CRUEL SUMMER

CRUEL SUMMER
di Bill Purple, Daniel Willis, Max Winkler


Interessante variante del genere teen, creata dal già drammaturgo e sceneggiatore Bert V. Royal con la co-produzione esecutiva di Jessica Biel, Cruel Summer è una serie che esplora in modo puntuale e credibile le dinamiche dell’adolescenza, imbastendo parallelamente una tesa struttura thriller. Articolata lungo tre anni e tre estati, la serie colpisce nel segno a vari livelli, nonostante un cedimento narrativo (e di credibilità) negli ultimi due episodi; ma il livello complessivo resta decisamente buono. Su Amazon Prime Video.

Estati diverse

L’appartenenza di massima al genere teen, e la generale difficoltà di cinema e televisione recenti nel trattare storie di adolescenti, senza cadere in nuovi e vecchi cliché, possono senz’altro ostacolare, nell’approccio a una serie come Cruel Summer. Idem per l’ambientazione negli anni ‘90, decennio che col passare del tempo sta affiancando (e a volte sostituendo) gli eighties come fonte di rievocazione – più o meno nostalgica – collettiva. Una trilogia come quella di Fear Street – proposta il mese scorso da Netflix – esempio di teen horror con ambientazione principale nei nineties (pur nei diversi periodi storici proposti da ogni capitolo) è in questo senso l’indicazione di un atteggiamento di massima, se non ancora forse di un trend. Sembra che si continui a strizzare l’occhio alla stessa generazione di Stranger Things, rievocando però in questo caso la sua adolescenza. Sia quel che sia, la serie Amazon creata da Bert V. Royal – già drammaturgo e sceneggiatore della commedia cinematografica Easy Girl – colpisce nel segno per vari motivi, nonostante qualche difetto nella sua ultima parte. Proviamo ad approfondire.

Giovane, crudele Skylin
Cruel Summer (2021) recensione

La trama di Cruel Summer, ambientata nell’immaginaria cittadina di Skylin, si svolge in tre differenti estati, seguite parallelamente lungo tutti i suoi dieci episodi. In quella del 1993, la protagonista Jeanette Turner (Chiara Aurelia) è una quindicenne apparentemente bruttina, nerd e con pochi amici, che sembrano a loro volta una copia appena più grande anagraficamente dei Perdenti di It: Mallory Higgins (Harley Quinn Smith), migliore amica di Jeanette, estroversa ma tendenzialmente eccentrica e infantile negli interessi quanto lei; e Vince Fuller (Allius Barnes), ragazzino di colore poco atletico e poco popolare al liceo. Jeanette ammira segretamente Kate Wallis (Olivia Holt), ragazza più bella e popolare della scuola, e spera in tutti i modi di entrare nelle sue grazie. Nell’estate del 1994, Jeanette si è totalmente trasformata: la sua bellezza è sbocciata, e ora è lei la teenager più popolare, al posto della scomparsa Kate (forse rapita, forse fuggita; o forse morta). Ancora un anno dopo, e siamo all’estate del 1995: Jeanette è diventata una diciassettenne cupa e scontrosa, e in più è accusata di un crimine tremendo. È la teenager più odiata della nazione. Dei suoi vecchi amici, solo Vince le è rimasto accanto, mentre Mallory (come tutto il resto della scuola) ormai la detesta.

Una struttura complessa ma efficace
Cruel Summer (2021) recensione

In Cruel Summer ci si abitua presto alla complessità e ai salti temporali – regolari e cadenzati, con la parziale eccezione degli ultimi due episodi – della trama, le cui storyline sono evidenziate anche con toni differenti nella fotografia: più accesi e sgargianti quelli del 1994, neutri quelli dell’anno successivo, smorti e desaturati quelli del 1995. Un’evoluzione che segue un po’ il tono dell’umore della protagonista, bravissima nell’impersonare tre versioni diverse dello stesso personaggio, e a evidenziarne le trasformazioni. Jeanette cresce, sboccia (per dirla con l’espressione di sua madre) e poi sembra appassire, incupendosi ed esprimendo un sordo odio per il mondo (ingrigito) intorno a lei. Parallelamente, cambiano tutti i suoi amici e/o conoscenti, dai sodali – poi non più tali – Mallory e Vince, all’affascinante Jamie Henson (Froy Gutierrez), prima fidanzato di Kate, poi di Jeanette, e infine ripudiato da entrambe. Cambiamenti che esprimono una crescita (o, nel caso del mondo adulto che si muove intorno agli adolescenti, un rapido invecchiamento) che gli interpreti rendono molto bene, non fidando esclusivamente su un make up che ovviamente contribuisce di suo al lavoro. Ma c’è anche una certa bravura nel calibrare toni e ritmi della sceneggiatura, adeguandola a tre anni che sembrano segnare il trascorrere di un’epoca; al punto che, pur laddove capita di domandarsi a volte “in che anno siamo?” (è inevitabile, dati i salti temporali continui) la risposta arriva in modo rapido e intuitivo.

