THE SUICIDE SQUAD – MISSIONE SUICIDA

THE SUICIDE SQUAD – MISSIONE SUICIDA
di James Gunn


James Gunn, dopo aver fatto centro con la Marvel (Guardiani della Galassia), ci prova anche con il DC Extended Universe. The Suicide Squad – Missione Suicida, sequel/rilancio del controverso film diretto da David Ayer nel 2016, coerentemente con il punto di vista del suo regista e sceneggiatore, è azione divertente, colorata, infusa di violenza. Con Joel Kinnaman, Viola Davis, James Bo… ehm Idris Elba, Margot Robbie e tanti altri. Uno dei migliori film DC degli ultimi anni, forse il personaggio di Harley Quinn poteva essere strutturato meglio. Ma il giudizio finale è positivo, stavolta la scommessa è vinta.

Un altro giro

Una cosa importante che va chiarita. The Suicide Squad – Missione Suicida, scritto e diretto da James Gunn, decimo film del DC Extended Universe, nelle sale italiane dal 5 agosto 2021 per Warner Bros. Italia, ha poco o nulla a che fare con il precedente Suicide Squad (2016). Il film di David Ayer andò bene al botteghino ma fu massacrato dalla critica – va detto che il regista lamenta ancora oggi pesanti interferenze dello studio – ed è nel frattempo diventato l’icona di un certo modo, incoerente e dispersivo, di fare (male) il cinecomic. I due film, in effetti, condividono a grandi linee la struttura dell’omonimo gruppo di adorabili antieroi DC, qualche volto in comune, poco altro. Lontano da noi la critica americana, sempre gentile, ha disquisito sulla natura ibrida dell’operazione, sequel indiretto/rilancio della serie, alludendo al film come una second chance, una seconda possibilità. Un altro giro. Stavolta è andata bene.

James Gunn, DC o Marvel, non cambia. E questo è un bene
The Suicide Squad - Missione suicida (2021) recensione

Del cast di cinque anni fa tornano Joel Kinnaman nei panni di Rick Flag, leader sul campo della squad, e la terribile e più che malvagia agente governativa Amanda Waller, anche stavolta interpretata dal premio Oscar Viola Davis. Oltre all’immancabile e popolarissima Harley Quinn/Margot Robbie, che nell’intervallo di tempo tra i due film è anche uscita in solitaria, era il 2020 e il film si chiamava Harley Quinn: Birds of Prey.

Il mix di vecchio e nuovo è dosato dalle mani esperte e dal senso delle proporzioni di quello che probabilmente è il più importante regista di cinecomics vivente (Nolan occupa più spazio di un genere solo), James Gunn. Un anti-Nolan, ci può stare. Il suo intervento nel MCU con i primi Guardiani della Galassia, 2014 e 2017, un terzo in arrivo Dio solo sa quando (2023 ma il beneficio del dubbio), ha ridefinito i canoni dell’adattamento del fumetto al cinema. Il suo approccio è più colorato e scorrettamente umoristico rispetto allo standard di tanti compagni di strada che, sulla base dell’influenza nolaniana, giocano molto sulla cupezza e su vaghe pretese di cerebralità. Con esiti decisamente inferiori rispetto all’originale.

La forza di Gunn, che riesce nell’impresa non da poco di lavorare nello spazio della stessa vita cinematografica con Marvel e DC, è di girare The Suicide Squad – Missione Suicida conservando intatto il suo punto di vista sul mondo. Adattando la “periferia” della sua visione alle necessità e ai punti fermi dell’universo fumettistico di riferimento.

Di isole, esperimenti, bussole morali e stelle marine
The Suicide Squad - Missione suicida (2021) recensione

Lo sfondo è esotico, l’isola latino americana di Corto Maltese. Qui la Waller invia la sua sporca dozzina di rinnegati, dopo averli pescati dal penitenziario di Belle Reve, per distruggere un laboratorio d’epoca nazista, mettere fuori gioco il geniale e diabolico Thinker (Peter Capaldi) e dare un taglio ai suoi peccatucci pseudoscientifici. È un film di Gunn, ci sono parecchi animali che parlano o almeno ci provano, tutti più grandi di un procione. Senza svelare troppo il focus action del film è un testa a testa con Starro, stella marina dalle dimensioni non indifferenti.

