L’AMICO DEL CUORE

L’AMICO DEL CUORE
di Gabriela Cowperthwaite


Drammatizza il dolore scegliendo la via del rigore e non la retorica, con qualche sprazzo di umorismo e tanto amore. Questo è L’amico del cuore, dal 18 marzo su Amazon Prime Video, l’incredibile storia vera di un legame incrollabile che affronta la prova più dura. Con un bel cast: Dakota Johnson, Casey Affleck e Jason Segel. Non riesce a risolvere tutti gli spunti ma per lo standard del genere, il cinema di malattia, ha una dignità di fondo che merita rispetto.

Lei, lui, l’altro ma in modo diverso

Nicole ama Matt. Matt ama Nicole. Hanno due bambine. Dane è il miglior amico di Nicole, poi anche di Matt. Matt è giornalista, e più cresce nella professione più la qualità della vita domestica ne risente. Dane è nobile, buono e sognatore e fatica a venire a patti con la vita. Nicole è attrice di musical. Nicole. Un brutto giorno il destino le bussa alla porta e dice: ho del lavoro da fare con te, e non sarà piacevole. Fine del mondo.

Matt e Nicole sono soli e sopraffatti, anche perché a nessuno piace stare vicino a una persona che muore di cancro. Dane, no. Prende ciò che resta della sua vita (poco), lo butta nel cestino e si installa a casa degli amici per offrire il suo contributo e salvare il salvabile. Se davvero fosse rimasto solo due settimane, come da accordi, ecco quella sarebbe stata vera amicizia. Se fosse rimasto il più a lungo possibile, amore. Ma Dane non se ne va, mai. E un sentimento del genere si può anche intuirlo, ma è difficile incastrarlo con una parola. L’amico del cuore, su Prime Video, ha il merito di non affannarsi a cercarla.

Una storia vera
L'amico del cuore (2019) recensione

Gabriela Cowperthwaite dirige L’amico del cuore rielaborando, su soggetto di Brad Ingelsby, la commovente testimonianza raccolta dall’autentico Matthew Teague nel suo pezzo dolorosamente autobiografico The Friend, pubblicato su Esquire nel 2015.

Va detto, il cinema della malattia e della catarsi scuote la coscienza critica come poco altro. L’enfasi retorica sul dolore, il facile sentimentalismo, la drammatizzazione ruffiana del decorso clinico. Generalmente, la distanza incolmabile almeno sul piano delle idee tra chi il cinema lo fa e lo subisce da un lato, e chi lo giudica dall’altro, si misura proprio su questo tipo di terreni, particolarmente scivolosi.

Fortunatamente la regia della Cowperthwaite ha il cuore al posto giusto e azzecca la prospettiva. Modella la sua cronaca di devozione incrollabile e separazione su una liturgia, proprio così, liturgia, di piccoli gesti, momenti umili, tempi all’apparenza trascurabili. Frammenti di generosità, squarci di dolore, attimi di rabbia e di sconcerto. E ovviamente qualche parentesi di umorismo. L’amico del cuore non mette mai maiuscole dopo il punto. Una modestia calcolata al millimetro ma che tiene la barra a dritta e conserva una sostanziale dignità all’operazione.

Segel, Affleck, Johnson
L'amico del cuore (2019) recensione

Il triangolo è volutamente sbilanciato. Sarebbe a dire che il personaggio di Dakota Johnson resta leggermente sullo sfondo rispetto ai due uomini, ma niente di polemico in questo. L’intimità di Nicole è sfumata certo, ma forse proprio l’ambiguità, il senso di mistero e controllo che informano la performance della Johnson rappresentano l’unico modo onesto attraverso cui il film può gestire il rapporto con il dolore. Avvicinarsi troppo a Nicole significherebbe probabilmente consegnarsi alla pornografia sentimentale. Jason Segel è splendidamente a metà strada tra la bonomia di How I Met Your Mother e l’irriducibile “estraneità” esistenziale del suo David Foster Wallace nel sottovalutato The End of the Tour. Casey Affleck lavora di sottrazione per un personaggio che qualche parentela col doloroso e pluripremiato protagonista di Manchester by the Sea può vantarla.

Quello che manca al film è il coraggio di esplorare traiettorie solo apparentemente secondarie. Dietro l’eroismo altruista di Dane si nasconde un disagio esistenziale che L’amico del cuore sfiora soltanto senza approfondire, in una piega del racconto affidata a Gwendoline Christie. C’è qualcosa di interessante da dire sul rapporto tra Matt e Nicole pre-malattia, ma il film si limita ad alludere, rapidamente e in maniera un po’ stereotipata. La scelta più radicale, dal punto di vista della struttura, è il tempo non lineare del racconto. Continuamente avanti e indietro, e l’idea è di replicare la meccanica squilibrata della memoria. All’inizio funziona, man mano che il film procede la sensazione è di un vezzo narrativo che fatica a trovare una vera giustificazione.

L'amico del cuore (2019) poster locandina

Titolo originale: Our Friend
Regia: Gabriela Cowperthwaite
Paese/anno: Stati Uniti / 2019
Durata: 124’
Genere: Drammatico
Cast: Ahna O'Reilly, Azita Ghanizada, Casey Affleck, Chandler Head, Dakota Johnson, Denée Benton, Isabella Kai, Jacinte Blankenship, Jake Owen, Jason Bayle, Jason Segel, Jeronimo Spinx, John McConnell, Lane Alexander, Marielle Scott, Paige King, Sampley Barinaga, T.C. Matherne, Veda Joy Martin, Violet McGraw
Sceneggiatura: Brad Ingelsby
Fotografia: Joe Anderson
Montaggio: Colin Patton
Musiche: Rob Simonsen
Produttore: Kevin J. Walsh, Michael A. Pruss, Rebecca Feuer, Ryan Stowell, Teddy Schwarzman
Casa di Produzione: Black Bear Pictures, Scott Free Productions, STX International
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 18/03/2021

Francesco Costantini

Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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