TOM & JERRY

TOM & JERRY
di Tim Story


Nonostante i buoni risultati di pubblico che sta avendo oltreoceano, questo nuovo Tom & Jerry è un film molto debole, in cui il regista Tim Story prova ad aggiornare ai tempi moderni – recuperando la tecnica mista animazione/live action – le avventure dei due personaggi di Hanna e Barbera. Il risultato è un film inconsistente e poco accattivante, in primis per il suo pubblico naturale. Dal 19 marzo sulle principali piattaforme streaming.

Nemici/amici senza vigore

Sta ricevendo ottimi riscontri di pubblico, oltreoceano, questo nuovo Tom & Jerry, rivisitazione in tecnica mista (personaggi animati mescolati ad attori e fondali dal vivo) dei noti personaggi creati da William Hanna e Joseph Barbera. Il richiamo della nostalgia, insieme a quello della lunga assenza dei due simpatici personaggi da uno schermo cinematografico (l’ultima loro apparizione al cinema risale al 1992), si sono evidentemente fatti sentire molto presso il pubblico americano; oltre a ciò, mettiamoci pure la voglia di tornare al cinema dopo la lunga chiusura delle sale in molte città americane – New York e Los Angeles in primis – e la voglia di tornarci con tutta la famiglia, a vedere un film per famiglie. Proprio come film per famiglie si presenta da subito questa trasposizione dei cartoons di Hanna e Barbera per opera di Tim Story, che inventa una sorta di prequel per le avventure dei due nemici/amici per eccellenza, ipotizzandone un burrascoso primo incontro nell’epoca moderna.

Un ospite indesiderato
Tom & Jerry (2021) recensione

Il film, ambientato in una New York contemporanea, segue le vicende parallele di Tom, gatto particolarmente talentuoso col pianoforte, che si esibisce come musicista di strada fingendosi cieco, e Jerry, topo che da un po’ di tempo è in cerca di una nuova casa. Quando Jerry sembra aver trovato l’alloggio ideale nel lussuoso hotel Royal Gate, il gestore di quest’ultimo si vede costretto a rivolgersi a Tom – teoricamente il perfetto predatore – per sbarazzarsi dello scomodo nuovo inquilino. L’idea di assumere Tom alle dipendenze dell’albergo è frutto del suggerimento di Kayla, la giovane nuova dipendente, assunta per gestire un evento che si preannuncia mastodontico: il matrimonio di due VIP tra le mura dell’hotel, evento che accenderà sul Royal Gate le luci di tutta la città. Ma la presenza di un topo mette seriamente a rischio la riuscita della cerimonia, mentre Tom si rivela tutt’altro che un predatore affidabile. Nel frattempo, l’inesperienza di Kayla – che per farsi assumere ha contraffatto il curriculum di un’altra persona – farà il resto, facendo in modo che un evento memorabile si trasformi in un disastro.

Animazione e live action bidimensionali
Tom & Jerry (2021) recensione

Cerca di unire gli sketch e le gag che hanno reso famosi i due personaggi di Hanna e Barbera con un edificante racconto di formazione, questo Tom & Jerry, facendo della vicenda che ha per protagonista la giovane Kayla (una scolorita Chloë Grace Moretz) la storyline principale dell’intreccio. Purtroppo, l’ambientazione contemporanea cozza abbastanza pesantemente contro la presenza di due personaggi animati bidimensionali, accompagnati a colombi, a un cane bulldog e ad altre specie animali che inspiegabilmente appaiono anche loro disegnate. Ma non sta nella poco credibile unione tra animazione retrò e gusto moderno, il problema principale del film di Tim Story (di lui si ricordi quella che resta, a tutt’oggi, la versione cinematografica meno peggio de I fantastici quattro): è proprio nell’inconsistenza della linea narrativa principale, e nella sua scarsa credibilità di base – persino per un pubblico infantile – che risiede il vero vizio di questo film, che perde l’occasione di rilanciare un filone – la tecnica mista live action/animazione – che in film come Mary Poppins, Pomi d’ottone e manici di scopa e (in tempi più recenti) Chi ha incastrato Roger Rabbit? ha avuto i suoi indiscutibili classici.

