HOLE – L’ABISSO

HOLE – L’ABISSO
di Lee Cronin


Irlanda, un paese sperduto, una foresta con un grande buco nel terreno, una madre e un bambino e altri personaggi scuri e oscuri. Sono gli ingredienti per Hole - L'abisso, esordio di Lee Cronin, che resta sospeso tra l’horror e il dramma. Un quasi miracolo, un dark fantasy che va visto e ascoltato.

Lontani dal solito buco

La camera a spalla, una veduta del protagonista, una piccola luce illumina qua e là, inquietante. Il vento tra gli alberi e il silenzio quasi si sentono. Gli occhi spaventati di una madre. Ha perduto suo figlio, si aspetta il peggio. Il cuore le batte forte, si percepisce da sotto quei vestiti poveri e sunti. Corre verso casa, nessuno la insegue ma la sua ansia le blocca le gambe. Entra. Chiama qualcuno perché le passi la polizia. La luce è poca. Si gira e suo figlio è in pigiama dietro di lei. Dov’era finito? Lui afferma di non essersi mosso.

Nel cinema internazionale c’è una grande confusione, soprattutto tra i critici: alcune testate giornalistiche specializzate suggeriscono alimenti scaduti per saziare la fame di chi si nutre di cinema solo nel fine settimana tra i popcorn e le bibite gasate. Interi trattati di copia e incolla per raccontare la solita solfa. Cosa resta del cinema? Intendiamo, dell’insieme di parole, gesti, ambienti, musica, compresi i silenzi. Siamo lontani dai fasti di The Others, capolavoro che i più naif hanno etichettato purtroppo come horror, declassandolo. E la stessa sorte è toccata a questo Hole – L’abisso, un piccolo, cupo dark fantasy. Il film è stato presentato al Sundance Film Festival il 25 gennaio 2019 e acclamato, perché lì si nutrono di cinema e lo apprezzano. È stato finanziato dall’Irish Film Board, la sezione del ministero della cultura irlandese che finanzia l’industria cinematografica locale, e non da qualche spocchiosa o bigotta/cattolica rete nazionale con al soldo i soliti quattro attori depressi.

Questa volta c’è da ascoltare e vedere, il che potrebbe spaventare i compulsivi cine maniaci delle facce alla The Ring o alla Jason, quelli che devono vedere una testa girare o una strega apparire da dentro un armadio. Comincia con un lento movimento di macchina, Hole – L’abisso, con due volti spaesati e impauriti per ciò che li attende lontano dalla solita vita di città, davanti a degli specchi che riflettono solo il vero. Scappano, sicuramente per motivi di violenza e disagio familiare, le cicatrici fisiche e morali testimoniano ogni cosa.

Una madre (Seána Kerslake) e un figlio (James Quinn Markey) si trasferiscono nella campagna irlandese, che già di per sé sembra un luogo popolato da creature maligne. Persino la casa in cui dimorano e il bosco poco distante lasciano presagire avvenimenti nefasti. Un grande buco nella terra, dentro la foresta, dà poi il titolo al film e sarà luogo di dolore: non potrebbe essere altrimenti. Ci si aspetta radiazioni mutanti da asteroide, alieni incazzati e affamati, una specie gigante di talpa o di verme, ci si prepara allo splatter. Ma nel cuore di cinefilo batte ancora la speranza che sia solo un incidente di percorso, un espediente per sviare l’attenzione. Ci si pone in trepida attesa. L’incontro con una donna che sembra uno spettro, per strada, inizierà a cambiare la sorte del loro viaggio familiare: la frase “non è tuo figlio” getterà entrambi nel panico.

La regia è solida, senza colpi di scena visivi eccessivi; tutta la tensione emotiva è dovuta ai primi piani, al presagio costante di un qualcosa che sta per manifestarsi e sconvolgere. Il piccolo Markey, attore bravissimo, non è il solito “anticristo” o “posseduto”, ma un figlio dolcissimo e premuroso, impaurito a tratti. Gli si vuole da subito bene, diviso com’è tra l’amore materno e l’abbandono, per lui inspiegabile, del padre. Chris e sua madre Sarah, in una scena, sono abbracciati: lui chiede se può ascoltarle il cuore, ha la testa poggiata sul suo petto; lei risponde di sì, chiedendogli come sta il cuore e lui replica: “pacifico”. Una tenerezza infinita. Un piccolo dialogo da plauso.

È senz’altro uno dei migliori film del suo genere, Hole – L’abisso, per un’ora circa un piccolo miracolo, giusto finché la madre non decide scendere in quel buco; da lì in poi quanto costruito con cura dei particolari e dovizia di recitazione diviene scontato. E ci risiamo, il circo dei mostri esige il biglietto. Il bambino mangia i ragni, posseduto da chissà chi: si poteva evitare. C’è un cameo di un ispirato ma sottovalutato attore di b-movie, James Cosmo: si arrabbia in modo divino ed è bravo. Seana Kerslake è da plauso, il film le deve quella grazia ispirata che fa dimenticare l’ovvio.

Tuttavia consigliamo di evitare Hole – L’abisso: suggeriamo di preferirgli la commedia italiana con i genitori in crisi che tra corna e gag comiche riscoprono l’umanità perduta… scherziamo! Preferiamo resti per pochi. Noi compresi, naturalmente.

Titolo originale: The Hole in The Ground
Regia: Lee Cronin
Paese/anno: Belgio, Finlandia, Irlanda, Regno Unito / 2019
Durata: 90’
Genere: Horror
Cast: Bennett Andrew, David Crowley, Eoin Macken, James Cosmo, James Quinn Markey, John Quinn, Kati Outinen, Miro Lopperi, Sarah Hanly, Seána Kerslake, Simone Kirby, Steve Wall
Sceneggiatura: Lee Cronin, Stephen Shields
Fotografia: Tom Comerfeld
Montaggio: Colin Campbell
Musiche: Stephen McKeon
Produttore: Alex Verbaere, Alexandra Boussiou, Benoit Roland, Conor Barry, David Claikens, Philippe Logie, Tom Harberd, Ulla Simonen
Casa di Produzione: Bankside Films, Head Gear Films, Metrol Technology, Savage Productions, Wrong Men North
Distribuzione: Koch Media

Data di uscita: 10/10/2019

Damiano Landriccia

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