TITANE

TITANE
di Julia Ducournau


Titane è innanzitutto un film sulla consapevolezza e l’accettazione di sé, sulla scoperta del proprio corpo e sull’importanza dei legami famigliari. Il tutto condito da una gradita componente horror/splatter e da un’ambientazione cyberpunk che ben si addice alla sua giovane protagonista. Seppur con una chiara incertezza d’intenti.

Mutazioni

Ha fatto indubbiamente parlare di sé Titane, opera seconda della giovane cineasta francese Julia Ducournau. Ha fatto parlare di sé non soltanto per essersi aggiudicato la Palma d’Oro al Festival di Cannes 2021, ma anche – e soprattutto – per essere, a detta di molti, un film troppo “fuori dagli schemi” per poter essere insignito di uno dei riconoscimenti più prestigiosi a livello mondiale. Ma in che senso “fuori dagli schemi”? Partiamo dal principio.

È nata una stella?
Titane (2021) recensione

Julia Ducournau è divenuta celebre in tutto il mondo già nel 2016 con Raw, la sua “sanguinolenta” opera prima, rivelando uno sguardo e un approccio registico particolarmente interessanti e con molto potenziale. Tale approccio, dunque, è stato mantenuto anche nel presente Titane, facendo sì che lo stesso – essendo in tutto e per tutto un film di genere, seppur con connotazioni che rimandano a un contesto ben più complesso e stratificato – risultasse quasi un film “atipico” per i palmarès della celebre manifestazione francese. Ben venga, tuttavia, quando si guarda al nuovo, quando si valorizza il nuovo, quando ci si discosta da determinati dettami. Tuttavia, al di là di tali considerazioni, quanto è riuscito, di fatto, un film come Titane? In tal caso, la risposta non è così immediata. Ma andiamo per gradi.

Cambio d’identità
Titane (2021) recensione

Alexia (impersonata da un’ottima Agathe Rousselle) ha trentadue anni e lavora come ballerina presso un motorshow. Da bambina ha avuto un brutto incidente d’auto, in seguito al quale le è stata impiantata una placca di titanio in testa (la cicatrice è ancora visibile). Quando non lavora, tuttavia, la ragazza è solita avere un atteggiamento particolarmente aggressivo, che la porta a uccidere chiunque la incontri. Ricercata per omicidio e inaspettatamente incinta di un’automobile, la donna tenterà di cambiare identità, fingendo di essere un ragazzo che da bambino era stato rapito, il cui identikit da adulto le assomiglia molto. È così che, dunque, farà la conoscenza del padre del ragazzo stesso (Vincent Lindon), che mai ha smesso di cercare suo figlio e che la accoglierà immediatamente in casa sua.

Sperimentazioni
Titane (2021) recensione

Titane, dunque, è innanzitutto un film sulla consapevolezza e l’accettazione di sé, sulla scoperta del proprio corpo e sull’importanza dei legami famigliari (tematiche, queste, che già facevano da colonne portanti in Raw). Il tutto, ovviamente, condito da una gradita componente horror/splatter (come possiamo notare già da una delle prime scene, in cui alla giovane Alexia viene impiantata la placca di titanio in sala operatoria) e da un’ambientazione cyberpunk che ben si addice alla sua giovane protagonista. Una giovane protagonista magnetica, perfettamente rappresentata dalla Rousselle e il cui corpo viene plasmato, modificato, sfigurato fino all’estremo dalla macchina da presa della regista.

Tra coraggio e incertezza
Titane (2021) recensione

Un approccio, il presente, che non può non far pensare al cinema di David Cronenberg, ma che, purtroppo, promette tanto finendo progressivamente per appiattirsi nel corso della visione. Già, perché, di fatto, una prima parte “estrema” e coraggiosa (particolarmente d’effetto, ad esempio, la scena in cui Alexia massacra un gruppo di ragazzi con le note di Nessuno mi può giudicare di Caterina Caselli in sottofondo) sembrerebbe promettere molto. Almeno fino a quando il tutto non assume le caratteristiche di un dramma personale, rivelando una certa incertezza di intenti da parte della regista stessa e facendo sì che l’intero lungometraggio – pur visivamente accattivante e con due ottimi protagonisti – perda pericolosamente di mordente e si perda in una trita e ritrita retorica. Peccato. Soprattutto perché la Ducournau di coraggio ne ha indubbiamente da vendere. E se dovesse solo semplicemente “maturare”? Soltanto il tempo potrà dircelo.

Titane (2021) poster locandina

Titolo originale: Titane
Regia: Julia Ducournau
Paese/anno: Belgio, Francia / 2021
Durata: 108’
Genere: Drammatico, Fantascienza, Horror, Thriller
Cast: Adèle Guigue, Agathe Rousselle, Bertrand Bonello, Céline Carrère, Diong-Kéba Tacu, Dominique Frot, Florence Janas, Frédéric Jardin, Garance Marillier, Laïs Salameh, Lamine Cissokho, Mara Cisse, Marin Judas, Myriem Akheddiou, Nathalie Boyer, Olivia Venner, Théo Hellermann, Thibault Cathalifaud, Thibault Villette, Vincent Lindon
Sceneggiatura: Jacques Akchoti, Jean-Christophe Bouzy, Julia Ducournau, Simonetta Greggio
Fotografia: Ruben Impens
Montaggio: Jean-Christophe Bouzy
Musiche: Jim Williams
Produttore: Cassandre Warnauts, Jean-Christophe Reymond, Jean-Yves Roubin, Olivier Père, Philippe Logie
Casa di Produzione: Arte France Cinéma, BeTV, Cinémage 15, Cofinova 17, Frakas Productions, Kazak Productions, VOO
Distribuzione: I Wonder Pictures

Data di uscita: 01/10/2021

Marina Pavido

Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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