UNA DONNA PROMETTENTE

UNA DONNA PROMETTENTE
di Emerald Fennell


Per la regia di Emerald Fennell (The Crown, Killing Eve) e con una straordinaria Carey Mulligan, Una donna promettente racconta una tremenda storia di trauma, mascolinità tossica e vendetta. Lo fa con umorismo nero e un’attenzione particolare all’atmosfera, malata e stagnante, che accompagna la giovane protagonista nella sua odissea punitiva. Un esordio ambizioso, non perfetto ma interessante, che non insegue facili retoriche, non si dimentica dello spettacolo ma conserva intatta una gran dignità di fondo.

Il castigo dopo il delitto

C’è questo luogo comune a proposito dei debutti, il classico fondo di verità deformato da una banalizzazione pigra e ripetitiva. Vale anche, marginalmente grazie al cielo, per Una donna promettente. L’idea è che l’ansia da prestazione giochi un brutto scherzo al giovane autore o autrice che non sa o non vuole immaginare una seconda possibilità, e manca di senso della misura perché non ha esperienza e l’istinto arriva fino a un certo punto. Il risultato è il film minestrone, incoerente guazzabuglio di stili e tematiche. Emerald Fennell, lei di esperienza ne ha da vendere. Come sceneggiatrice (Killing Eve stagione 2) e come interprete (in The Crown era Camilla), e il risultato è che il film si tiene per gran parte del tempo alla larga da acque pericolose. Il suo esordio alla regia ha brio, spunti notevoli e nel complesso non sbanda. Forse il finale farà inarcare qualche sopracciglio, il mezzo voto in meno parte da qui, ed è chiaro come tutto non sia perfettamente registrato. Ma va bene così.

Promising Young Woman
Una donna promettente recensione

Premessa. Il titolo originale era Promising Young Woman, letterale una promettente giovane donna. La traduzione italiana, fedele solo a metà, toglie un po’ di spessore. È un peccato perché c’è molta carne al fuoco. A cominciare dai primi dieci minuti, gustosi per la linearità e l’efficacia dell’esposizione e piuttosto utili per capire cosa verrà dopo.

Una donna promettente comincia con un locale pieno di gente. L’occhio attento del predatore. Una giovane donna, è bella, si chiama Cassie e la interpreta una straordinaria Carey Mulligan, qualcosa su di lei più avanti. È tutta sola e, particolare decisivo, non sta in piedi per quanto ha bevuto. C’è sempre un gentiluomo pronto a soccorrerla perché non si sa mai chi puoi incontrare, è meglio se ti riaccompagno io a casa, di me ti puoi fidare, dov’è che abiti no aspetta, casa mia è più vicina forse è meglio se vieni da me. Procede tutto secondo manuale fino all’ultimo decisivo atto, l’ora dello svelamento. Quando cioè il predatore si scopre preda, perché Cassie finge soltanto di essere ubriaca e la sua trappola ha il sapore della brutale vendetta.

Cassie era una brillante promessa della scienza medica. Quando la sua migliore amica Nina subisce un torto orrendo, che il film svela a poco a poco, il corso regolare delle cose si inceppa. La vendetta e la punizione, indotte dal trauma, riscrivono le priorità. Superati i trent’anni, con un lavoro poco appagante, ancora a casa dai suoi, Cassie si scopre a un bivio esistenziale. Dismettere l’abito vendicatore a giusto un miglio dal traguardo per abbracciare un po’ di serenità insieme al delicato compagno dei bei tempi andati, Bo Burnham, o andare fino in fondo?