Un teen thriller a tutto tondo
Cruel Summer (2021) recensione

Unisce efficacemente il genere teen al thriller, Cruel Summer, esplorando varie tematiche, tutte tra loro complementari: il mondo adolescenziale con le sue dinamiche spietate, quelle che decretano la popolarità o l’esclusione sociale, più vicine e facili da raggiungere (a seconda dei casi) di quanto non si possa credere; l’amicizia e l’amore adolescenziali, e le relative fragilità; un mondo adulto classista, che ha cristallizzato (e infine sclerotizzato) le stesse logiche di quello adolescente, ponendosi per quest’ultimo come modello (negativo) e come inevitabile prosecuzione. Il focus della sceneggiatura cambia di personaggio in personaggio, e di episodio in episodio; lo fa spostando anche l’asse dell’empatia, facendo evolvere i caratteri agli occhi dello spettatore, svelandone progressivamente lati prima nascosti. Si intuisce facilmente che molti aspetti della trama – in particolare quelli relativi alla scomparsa e al ritorno di Kate – non corrispondono proprio a come potrebbero apparire a prima vista; si aspettano i twist narrativi, che ovviamente arrivano, ma non se ne intuisce (e questo è un bene) la portata e, per certi versi, la tipologia. La serie di Bert V. Royal, insomma, riesce a stupire, pur laddove, andando a smontarne con attenzione il meccanismo a visione conclusa, non dice in fondo molto di nuovo, né a livello tematico, né di (pur accattivante) struttura narrativa. È un meccanismo, il suo, che tuttavia funziona bene, appoggiandosi a una buona regia e a un congruo numero di episodi; aggiungerne ulteriori avrebbe significato, probabilmente, allungare il brodo e risultare ridondanti, mentre sottrarne avrebbe sacrificato qualcosa in termini di chiarezza narrativa.

Non tutti i conti tornano
Cruel Summer (2021) recensione

L’unico limite, purtroppo non trascurabile, di un buon prodotto come Cruel Summer, sta in un certo cedimento nelle ultime due puntate, quando il focus inizia (inevitabilmente) a restringersi sugli ultimi due anni, e l’ambientazione estiva cede il passo all’esplorazione di una diversa – e comunque coinvolgente – stagione dell’anno (e forse della vita). Un cedimento che è soprattutto narrativo, laddove si tratta di tirare le fila della storia e spiegarne tutti i passaggi: verso la conclusione, proprio quando la memoria di uno dei personaggi dovrebbe schiarirsi e rimettere a posto tutti i pezzi del puzzle, qualcosa si inceppa, e non tutto torna come dovrebbe. C’è un difetto di credibilità, nella conclusione e nella ricostruzione della vicenda, che stona parecchio con la cura espressa invece in gran parte della sceneggiatura; alla fine, i conti non sembrano tornare del tutto, e non si può evitare di restare, in piccola parte, con l’amaro in bocca. Inoltre, lo script, alla fine dell’ultimo episodio – evitiamo ovviamente di essere più specifici – infila forse un twist di troppo: una rivelazione probabilmente non del tutto incoerente (a ben vederla e collocarla nel quadro generale della storia) ma forse anche superflua e un po’ appiccicaticcia. Limiti che comunque non pregiudicano la sostanziale riuscita di questa serie, capace di rinvigorire due filoni distinti (quello delle storie adolescenziali e quello del thriller) dicendo anche qualcosa di interessante sul mondo che vuole rappresentare, e sulle regole che lo governano.

Cruel Summer (2021) poster locandina

Titolo originale: Cruel Summer
Regia: Bill Purple, Daniel Willis, Max Winkler
Paese/anno: Stati Uniti / 2021
Genere: Drammatico, Thriller
Cast: Aaliyah Muhammad, Allius Barnes, Andrea Anders, Barrett Carnahan, Ben Cain, Blake Lee, Brooklyn Sudano, Chiara Aurelia, Christina Gonzalez, Froy Gutierrez, Harley Quinn Smith, Michael Landes, Nathaniel Ashton, Nicole Bilderback, Olivia Holt, Sarah Drew, Shelby Surdam
Sceneggiatura: Bert V. Royal, Brian Otaño, Matthew Antonelli, Savannah Ward
Fotografia: Jayson Crothers
Montaggio: Christopher Nelson, Damien Smith, Jeff Israel, Meridith Sommers
Musiche: Lisa Coleman, Wendy Melvoin
Produttore: Bert V. Royal, Jessica Biel, Nicole Colombie
Casa di Produzione: Iron Ocean Films
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 06/08/2021

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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