THE EQUALIZER 2 – SENZA PERDONO

THE EQUALIZER 2 – SENZA PERDONO
di Antoine Fuqua


Replicando la formula del suo predecessore, con robuste dosi di azione e violenza e un plot basico, The Equalizer 2 – Senza perdono conferma l’ottimo mestiere del regista Antoine Fuqua, ma manca di quel piglio – e di quel pizzico di follia sopra le righe – che ha reso speciali altre saghe action contemporanee (John Wick su tutte).

Un vendicatore fedele a se stesso

In principio fu una serie televisiva, intitolata in italiano Un giustiziere a New York (in originale semplicemente The Equalizer), andata in onda dal 1985 al 1989 e incentrata sul personaggio di Robert McCall; quest’ultimo, interpretato da Edward Woodward, era un ex agente segreto addestratissimo, proveniente da una sconosciuta agenzia governativa e riciclatosi come detective/vendicatore al servizio dei più deboli. Nel 2014, lo specialista di action movie Antoine Fuqua traeva dal soggetto della serie un film con Denzel Washington intitolato The Equalizer – Il vendicatore, ammodernandone il concept e instillando nel suo schema iniziale robusti quantitativi di azione e violenza. Nel 2018, Fuqua e Washington (insieme allo sceneggiatore Richard Wenk) fanno il bis con questo The Equalizer 2 – Senza perdono, non modificando in modo sostanziale la formula del prototipo. Il vendicatore interpretato da Washington, resosi conto di poter essere ancora “utile” (a suo modo) alla società, si guadagna da vivere facendo l’autista; ma soprattutto offre i suoi servigi – il più delle volte di quelli in cui c’è bisogno di sporcarsi le mani – alle persone in difficoltà.

Vivere e morire a Bruxelles
The Equalizer 2 - Senza perdono recensione

Nel plot di The Equalizer 2 – Senza perdono, Susan Plummer, ex collega e amica di Robert, viene spedita a Bruxelles per indagare su un apparente omicidio-suicidio, che ha visto un ex agente della CIA uccidere la moglie per poi spararsi alla testa. La donna, arrivata sul posto, capisce che c’è qualcosa di strano nell’accaduto e che forse si è trattato in realtà di un duplice omicidio; di ritorno in albergo, tuttavia, Susan viene aggredita e uccisa da sconosciuti. La polizia locale etichetta il caso come una rapina, ma McCall inizia a indagare per conto proprio, arrivando alla conclusione che l’omicidio è stato in realtà compiuto da professionisti. Robert cerca di risalire così agli individui che hanno compiuto il duplice omicidio della coppia di Bruxelles, ma diventa bersaglio a sua volta. I malviventi, ex agenti segreti corrotti, prenderanno di mira oltre a Robert un adolescente a cui l’uomo si è affezionato, suo vicino di casa e ignaro del suo passato.

Fedele alla linea
The Equalizer 2 - Senza perdono recensione

Resta fedele alla formula già sperimentata dal suo predecessore, The Equalizer 2 – Senza perdono, linearizzando ulteriormente la trama – i cui dettagli e i cui punti di partenza si dimenticano facilmente, visto il suo carattere sostanzialmente pretestuoso – e giocando su un terreno già conosciuto. Laddove il primo episodio si prendeva il suo tempo per introdurre il personaggio – ex spia in pensione con la passione per la letteratura, dedito a solitarie uscite con libro nel ristorante sotto casa – e in qualche modo ne sfruttava l’aura malinconica, qui ci si immerge subito nell’azione. C’è giusto il tempo di verificare che McCall non ha perso la passione per la narrativa (e come potrebbe essere altrimenti?); ma il suo improbabile travestimento, quando lo si vede in treno diretto verso Instanbul, lascia pochi dubbi su ciò che accadrà di lì a poco. C’è un che di rassicurante, in effetti, in tutto ciò che accade in The Equalizer 2 – Senza perdono, ed è un paradosso solo apparente per quello che dovrebbe essere un thriller; il fatto che ogni passaggio narrativo e (quasi) ogni svolta di trama siano ampiamente intuibili è frutto della precisa scelta, da parte dello sceneggiatore, di percorrere un sentiero già battuto.

