MASCHILE SINGOLARE

MASCHILE SINGOLARE
di Alessandro Guida, Matteo Pilati


Esordio nella regia di un lungometraggio di Alessandro Guida e Matteo Pilati, Maschile singolare è un prodotto equilibrato e sincero, certo imperfetto in alcuni suoi passaggi, ma capace di gettare uno sguardo verosimile sulla comunità LGBTQ+, trattando al contempo temi universali. Su Amazon Prime video.

D'amore, di dolci e altre storie

Fa sicuramente simpatia, un progetto come quello di Maschile singolare, e non solo perché il film di Alessandro Guida e Matteo Pilati rappresenta l’esordio dei due registi nel lungometraggio. Nella descrizione “da dentro” della comunità LGBTQ+ romana e delle sue dinamiche, c’è certamente una sincerità di fondo e un rifiuto degli stereotipi che allontanano il film dalle più blasonate (e costose) opere di Ferzan Ozpetek, tanto per fare un nome. Se si pensa, poi, che il film è stato girato in sole tre settimane (tra gennaio e febbraio 2020, appena prima dello scoppio della pandemia) il risultato finale stupisce per compattezza e armonia. Il film ha un po’ della love story, un po’ del (tardivo) romanzo di formazione, un po’ della giustapposizione tra modi di vivere – e di amare – diversi, sempre in equilibrio tra commedia e dramma. Montato “da remoto” durante i primi mesi del Covid-19, il film di Guida e Pilati arriva direttamente su Amazon Prime Video, circa un anno dopo la sua realizzazione.

Ripensare la propria vita
Maschile singolare recensione

Maschile singolare narra la storia di Antonio (interpretato da Giancarlo Commare), la cui vita viene completamente sovvertita quando suo marito Lorenzo, con cui è sposato da 12 anni (“84 in anni gay”, dichiara lui stesso) lo abbandona. Antonio era infatti del tutto dipendente dal compagno, sia psicologicamente che, soprattutto, economicamente. Trovatosi improvvisamente senza una residenza fissa, il giovane uomo va a vivere da Denis (Eduardo Valdarnini), personaggio eccentrico amante della musica classica e con una vita sessuale molto libera. Poco dopo, Antonio trova anche un lavoro presso la panetteria di Luca (Gianmarco Saurino), amico di Denis. I tre stabiliscono un legame abbastanza stretto, che nel caso di Antonio e Luca contempla anche il sesso occasionale. Nel frattempo, Antonio si iscrive a un corso di pasticceria, coltivando così la sua passione per la cucina; ma una nuova conoscenza, tra il magma indistinto di quelle nate sui siti di dating, metterà in crisi le gioie appena scoperte della vita da single.

Uno spiazzamento universale
Maschile singolare recensione

Si muove quindi tra la commedia e il dramma sentimentale, il film di Alessandro Guida e Matteo Pilati, mettendo in scena innanzitutto un’adolescenza protratta oltre ogni ragionevole limite. Il protagonista Antonio è infatti piacevolmente inconsapevole della realtà che gli si muove intorno, fa del compagno (e della fede nuziale mai tolta) uno scudo contro ogni minaccia, è ingenuamente innamorato e sinceramente ignaro del deterioramento progressivo del rapporto. La sceneggiatura è abbastanza efficace nel delineare, nella prima parte del film, lo spaesamento del protagonista nel momento in cui il suo punto di riferimento principale cade, il suo rifugiarsi nell’abbraccio dell’amica Cristina (interpretata da Michela Giraud), l’incredulità della fase di elaborazione del “lutto”. Tematiche, queste, che prescindono dalla colorazione LGBTQ+ della storia, semplicemente atte a narrare un senso di spiazzamento universale, quello di un’età adulta giunta troppo tardi e probabilmente in modo troppo improvviso.

L’equilibrio dello script
Maschile singolare recensione

Convincono in Maschile singolare le fasi dell’evoluzione del personaggio di Antonio, reso da un’interpretazione ben modulata di Giancarlo Commare, così come azzeccate sono le figure di Denis e Luca, personaggi per i quali lo script riesce a non cadere quasi mai nello stereotipo. In generale, la rappresentazione e la trattazione del sesso sono abbastanza esplicite, restando tuttavia ben al di qua del voyeurismo e della volgarità esibita. Ben resa è anche la contrapposizione tra l’amore romantico e l’”amore” libero; territorio, quest’ultimo, frequentato per la prima volta dal protagonista, tra gli imbarazzi iniziali e una sempre più sicura aderenza alle sue logiche. La regia si rivela (volutamente) piuttosto invisibile, evitando qualsiasi tentazione di virtuosismo e affidandosi soprattutto ai suoi interpreti, che offrono tutti prove abbondantemente sopra la sufficienza. Anche la fotografia evita un look troppo appariscente, facendo conto sui colori naturali (ivi compresi quelli notturni) di una capitale che, così mostrata oggi dopo il parziale spopolamento delle sue vie, fa sicuramente un certo effetto.

Il finale che non ti aspetti

A non convincere del tutto, in Maschile singolare, sono certi passaggi narrativi che fanno un uso forse troppo spregiudicato dell’ellissi (si veda la conclusione del corso frequentato dal protagonista), oltre a una poco convinta gestione del passaggio tra la vita libera e senza vincoli di Antonio nella fase centrale, e la nuova relazione sentimentale. Proprio quest’ultima è gestita in modo un po’ incerto, con una “leggerezza” che forse, in questo caso, avrebbe giovato di un tocco maggiormente improntato al melò. Il film di Guida e Pilati, tuttavia, ha il pregio di offrire una conclusione diversa da quella che ci si aspetterebbe, in un certo senso coraggiosa per come era stata sviluppata la storia; una conclusione tuttavia, se ci si pensa, molto coerente con lo spirito del soggetto e con l’arco narrativo del personaggio principale. In questo senso, Maschile singolare risulta un prodotto gradevole, caratterizzato da un buon equilibrio tra il registro drammatico e quello più improntato alla commedia, con un buon ritmo narrativo e costellato di personaggi e situazioni delineati con abbastanza gusto. Per un prodotto indipendente, realizzato in poco tempo e senza alcun finanziamento pubblico, il risultato può dirsi complessivamente soddisfacente.

Maschile singolare poster locandina

Titolo originale: Maschile singolare
Regia: Alessandro Guida, Matteo Pilati
Paese/anno: Italia / 2021
Durata: 101’
Genere: Commedia, Drammatico, Sentimentale
Cast: Alberto Paradossi, Barbara Chichiarelli, Carlo Calderone, Eduardo Valdarnini, Elisabetta De Vito, Gabriele De Luca, Giancarlo Commare, Gianmarco Saurino, Giuseppa Gentile, Giuseppe Claudio Insalaco, Giuseppe Paternò Raddusa, Lorenzo Adorni, Luca Cesa, Manuela Spartà, Michela Giraud, Paolo Camilli, Samuele Picchi
Sceneggiatura: Alessandro Guida, Giuseppe Paternò Raddusa, Matteo Pilati
Fotografia: Michel-clement Franco
Montaggio: Marco Careri
Musiche: Jean Michel Sneider, Umberto Gaudino
Produttore: Matteo Pilati
Casa di Produzione: Rufus Film
Distribuzione: Adler Entertainment, Amazon Prime Video

Data di uscita: 04/06/2021

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *