QUI RIDO IO

QUI RIDO IO
di Mario Martone


La vita e l’arte di Eduardo Scarpetta (Toni Servillo), in fondo sono una cosa sola. Mario Martone guarda a Napoli e al teatro con Qui rido io, affresco corale e non, in concorso a Venezia 2021. Arte alta e bassa, sublime e ridicolo, il mondo come teatro e il tempo che passa implacabile. C’è molta carne al fuoco, ma Mario Martone sa muoversi nelle pieghe dei mezzi espressivi (cinema e teatro) con abilità, e il suo film farcito di idee e personaggi tiene bene. Molto brava Cristiana Dell’Anna nei panni di Luisa De Filippo, amante di Scarpetta e madre dei tre mai riconosciuti Peppino Eduardo e Titina, che col cognome materno e i geni paterni faranno la storia del teatro italiano.

Napoli, Teatro, Eduardo

Siamo al principio del ‘900, anno più anno meno, e il re di Napoli si chiama Eduardo Scarpetta (Toni Servillo). Patrono dei botteghini, icona più che consapevole di un teatro popolare, verace e divertito, l’alto e il basso insieme, un gusto per la messa in scena che ben conosce la parentela scandalosa tra risata e sofferenza. Miseria e nobiltà è una buona sintesi di quest’arte, Scarpetta lo sa bene tanto che così titola una delle sue commedie più famose: più avanti ne verrà tratto un film di successo con Totò, lo ricorderete di certo, quello in cui il Principe mangiava la pasta… senza posate, diciamo. Mario Martone si ricorda tutto e non tralascia niente in questa sua potente girandola di vita, amore arte e appetiti vari, che passa sotto il nome di Qui rido io. In concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2021, in sala dal 9 settembre. Correte a vederlo.

Tra vita e arte non c’è nessuna distinzione
Qui rido io recensione

Non c’è distinzione, di nessun genere, tra vita e arte, tra teatro e cruda quotidianità. Così Martone fotografa il suo Eduardo, incarnazione di un’arte totale che tutto abbraccia nel nome di una volontà di esibizione spudorata e potentissima. Gesti, intonazioni, legami, barlumi di vita pubblica e privata, l’universo; Qui rido io fa di tutto il mondo un teatro, nel senso che ovunque trova il segno di un palcoscenico, di una quinta, di maschere e pubblico. La più succulenta delle scene è casalinga.

La vita privata di Eduardo Scarpetta, in realtà tutta Napoli sa, è un capolavoro di equilibrismo sentimentale e di flessibilità domestica. Una processione di mogli, amanti, figli e figliastri intrappolati in una casa palazzo e tenuti insieme con lo sputo di una morale sorprendentemente aperta e flessibile, un rifiuto istintivo della vergogna e, ovviamente, la forza carismatica del grand’uomo. Spicca tra i tanti la compagna ufficiosa, una brava e bella Cristiana Dell’Anna, che di rampolli ne cresce tre, addirittura. Si chiamano Eduardo, Titina e Peppino; il padre, “zio”, non li riconoscerà mai, e quando verrà il momento per loro di sfondare lo faranno col cognome della madre, Luisa De Filippo. Il resto è una pagina monumentale nella storia del teatro e del cinema italiano che il film non può non sfiorare, con una coda emozionate proprio sul finale.

Un momento particolare nella vita di Eduardo Scarpetta, in un film che sa essere corale pur mantenendo il focus sul suo protagonista
Qui rido io recensione

Il miracolo del film è di riuscire a trovare spazio per la coralità anche quando il focus è al massimo grado concentrato sul suo ingombrante protagonista. Toni Servillo gestisce il suo Eduardo Scarpetta con verve istrionica e un’energia ossessiva. Tanti gli si fanno accanto e riesce impossibile citarli tutti doverosamente: meritano un ricordo Iaia Forte, Gianfelice Imparato, Antonia Truppo e Eduardo Scarpetta (!), che non per coincidenza porta il nome del lontano parente.

Il quando del film è un momento pericoloso nella vita di Scarpetta. Proprio al culmine del successo, cominciano i guai. Colpito da Gabriele D’Annunzio e dal suo lavoro teatrale La figlia di Iorio, Eduardo fiuta la possibilità di una parodia smaccatamente popolare dell’opera. Il Vate prima ammicca benevolmente, poi chiede i danni, mentre drammaturghi vicini al più grande poeta italiano chiedono la testa del teatrante, colpevole di immaginare un teatro lontano dai problemi e dai bisogni della gente.

Un film su un uomo, sul teatro, su Napoli e su tante altre cose

Mario Martone gioca con i mezzi, e questo è un bene, ed è coerente con il suo percorso. Qui rido io è cinema e teatro, biografia rigorosa e gusto per la ricostruzione storica. Non giudica Scarpetta, lo mette in scena, proprio come il grande attore mette in scena sé stesso, spettacolo perenne che si fa e si disfa secondo le esigenze del momento. Si parla di arte, del confronto tra il sublime e il ridicolo, l’eterna questione dei rapporti tra teatro popolare e teatro elevato. Del tempo che passa, della fragilità del successo, e delle tante stanze che formano quella grande casa che è la vita di un uomo. Si parla di Napoli, indirettamente, di striscio, inquadrandola nel suo senso più sincero, uno stato mentale più che un luogo fisico. Qui rido io è un film denso ma ben calibrato, splendidamente recitato, che sa quello che cerca e sa dove trovarlo. La verità della vita, nell’incanto dello spettacolo.

Qui rido io poster locandina

Titolo originale: Qui rido io
Regia: Mario Martone
Paese/anno: Italia, Spagna / 2021
Durata: 133’
Genere: Biografico, Commedia, Drammatico
Cast: Aldo Minei, Alessandro Manna, Antonia Truppo, Benedetto Casillo, Chiara Baffi, Cristiana Dell'Anna, Eduardo Scarpetta, Elena Ghiaurov, Francesco Di Leva, Gianfelice Imparato, Gigio Morra, Giovanni Ludeno, Giovanni Mauriello, Greta Esposito, Iaia Forte, Lino Musella, Lucrezia Guidone, Maria Nazionale, Marzia Onorato, Nello Mascia, Paolo Pierobon, Roberto Caccioppoli, Roberto De Francesco, Salvatore Battista, Tommaso Bianco, Toni Servillo
Sceneggiatura: Ippolita Di Majo, Mario Martone
Fotografia: Renato Berta
Montaggio: Jacopo Quadri
Produttore: Carlotta Calori, Francesca Cima, Mariela Besuievsky, Nicola Giuliano
Casa di Produzione: Indigo Film, Rai Cinema, Tornasol Films
Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 09/09/2021

Francesco Costantini

Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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