LASCIALI PARLARE

LASCIALI PARLARE
di Steven Soderbergh


Dal taglio più piccolo rispetto ai precedenti lavori del regista, l’ormai penultimo film di Steven Soderbergh Lasciali parlare si affida molto (ma non esclusivamente) alla chimica tra le sue tre interpreti principali, vivendo anche del fascino demodé, ma dall’alto potenziale narrativo, di un’ambientazione sospesa come quella del viaggio in nave. Sulle principali piattaforme di streaming.

Memorie e futuro in viaggio

Continua ad alternare progetti dalla tipologia e dal taglio produttivo più disparato, Steven Soderbergh; così, dopo Panama Papers, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2019 e poi distribuito da Netflix dopo un breve passaggio in sala, il regista ha diretto questo Lasciali parlare, dramedy produttivamente più piccolo basato su una sceneggiatura della scrittrice Deborah Eisenberg, destinato direttamente alla distribuzione in streaming. Nonostante le riprese si siano svolte interamente ad agosto 2019, nell’arco di sole due settimane, e nonostante l’acquisto praticamente immediato da parte della piattaforma HBO Max, il film di Soderbergh è stato distribuito negli USA solo nel dicembre 2020, per approdare in Italia, sulle principali piattaforme, a maggio 2021; un’attesa carica di una certa curiosità, per un lavoro dal taglio più piccolo e “intimo” rispetto alle ultime opere del regista americano, nonostante la presenza di Meryl Streep, Candice Bergen, Dianne Wiest e Lucas Hedges nei ruoli principali. Una produzione che si sarebbe svolta, stando alle dichiarazioni della crew, usando lo script della Bergen come semplice traccia, e lasciando gli interpreti liberi di improvvisare gran parte delle loro battute; Soderbergh avrebbe inoltre usato per il film una semplice macchina da presa digitale posta su una sedia a rotelle, affidandosi interamente all’illuminazione naturale.

Un viaggio rivelatore
Lasciali parlare recensione

In Lasciali parlare, Meryl Streep veste i panni di Alice Hughes, scrittrice vincitrice del Premio Pulitzer, che si imbarca in una traversata transoceanica per l’Inghilterra, per andare a ricevere un altro importante premio letterario. La donna accetta di compiere il viaggio su pressione della sua nuova agente, Karen (Gemma Chan) che la seguirà segretamente sulla nave, sperando di carpire informazioni sul suo nuovo libro; Alice si farà accompagnare nel viaggio da due amiche del periodo del liceo, Roberta e Susan (rispettivamente interpretate da Dianne Wiest e Candice Bergen) – con cui, negli ultimi anni, i rapporti si sono un po’ raffreddati – e da suo nipote Tyler (Lucas Hedges), un ventenne timido e un po’ sognatore con cui la donna ha sempre avuto un rapporto privilegiato. Durante il viaggio in nave, Karen approccerà Tyler sperando di ottenere da lui le agognate informazioni di cui è in cerca, finendo per stringere un’amicizia col giovane; nel frattempo, i ricordi della gioventù delle tre donne, ma anche i risentimenti sottaciuti risalenti al periodo della fama di Alice, inizieranno ad emergere dal viaggio, il cui esito per tutti si rivelerà non privo di sorprese.

Una quotidianità straordinaria
Lasciali parlare recensione

Non ci è dato sapere quanto ci sia di vero, nelle dichiarazioni per cui Lasciali parlare sarebbe stato in gran parte improvvisato; volendo tuttavia dare per buone le affermazioni di Soderbergh e del cast, il film stupisce per compattezza e arguzia dei dialoghi. Merito di tre interpreti principali di grande esperienza e carisma, ma anche di una naturale chimica che sembra scorrere in particolare tra le tre protagoniste, che ricreano nei personaggi un senso di “quotidianità straordinaria” che le accompagnerà per tutto il tempo sospeso del viaggio. Non manca nel film di Soderbergh la levità à la Woody Allen – punto di riferimento principale (ma non unico) per la sceneggiatura; e non mancano momenti di tenera ironia nella delineazione del rapporto tra Tyler e Karen, all’insegna dei non detti, degli equivoci e della paura (per ragioni e scopi molto diversi) di fare il passo sbagliato. Unitamente a questo, c’è una riflessione sfiorata ma a suo modo efficace sull’invecchiamento, sul carattere volatile e capriccioso (ma presentato come più che mai prezioso) dell’amicizia, e sul mestiere di narratore, nelle due diverse varianti incarnate dal personaggio di Alice e da quello del popolare scrittore di gialli Kelvin Franz (interpretato da Daniel Algrand). Temi che vengono toccati dal film con tono dolceamaro, con una levità che cela un sempre avvertibile fondo di crudeltà (più del destino che degli esseri umani).

La messa in scena e la sua efficacia
Lasciali parlare recensione

La scelta dell’illuminazione naturale funziona sorprendentemente bene, in Lasciali parlare, coi colori caldi degli interni della nave che sono sfondo ideale per un viaggio che guarda contemporaneamente al passato, al presente (quello della destinazione immediata di Alice, e del suo prossimo libro) e a un futuro più che mai incerto. L’uso di una singola macchina da presa e l’essenzialità delle attrezzature non ostacolano alcune finezze di regia, specie quando Soderbergh segue separatamente i vari personaggi per i corridoi e le enormi stanze della nave, rimandando indefinitamente un confronto (quello tra Alice e Roberta) che intuiamo sempre più essere il vero centro tematico della storia. Una regia essenziale ma non minimale, quella di Soderbergh, che sceglie tempi e spazi giusti per tirarsi indietro – quando necessario – e lasciare spazio e aria al cast. Certo, gli incastri della sceneggiatura restano a tratti un po’ forzati (si veda il continuo, involontario rincorrersi tra Alice e Karen, e la prolungata inconsapevolezza della prima della presenza dell’altra); la risposta che viene data a uno degli enigmi principali della vicenda – il misterioso visitatore notturno della camera di Alice – appare anch’essa leggermente accomodata alle esigenze della trama. Limiti in parte fisiologici alle dimensioni del progetto e alla sua scelta di concentrare (quasi) tutta la storia in un viaggio in nave, luogo tanto demodé nel cinema attuale quanto suggestivo per le possibilità narrative che offre, in termini di materiale umano e di fruttuosi incroci di vite e destini.

Lasciali parlare poster locandina

Titolo originale: Let Them All Talk
Regia: Steven Soderbergh
Paese/anno: Stati Uniti / 2020
Durata: 113’
Genere: Commedia, Drammatico
Cast: Candice Bergen, Christopher Fitzgerald, David Shepherd, David Siegel, Dianne Wiest, Elna Baker, Fred Hechinger, Gemma Chan, John Douglas Thompson, Lucas Hedges, Mary Catherine Garrison, Meryl Streep, Mike Doyle, Samia Finnerty, Stephanie Phippen
Sceneggiatura: Deborah Eisenberg
Fotografia: Steven Soderbergh
Montaggio: Steven Soderbergh
Musiche: Thomas Newman
Produttore: Corey Bayes, Gregory Jacobs
Casa di Produzione: Extension 765, HBO Films, Warner Max
Distribuzione: Warner Bros.

Data di uscita: 27/05/2020

Articoli correlati:

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *