THE CARD COUNTER: PAUL SCHRADER ESPLORA IL MONDO DEL POKER

THE CARD COUNTER: PAUL SCHRADER ESPLORA IL MONDO DEL POKER
In un'intervista, il regista ha rivelato alcuni dettagli sul suo prossimo progetto, un dramma ambientato nel mondo del poker che vedrà la presenza di Oscar Isaac, Willem Dafoe e Tiffany Haddish.

Paul Schrader sta per tornare dietro la macchina da presa, con un film ambientato nel mondo del poker intitolato The Card Counter. A 74 anni, Schrader sembra non aver perso la voglia di dire la sua nella Hollywood moderna, nonostante le difficoltà con gli studios avute nell’ultimo decennio; quegli studios da lui ritratti in luce tutt’altro che positiva nel poco compreso The Canyons (2013), a cui ha fatto seguito il tagliuzzato e massacrato Il nemico invisibile (2014). Il successivo Cane mangia cane (2016) e ancor più il dramma First Reformed – La creazione a rischio (2017) ci hanno restituito un regista dallo sguardo sorprendentemente fresco, con una rinnovata voglia di affrontare i suoi temi prediletti; ora, in un’intervista a Metrograph, Schrader ha parlato del suo nuovo progetto, che vedrà nel cast la presenza di Oscar Isaac, Willem Dafoe, Tye Sheridan e Tiffany Haddish.

Tempo una settimana e mi rimetterò al lavoro”, ha detto il regista. “Ho scritto una nuova sceneggiatura e sto per fare un nuovo film. Abbiamo il cast e abbiamo i finanziamenti. È uno script originale, proprio come piace a me. Abbiamo un bel cast. Oscar Isaac è il protagonista. Poi ci sono Tye Sheridan e Tiffany Haddish. E anche Willem Dafoe è coinvolto. Adoro Tiffany, non l’ho mai incontrata ma sono stato al telefono con lei per un’ora. È un petardo acceso, parlare con lei è un po’ come parlare con un cavo dell’alta tensione scoperto; è divertente, e ovviamente fa diventare divertente anche l’interlocutore. Quando qualcuno è tagliente, diventi tagliente anche tu perché vuoi stare al passo. Quindi sta andando tutto per il meglio. Nei miei film, spesso unisco due mondi che non hanno niente a che fare l’uno con l’altro. In The Card Counter, questi due mondi saranno le world series di poker e Abu Ghraib”.

Il regista ha parlato anche dei colossi dello streaming, che negli ultimi anni hanno sostituito gli studios per peso e rilevanza produttiva, ma hanno anche rifiutato diversi soggetti da lui proposti. “Attualmente, non sarebbe possibile fare film Chinatown o Il padrino, con uno studio”, ha affermato Schrader. “Quel tempo è finito. I progetti seri sono migrati in televisione. Non abbiamo più gli studios, ora abbiamo Netflix, Amazon, Google: gli studios sono loro. Uno studio non avrebbe potuto permettersi di fare The Irishman. […] Io però non ho avuto molta fortuna con le piattaforme di streaming. First Reformed è stato rifiutato sia quand’era nella fase di scrittura, sia a film completato, sia da Amazon che da Netflix. E anche il mio nuovo film è stato rifiutato da entrambi. Non è vero che farebbero tutto. Io sono ancora fuori dal loro sistema”.

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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