La bussola morale degli eroi riluttanti oscilla. Il conflitto interiore tra vocazione altruistica e interesse particolare è evidente soprattutto nel Bloodsport del quasi Bond Idris Elba, padre poco modello ma dal cuore al posto giusto. C’è anche della facile satira antimperialista e antiamericana, l’ironia che un colosso dell’industria dello spettacolo punti l’indice contro la madre di tutti i conglomerati politici si sente tutta. Qualcosa di strisciante e più riuscito, almeno dal punto di vista politico, nel patriottismo testosteronico e incline alla macelleria di Peacemaker, John Cena. Con grazia Daniela Melchior regala incisività e un tocco poetico alla sua Ratcatcher 2. Ci sarebbe tanto da dire, su cosa non funziona proprio bene nel personaggio della Quinn (più avanti) e sul resto di questo cast corale, a partire dalla guerrigliera Alice Braga. Ma è meglio fermarci qui, per mantenere quel tanto di segretezza che fa bene al film.

James Gunn fa molte cose per bene, forse stecca un po’ su Margot Robbie
The Suicide Squad - Missione suicida (2021) recensione

È tutta una questione di empatia. Non c’è regista di cinecomic al mondo che ami i suoi personaggi tanto quanto James Gunn. O che si senta uno di loro, come James Gunn. Marvel o DC, l’elogio è ai marginali, ai dimenticati, alle famiglie allargate di fuoricasta sconfitti e disillusi. Un’unione imperfetta ma che fa sempre la forza, incorniciata da spruzzate di umorismo adolescenziale, violenza sciroccata e un controllo della materia che permette a The Suicide Squad – Missione Suicida di giocare con le aspettative del pubblico in questa scorribanda in capitoli leggermente più ombrosa, nel mood, dei Guardiani, ma comunque colorata. La coerenza di Gunn è intatta, il risultato apprezzabile.

Il voto poteva essere più alto ma non lo è fondamentalmente per la difficoltà che il film trova a dare il giusto spazio, il giusto peso, ad Harley Quinn. Margot Robbie è una superstar ma anche il personaggio non scherza, il film solista del 2020 ha alzato la posta aggiungendo tinteggiatura simil-femminista. Si avverte una sorta di indecisione nel modo con cui The Suicide Squad – Missione Suicida la valorizza.Le regala una parentesi pseudoromantica in solitaria, la osserva in azione di gruppo. La follia c’è, il sex appeal sanguinolento pure. Il senso dell’umorismo perverso anche. Ma la quadratura non è perfetta. Il modo con cui la serie procederà dipenderà anche dall’evoluzione del personaggio.

The Suicide Squad - Missione suicida (2021) poster locandina

Titolo originale: The Suicide Squad
Regia: James Gunn
Paese/anno: Stati Uniti / 2021
Durata: 132’
Genere: Azione, Fantastico
Cast: Alice Braga, Flula Borg, Idris Elba, Jai Courtney, Jennifer Holland, Joel Kinnaman, John Cena, Margot Robbie, Mayling Ng, Michael Rooker, Nathan Fillion, Pete Davidson, Sean Gunn, Stephen Blackehart, Sylvester Stallone, Tinashe Kajese, Viola Davis
Sceneggiatura: James Gunn
Fotografia: Henry Braham
Montaggio: Christian Wagner, Fred Raskin
Musiche: John Murphy
Produttore: Charles Roven, Lars P. Winther, Peter Safran, Simon Hatt
Casa di Produzione: Atlas Entertainment, DC Comics, DC Entertainment, The Safran Company, Warner Bros.
Distribuzione: Warner Bros.

Data di uscita: 05/08/2021

Francesco Costantini

Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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