Visioni d’azione
The Equalizer 2 - Senza perdono recensione

Giocando quindi sul sicuro, presentando un plot basico e non mancando di introdurre qualche forzatura nella trama per giungere alla sua meta (quella che conduce allo scontro finale nella città natale del protagonista è solo la più macroscopica), The Equalizer 2 – Senza perdono punta tutto sul ritmo e sulle sequenze d’azione; e va detto che in effetti, in questo, Antoine Fuqua si conferma come uno dei migliori mestieranti del cinema blockbuster hollywoodiano. La lunga sequenza finale, in particolare – uno scontro in una cittadina deserta e battuta dalla tempesta – è tesissima e visivamente di grande impatto; ma tutto il film, nonostante un ritmo a tratti irregolare, e certi subplot non proprio approfonditi (vedi il rapporto tra il protagonista e il giovane Miles – inserito nella trama un po’ a forza – o quello con l’anziano sopravvissuto all’Olocausto) presenta un comparto visivo di indubbio valore, merito anche di un impegno produttivo che eguaglia quello del film precedente.

L’ancoraggio al reale

La saga di The Equalizer – per ora ferma a questo secondo episodio – non presenta, a differenza di quella di John Wick, quel tocco folle e sopra le righe, quell’anarchia visiva e fumettistica che colloca la seconda in un universo a sé, autoreferenziale e distaccato dalla quotidianità; qui, siamo teoricamente nella realtà del 2018, quella delle gang giovanili che maneggiano pistole e propongono violente cerimonie di iniziazione ai propri nuovi membri, quella che, dopo la fine della tensione est/ovest, mostra ex spie diventati cani sciolti, al servizio del miglior offerente e dimentichi del giuramento prestato per il proprio paese. Tutto già abbondantemente visto, e anche un po’ stanco, invero. La pretesa di restare ancorati, almeno sulla carta, al realismo e alla credibilità finisce per rappresentare un limite per un prodotto che ha poi nell’iperrealismo della violenza – di per sé eccessivo, e anche catartico – una delle sue principali caratteristiche. Ma è, questo, un problema che attraversa un po’ tutto l’action hollywoodiano moderno, di cui questo The Equalizer 2 – Senza perdono rappresenta (nel bene e nel male) un significativo esemplare.

The Equalizer 2 - Senza perdono poster locandina

Titolo originale: The Equalizer 2
Regia: Antoine Fuqua
Paese/anno: Stati Uniti / 2018
Durata: 121’
Genere: Azione
Cast: Abigail Marlowe, Adam Karst, Alessandra Noelle Rosenfeld, Alican Barlas, Antoine de Lartigue, Ashton Sanders, Bill Pullman, Colin Allen, Denzel Washington, Garrett Golden, Jonathan Scarfe, Kazy Tauginas, Ken Baltin, Lillie Dickens, Melissa Leo, Orson Bean, Pedro Pascal, Rex Baning, Rhys Olivia Cote, Sakina Jaffrey, Tamara Hickey
Sceneggiatura: Richard Wenk
Fotografia: Oliver Wood
Montaggio: Conrad Buff IV
Musiche: Harry Gregson-Williams
Produttore: Alex Siskin, Antoine Fuqua, Denzel Washington, Jason Blumenthal, Kat Samick, Mace Neufeld, Michael Sloan, Richard Wenk, Steve Tisch, Todd Black, Tony Eldridge
Casa di Produzione: Columbia Pictures, Escape Artists, Fuqua Films, Lonetree Entertainment, Mace Neufeld Productions, Sony Pictures Entertainment (SPE), ZHIV Productions
Distribuzione: Sony Pictures Releasing

Data di uscita: 13/09/2018

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *