggi e all’intreccio che lo eleva sulla media delle tante produzioni analoghe.

Quella casa in riva al mare
The Rental (2020) recensione

Il plot di The Rental è molto semplice, per non dire essenziale: due giovani coppie si prendono un weekend di vacanza in una proprietà isolata in riva al mare, gestita da uno strano e scorbutico albergatore. Il quartetto è composto da Charlie e Josh, fratelli, da Mina – collega di lavoro di Charlie e fidanzata di Josh – e da Michelle, moglie di Charlie. Charlie e Mina hanno sviluppato nel tempo un’amicizia e una stima reciproca molto forti, rinsaldate dalla proficua collaborazione; mentre Josh, al contrario, deve combattere contro un costante senso di inadeguatezza e un malcelato complesso di inferiorità nei confronti di suo fratello. I quattro, alla vigilia di un’importante scadenza di lavoro per Charlie e Mina, prendono in affitto il residence da sogno di proprietà di Taylor, che da subito mostra verso il gruppo un atteggiamento ambiguo e passivo-aggressivo. L’albergatore, poco prima che Charlie riuscisse a prenotare l’affitto dello stabile via internet, aveva infatti rifiutato la prenotazione fatta a nome di Mina, che ha un cognome che mostra le sue origini arabe. Nonostante la sgradevolezza del proprietario, i quattro sono comunque felici del weekend che si prospetta loro, fin quando non realizzano che Taylor li sta probabilmente spiando.

Horror da camera
The Rental (2020) recensione

Non riveliamo di più, sul plot di The Rental, perché il film di Dave Franco è capace di cambiare pelle più volte, pur mantenendosi coerente nell’atmosfera di angoscia e sottile paranoia che lo permea – in particolar modo dal momento in cui i giovani mettono piede nella casa. Un’angoscia favorita dal setting, che, dai boschi che fanno normalmente da teatro a questo tipo di produzioni, si sposta sulla costa, in un contesto apparentemente paradisiaco; un contesto che tuttavia – come ogni appassionato del genere può ben intuire – diventa il miglior teatro possibile per un sadico gioco di gatto e topo, con l’occhio del persecutore quasi onnisciente, capace di tenere sotto scacco ogni singolo personaggio carpendone i segreti. Ed è proprio in quest’ultimo particolare che sta l’originalità, e il vero elemento di interesse, di questo esordio di Franco: il film mescola lo slasher-horror più classicamente da drive in (coi protagonisti un po’ più cresciuti del solito) a un acido dramma di stampo “borghese”, con le due coppie che lentamente svelano i rispettivi segreti, e le tensioni latenti interne e reciproche. A tratti, sembra di vedere un Carnage di Roman Polanski che si mescola a La casa di Sam Raimi (fatte ovviamente le dovute proporzioni) con una spruzzata dello slasher à la Venerdì 13.

La gabbia del genere
The Rental (2020) recensione

È proprio quando il film di Dave Franco imbocca con più decisione la strada del genere puro, ovvero quando, nella sua seconda parte, le carte vengono definitivamente scoperte, che The Rental registra un calo di tensione forse fisiologico, ma non per questo meno avvertibile. L’atmosfera ottimamente costruita per tre quarti di film, più incentrata sulla suggestione di uno sguardo capace di scrutare da qualsiasi angolo, di un ambiente pensato come amichevole che diviene improvvisamente ostile, si scioglie nell’ultima parte in un normale canovaccio da slasher movie, in cui la presenza del mostro, una volta rivelatasi, sembra incapace di colpire e impressionare davvero. Si accettano comunque le regole del genere, in The Rental, e si sorvola tranquillamente (o quasi) su alcuni dettagli di trama scarsamente credibili; ciò, rientrando il film di Franco in un filone che non fa della verosimiglianza narrativa una sua condizione essenziale. Tuttavia, non si riesce a ignorare la scarsa presa orrorifica della personificazione del Male, quella che il regista aveva efficacemente fatto temere – e anticipare – per circa tre quarti di film. Il gioco al massacro che viene messo in scena finisce paradossalmente per rassicurare i suoi fruitori, destabilizzati dall’iniziale ambiguità (che doveva restare tale più a lungo) della sua costruzione narrativa.

Industria e creatività

Tuttavia, per quanto i limiti di The Rental – frutto di un compromesso tra le esigenze commerciali del genere e l’evidente volontà di dare a esso un tocco maggiormente autoriale – neghino al film un posto significativo nella storia del thriller/horror, non si può ignorare l’arguzia e l’intelligenza con cui Franco prepara il terreno alla mattanza, la capacità di rendere tridimensionali quei personaggi (con una menzione speciale per quelli interpretati da Dan Stevens e Sheila Vand) che normalmente, in questo filone, vengono trattati alla stregua di carne da macello. The Rental prepara il terreno ottimamente, pone le migliori premesse per mostrare qualcosa capace di travalicare i confini del suo filone di appartenenza, per poi deludere parzialmente le aspettative. Gli 88 minuti del film scivolano via senza cali di tensione, e, guardando il risultato nella pura ottica dell’intrattenimento, il film funziona fino agli originali e divertenti titoli di coda; l’unico problema è che questo lavoro, per gran parte della sua durata, pareva promettere altro. Ma, mettendo le due componenti sul piatto della bilancia, ci si può in fondo accontentare.

The Rental (2020) poster locandina

Titolo originale: The Rental
Regia: Dave Franco
Paese/anno: Stati Uniti / 2020
Durata: 88’
Genere: Horror, Thriller
Cast: Alison Brie, Amity Bacon, Andrew Buchanan, Anthony Molinari, Briana Hutchens, Bryant Brown, Chase Barker, Chunk, Connie Wellman, Conor Barker, Dan Stevens, Douglas Jones, Jeremy Allen White, Kylie Barker, Sheila Vand, Toby Huss
Sceneggiatura: Dave Franco, Joe Swanberg
Fotografia: Christian Sprenger
Montaggio: Kyle Reiter
Musiche: Danny Bensi, Saunder Jurriaans
Produttore: Ben Stillman, Christopher Storer, Dave Franco, Elizabeth Haggard, Joe Swanberg, Louise Lovegrove, Mike Demski, Teddy Schwarzman
Casa di Produzione: Black Bear Pictures
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 10/03/2021

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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