RIZ AHMED: “ECCO PERCHÉ I FRATELI SISTERS È STATO UN PUNTO DI SVOLTA NELLA MIA CARRIERA”

RIZ AHMED: “ECCO PERCHÉ I FRATELI SISTERS È STATO UN PUNTO DI SVOLTA NELLA MIA CARRIERA”
In una recente intervista, incentrata sul suo ultimo film Sound of Metal, l’attore ha spiegato perché la sua interpretazione nel film di Jacques Audiard ha rappresentato per lui un punto di svolta.

Nella corsa agli Oscar di quest’anno, tra i nomi in pole position per il miglior attore protagonista c’è sicuramente quello di Riz Ahmed, interprete di un batterista heavy metal che inizia a perdere l’udito nel dramma diretto da Darius Marder – e distribuito da Amazon Prime Video – Sound of Metal. L’attore inglese, in una recente intervista con IndieWire, ha parlato del film ma anche di alcune sue precedenti interpretazioni, soffermandosi in particolare su I fratelli Sisters di Jacques Audiard.

Il western di Audiard, pur non essendo stato un successo economico, si è trasformato nel frattempo in un piccolo cult; nella storia, Ahmed interpretava un uomo che i personaggi di John C. Reilly e Joaquin Phoenix avevano il compito di uccidere.

Per me quello, come attore, è stato un punto di svolta”, ha detto Ahmed, “che mi ha fatto capire che volevo fare qualcosa di un po’ diverso. Voglio rendere il lavoro diverso. Voglio creare partendo da un luogo diverso. Fino a I fratelli Sisters, avevo introiettato l’idea che le persone mi volessero veder interpretare certi ruoli per loro; ero diventato abbastanza bravo a modellare queste maschere e a indossarle, e dopo I fratelli Sisters ho pensato: ‘adesso voglio togliermi queste maschere, e portare nel mio lavoro qualcosa di più di me’”.

Prima del film di Audiard, Riz Ahmed aveva recitato come protagonista nella miniserie HBO The Night Of – Cos’è successo quella notte?, e aveva ricoperto ruoli più piccoli in film come Lo sciacallo – Nightcrawler, Jason Bourne, Una e Rogue One: A Star Wars Story. Sound of Metal gli ha dato invece un ruolo centrale, che l’attore ha particolarmente apprezzato: “È esattamente quello che cercavo. Ecco qualcosa in cui posso mettere tutto me stesso, invece di dire: ‘Questa parte di me la lascio fuori, perché penso che da questo progetto vogliano quel tipo di cosa, con quel tipo di personaggio’. Stavolta dipingerò con tutti i miei colori. I fratelli Sisters… è stato come l’apice del mio lavoro, con persone con cui sognavo di lavorare da molto tempo. Mi sono sentito come se solo allora avessi realizzato i limiti del mio approccio, fino a quel punto”.

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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