Protagonisti o comprimari?
Tom & Jerry (2021) recensione

Se il comparto tecnico di Tom & Jerry risulta almeno sufficiente, con alcune discrete sequenze d’azione, e un design dei due personaggi abbastanza rispettoso della loro concezione originale, è nella costruzione di base del soggetto che il film di Tim Story pecca; laddove la sceneggiatura sceglie di fare del personaggio di Chloë Grace Moretz la protagonista della trama, rendendola narrativamente più presente e importante dei due stessi personaggi del titolo, la stessa va inevitabilmente a legarsi a certe regole di credibilità e aderenza con l’universo umano (nella fattispecie quello della New York del ventunesimo secolo) che qui non vengono minimamente prese in considerazione. Il film, così, prova a far credere che sia possibile falsificare un curriculum semplicemente spaventando la malcapitata candidata e sostituendosi proditoriamente a essa, nello stesso modo prova in cui a far credere che un topo possa prendere possesso di un angolo di hotel e farne il suo residence, facendosi beffe del gatto di turno. Chi ricorda con nostalgia le avventure animate dei due personaggi concepiti da Hanna e Barbera non troverà qui che una loro lontana eco, riverberante attraverso gag stanchissime, a malapena tenute insieme da un collante più che mai precario.

Un’occasione mancata

Stupisce (purtroppo in negativo) il risultato artistico di questo Tom & Jerry, che pare realizzato con fare talmente svogliato e approssimativo da far sembrare il film più adatto a un prodotto direct-to-video – di quelli meno riusciti – che a un’opera destinata a una sala cinematografica. Una volta che si è “entrati” (virgolette d’obbligo) nella trama del film, una volta che se ne sono date per assunte le traballanti premesse, e che si è assistito alle prime, stanche gag che coinvolgono i due protagonisti, si inizia a guardare l’orologio e a chiedersi quanto durerà ancora quella che sembra l’estensione mal riuscita di un cortometraggio. Il respiro narrativo, in effetti, è proprio quello di un (brutto) corto, così come la consistenza dei personaggi, oltre a un arco narrativo scontatissimo, che non riesce a coinvolgere più di quanto non facciano le vicende dei due mal assortiti protagonisti. Dei personaggi che tante generazioni hanno amato durante la loro infanzia, restano mere tracce. Poco, decisamente troppo poco per giustificare un film di circa 100 minuti, ancor più se si ha la pretesa di piacere (anche) al più giovane pubblico moderno, che magari di Tom e Jerry ha solo sentito parlare di sfuggita.

Tom & Jerry (2021) recensione

Titolo originale: Tom and Jerry
Regia: Tim Story
Paese/anno: Regno Unito, Stati Uniti / 2021
Durata: 101’
Genere: Animazione, Commedia
Cast: Ajay Chhabra, Brian Bovell, Camilla Arfwedson, Chloë Grace Moretz, Christina Chong, Colin Jost, Daniel Adegboyega, David Nolan, Edward Judge, Janis Ahern, Joe Bone, Jordan Bolger, Jude Coward Nicoll, Ken Jeong, Michael Peña, Pallavi Sharda, Patrick Poletti, Patsy Ferran, Rob Delaney, Somi De Souza
Sceneggiatura: Kevin Costello
Fotografia: Alan Stewart
Montaggio: Peter S. Elliot
Musiche: Christopher Lennertz
Produttore: Christopher DeFaria
Casa di Produzione: Hanna-Barbera Productions, Keylight Productions, Lin Pictures, The Story Company, Turner Entertainment, Warner Animation Group, Warner Bros. Animation
Distribuzione: Warner Bros. Italia

Data di uscita: 19/03/2021

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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