L’uomo, il sistema, la malattia e la redenzione impossibile
Una donna promettente recensione

Il trailer suggerisce un film diverso, Una donna promettente come l’avrebbe girato un uomo; più violento, gratuito e sensibile al versante iconico della faccenda. Vendicatrice femminista che prende a cazzotti il patriarcato, etc. etc. Ne sarebbe venuto fuori un film interessante, ma alla lunga meno solido. Emerald Fennell ha un’altra idea, il suo è puro cinema d’atmosfera. Il viaggio di Cassandra/Cassie è un intossicante incubo a occhi aperti in cui il presente è sfumato e tirannicamente condizionato dal passato e i suoi nodi irrisolti. Cassie non si muove in maniera ordinata. Incespica, si ferma e poi riparte. La vendetta dà dipendenza. È chiaro che non c’è redenzione, ma il tono non è mai sordido o disperato, piuttosto carico di humour nero.

L’enfasi è sull’individuo e sul sistema. L’abuso di potere dell’uomo spoglia la donna di tridimensionalità e dignità. A questo punto, a profanazione compiuta, subentra la negazione. Del predatore, che non può fare a meno di sentirsi e riscoprirsi una brava persona. E della comunità, degli uomini e delle donne lì intorno che non possono non sapere e che pure, nel nome dell’ordine e della falsa coscienza, scelgono di girarsi dall’altra parte. La vendetta di Cassie illumina la scomoda verità. Scopre il filo sottile che collega l’abuso alla comunità complice. Per forza di cose la sua vendetta è fuori dalla legge. Non sul finale, che cerca di legare insieme lo stato di diritto e l’istinto vendicatore. Questo matrimonio d’interesse, tuttavia, funziona solo se non ci si pensa troppo.

Date un Oscar a Carey Mulligan, maledetti
Una donna promettente recensione

Una bella platea di non protagonisti, dal già citato Burnham ad Alison Brie, Connie Britton e Adam Brody. Ma Una donna promettente è anche e soprattutto il film di Carey Mulligan. Una performance come questa generalmente sbanda in mille modi e per mille cause diverse; e invece sta in piedi. Cassie è un abbandono disperato, accompagnato da una lucidità furiosa, che si esprime attraverso meri accenni di violenza. Lo spettatore deve intuire, solidarizzare, senza però avvicinarsi troppo. L’equilibrio è sul crinale sottile tra violenza e perversa ironia, intelligenza superiore che non rasenti la parodia, dolore e non pornografia sentimentale. Nell’approccio antiretorico di questa eccellente attrice inglese c’è tutto. Merita ricompense, magari si può pensare a qualcosa già dalla prossima primavera. Per un discorso di solidarietà di genere vale la pena di avvertire gli amici dell’Academy, maschi bianchi in abbondanza. È meglio non farla arrabbiare.

Una donna promettente poster locandina

Titolo originale: Promising Young Woman
Regia: Emerald Fennell
Paese/anno: Regno Unito, Stati Uniti / 2020
Durata: 113’
Genere: Drammatico, Thriller
Cast: Adam Brody, Alison Brie, Alli Hart, Angela Zhou, Austin Talynn Carpenter, Bo Burnham, Bryan Lillis, Carey Mulligan, Casey Adams, Chris Lowell, Christopher Mintz-Plasse, Clancy Brown, Connie Britton, Francisca Estevez, Gabriel Oliva, Jennifer Coolidge, Laverne Cox, Loren Paul, Lorna Scott, Max Greenfield, Mike Horton, Molly Shannon, Ray Nicholson, Sam Richardson, Scott Aschenbrenner, Steve Monroe, Timothy E. Goodwin, Vince Lozano
Sceneggiatura: Emerald Fennell
Fotografia: Benjamin Kracun
Montaggio: Frédéric Thoraval
Musiche: Anthony Willis
Produttore: Ashley Fox, Ben Browning, Emerald Fennell, Fiona Walsh Heinz, Josey McNamara, Margot Robbie, Tom Ackerley
Casa di Produzione: FilmNation Entertainment, Focus Features, LuckyChap Entertainment
Distribuzione: Universal Pictures

Data di uscita: 24/06/2021

Francesco Costantini

Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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