DIVINE – LA FIDANZATA DELL’ALTRO

DIVINE – LA FIDANZATA DELL’ALTRO
di Jan Schomburg


Commedia sul sacro e sul profano, sul conflitto tra fede e ragione, Divine - La fidanzata dell’Altro accumula una serie di gag che risultano presto stucchevoli, tentando di essere dissacrante e al contempo politically correct; il risultato, per il regista Jan Schomburg, è semplicemente un pasticcio indigesto e incapace di divertire se non a un livello epidermico. Su Chili dal 25 marzo.

Altro (non) c'è

L’eterno conflitto tra fede e ragione, tra razionalità e credenza sovrannaturale, è sempre stata una fonte di interesse e di idee per il cinema, così come d’altronde per le altre arti. Tra i modi possibili di raccontare questo conflitto, quello in chiave di commedia è sicuramente uno di quelli potenzialmente più interessanti, ma anche uno dei più delicati. È facilissimo, nel momento in cui si tira in ballo un tema altamente divisivo, fonte di prese di posizione integraliste e di ricadute storico/politiche non ancora completamente risolte (e forse irrisolvibili) tra le differenti posizioni, offendere le sensibilità di una delle due parti in causa, o risultare schierato in modo didascalico; ed è facile, dal lato opposto, anche cadere nel qualunquismo, nel rifiuto puro e semplice di prendere posizione, in un grossolano “volemose bene” che ignora ogni tentativo di confrontarsi col problema. Ed è proprio in questa seconda trappola che cade questo Divine – La fidanzata dell’Altro, commedia di produzione italo-tedesca uscita direttamente in streaming, sulla piattaforma Chili.

Energia sacra
Divine - La fidanzata dell'altro recensiome

Vediamo di andare con ordine. In una Roma in fermento per l’elezione del nuovo pontefice, percorsa da un’energia sotterranea e magica, si incontrano due personaggi che non potrebbero essere più distanti: da un lato Gregory, giornalista americano che è arrivato nella capitale per documentare l’evento, convintamente ateo ma anche cinico e disilluso nei confronti delle persone e del suo stesso lavoro; dall’altra Maria, giovane allieva di un convento che sta per prendere i voti per diventare suora. I due si incontrano, si trovano, vedono la scintilla scoccare e lasciano che scocchi. Anche se il loro è un rapporto senza futuro (Gregory dovrà tornare presto in America, e Maria sta per entrare in convento) i due giovani trascorrono insieme una notte che lascia un segno indelebile su entrambi. Gregory deve presto arrendersi all’evidenza di essersi innamorato forse per la prima volta nella sua vita, mentre Maria si trova a dubitare della sua scelta di consacrare la sua vita a Dio. Inoltre, forze sovrannaturali (il divino? Il diavolo? O il semplice caso) sembrano congiurare contro i due.

La consistenza del tema e quella della storia
Divine - La fidanzata dell'altro recensiome

Si diceva in apertura che Divine – La fidanzata dell’Altro fallisce nell’affrontare un tema potenzialmente molto fecondo, sprecando il materiale narrativo a sua disposizione. Questo succede semplicemente perché lo spessore, la consistenza della storia raccontata, l’evoluzione degli eventi e dei personaggi, sono quelli di una barzelletta appena un po’ più sboccata della media, anziché quelli di un film. C’è qualunquismo e voglia di non scontentare nessuno, nel film del regista tedesco Jan Schomburg, e per raggiungere questo – discutibile – obiettivo, si dà fondo agli stereotipi; così abbiamo il giornalista ateo cinico, che non crede in Dio ma neanche in valori più laici e terreni, e che al materialismo dialettico di Marx sostituisce quello di chi pensa solo al proprio tornaconto; abbiamo la ragazza che entra in convento in contrasto con la madre, femminista e comunista rivoluzionaria, che non trova di meglio che disconoscere sua figlia per la sua scelta; abbiamo persino un’originalissima discussione tra i due che tira in ballo le crociate da una parte e i gulag dall’altra. Abbiamo le macchiette degli amici gay della ragazza, il cameraman ridicolo e la collega più seria, una città preda di un fermento di cui si fa fatica a cogliere le motivazioni, e una “sorpresa” finale – virgolette d’obbligo – che è come un suggello sull’insanabile banalità del tutto.

Politicamente vacuo, più che scorretto
Divine - La fidanzata dell'altro recensiome

Fosse solo una commedia leggera e scanzonata, che vuole raccontare un amore impossibile sullo sfondo di un evento dalla portata mondiale, Divine – La fidanzata dell’Altro non risulterebbe nemmeno così indigesto; il problema del film di Jan Schomburg è che – con un malinteso spirito “iconoclasta” – prova a suo modo a essere anche dissacrante, accumulando una serie di gag ai limiti del kitsch che, lungi dal risultare politicamente scorrette, restano semplicemente stucchevoli. L’irruzione (o presunta tale) del divino nella quotidianità dei due protagonisti si traduce in una sequela di episodi fantozziani – e ci scuserà, dovunque sia, il buon Paolo Villaggio, i cui film più riusciti avevano ben altro spessore – con scimmie che rubano chiavi e dipinti che si animano, allarmi antincendio che si attivano senza motivo e la ciliegina sulla torta – vedere per credere – di un tumore che in una radiografia assume la forma della sacra sindone.

I personaggi e gli interpreti

In tutto questo, la trama di Divine – La fidanzata dell’Altro procede con trovate comiche gratuite e vere e proprie forzature (il bacio nel taxi e il successivo discorso televisivo del protagonista) perdendo di vista ciò che dovrebbe risultare fondamentale anche per una commedia: i suoi personaggi e la loro evoluzione. Quest’ultima in particolare risulta avere la consistenza, lo ripetiamo, di una barzelletta non particolarmente riuscita: e poco possono fare, a questo proposito, due interpreti anche validi come Matilda De Angelis e Callum Turner, sacrificati in una storia che nessun attore potrebbe rendere meno posticcia di quello che è. Più che fuori posto, sprecati e semplicemente impossibilitati a esprimersi al meglio. La vicenda viene così accompagnata dalla scolastica sceneggiatura, e dalla regia piatta e televisiva, verso la sua risoluzione più (il)logica, con tanto di postilla finale in tono col resto del film. Alla fine, ci si trova a chiedersi il senso dell’intera operazione, ma forse il quesito (in questo caso più che mai) è ozioso e senza risposta.

Divine - La fidanzata dell'altro poster locandina

Titolo originale: Divine
Regia: Jan Schomburg
Paese/anno: Germania, Italia / 2020
Durata: 91’
Genere: Commedia
Cast: Anna Bonaiuto, Barbara Ricci, Callum Turner, Eddie Osei, Kemaal Deen-Ellis, Maria Grazia Mandruzzato, Mark Davison, Matilda De Angelis, Maurizio Marchetti, Mauro Marino, Paola Lavini, Paolo Bonacelli, Pino Ammendola, Ronke Adekoluejo, Serge Barbagallo, Serra Yilmaz, Tommaso Ragno
Sceneggiatura: Jan Schomburg
Fotografia: Florian Hoffmeister
Montaggio: Andrea Mertens
Musiche: Bonaparte
Produttore: Carlo Macchitella, Jorgo Narjes, Marcus Loges, Stefan Arndt, Uwe Schott
Casa di Produzione: Warner Bros. Film Productions Germany, X-Filme Creative Pool
Distribuzione: 102 Distribution

Data di uscita: 25/03/2021

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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