IL VISIONARIO MONDO DI LOUIS WAIN

IL VISIONARIO MONDO DI LOUIS WAIN
di Will Sharpe


Disponibile su Amazon Prime Video, Il visionario mondo di Louis Wain racconta una figura eccentrica, difficile da catturare, col taglio più classico possibile: il fascino non manca, ma solo a tratti il film di Will Sharpe riesce a penetrare davvero la complessa e atipica mente del protagonista, aiutato anche dalla consueta, buona prova attoriale di Benedict Cumberbatch.

Cuore blu elettrico

La carriera attoriale di Benedict Cumberbatch, interprete di Sherlock e dell’Alan Turing di The Imitation Game (ma anche del marveliano Doctor Strange, e del Thomas Edison di Edison – L’uomo che illuminò il mondo) è da tempo costellata di figure eccentriche. Proprio per questo, era in fondo una scelta prevedibile quella del regista inglese Will Sharpe (al suo attivo, tra le altre cose, proprio un episodio della serie tv dedicata all’iconico detective, oltre al film inedito The Darkest Universe) per questo Il visionario mondo di Louis Wain. La figura di Wain, artista fuori dagli schemi che visse a cavallo tra XIX e XX secolo, diventato famoso per i suoi dipinti di gatti antropomorfi e ossessionato dall’elettricità – e da un suo presunto potere sovrannaturale – era teoricamente quanto più nelle corde, per l’attore britannico. E possiamo anticipare subito che Cumberbatch, nel film di Will Sharpe, offre davvero la prova che ci si aspetta: fragile e istrionica insieme, controllata nella sua resa di un personaggio incontrollato e incontrollabile, mimetica ma mai di maniera. Peccato che il film, reso disponibile su Amazon Prime Video dopo vari passaggi festivalieri (Telluride e Toronto, su tutti), non riesca a seguire sempre, e del tutto, l’abilità dell’attore inglese. Ma vediamo di andare con ordine.

Epifania felina
Il visionario mondo di Louis Wain recensione

Il film di Will Sharpe segue la vicenda umana e artistica di Louis Wain, pittore, disegnatore e inventore nonché musicista dilettante, artista eclettico costretto a mantenere la sua famiglia (unico figlio maschio con cinque sorelle) dopo la morte di suo padre. Wain si barcamena meglio che può col suo lavoro di illustratore per un giornale londinese, riuscendo a fatica a sbarcare il lunario; nonostante l’avversione della madre e delle sorelle, l’artista decide a un certo punto di sposare la governante della famiglia, Emily (Claire Foy), trasferendosi a vivere con lei e sfidando le regole sociali dell’epoca, che mal vedevano le unioni interclassiste e con forti differenze di età. L’ingresso casuale di un gatto nella casa dei due dà a Louis l’imprinting che costituirà la svolta della sua carriera: l’artista inizierà a ritrarre nei suoi disegni gatti di ogni tipo, facendo dell’affascinante figura felina (e della sua modificazione antropomorfa) un vero e proprio marchio di fabbrica. In più, Louis elaborerà una sua personale visione dell’elettricità, quale forza vitale che informa di sé il mondo e permette di superare le barriere del tempo e della morte.

L’esteriorità del biopic
Il visionario mondo di Louis Wain recensione

È davvero eccentrica e difficile da catturare, la vita di Louis Wan, artista che fu talmente segnato dai demoni personali (la prematura morte di sua moglie, l’incapacità di gestire le finanze a dispetto del successo, gli incubi infantili e le loro ricadute) da inglobarli nella sua arte e farne una componente della sua cifra stilistica. Una vita, e un rapporto con l’arte, che questo Il visionario mondo di Louis Wain rende nei suoi tratti più esteriori, scegliendo tuttavia (paradossalmente) di narrarne gli sviluppi col taglio più classico possibile. Il film di Will Sharpe, infatti, solo a tratti tenta di entrare davvero nella tormentata mente del protagonista, ne ricerca il lato oscuro (si veda il ricorrente incubo dell’annegamento), va a immergersi – o almeno a cercare di farlo – nelle sue deragliate visioni. Nella sua ossatura di base, specie nella parte iniziale, Il visionario mondo di Louis Wain è tuttavia il più classico dei biopic, una biografia che rischia a tratti di scivolare nella superficiale agiografia (per come il punto di vista del protagonista viene schematizzato e semplificato) e di mettere tra parentesi i lati oscuri di una personalità unica; tutto è lineare, classico, smaccatamente (melo)drammatico, specie laddove si tratti di rendere il dramma e la malattia della moglie di Louis.

Con arte, di parte
Il visionario mondo di Louis Wain recensione

Solo nella seconda parte del film, quella in cui la ricerca estetica del protagonista diviene sempre più ossessiva (assumendo tratti sempre più misterici e metafisici), Il visionario mondo di Louis Wain osa un po’ di più, affiancando all’onnipresente, smaccata cifra melò e celebrativa, una ricerca più sistematica dell’oscurità, dell’ossessione e del delirio. In questo, la seconda metà della storia si fa in parte più attinente col complesso mondo interiore del protagonista, mentre le sue visioni invadono il girato con più sistematicità – si veda l’incubo/visione dell’annegamento, replicato all’interno della nave che sta riportando a casa Louis; il carattere via via più astratto delle figure feline ritratte dal protagonista si accompagna a una messa in scena almeno in parte più onirica, che affianca all’onnipresente tonalità di blu del girato (dominante nella fotografia, così come nei disegni e dipinti di Wain) colori più foschi e plumbei. Certo, la scelta della sceneggiatura, molto chiara, è quella di una narrazione classica e lineare, più tesa a presentare il conflitto esteriore del personaggio con la società borghese dell’epoca, che a penetrare davvero nella sua mente atipica. La regia, in questo, non può che adeguarsi, offrendo solo sprazzi di quella visionarietà (o di quell’”elettricità”, come recita il titolo originale) che aveva caratterizzato la sua produzione artistica. Produzione che comunque possiamo vedere e ammirare in lungo e in largo, durante il film, così come sui (bei) titoli di coda. Abbastanza per affascinare e ammaliare, anche se solo in parte per meriti cinematografici.

Il visionario mondo di Louis Wain poster locandina

Titolo originale: The Electrical Life of Louis Wain
Regia: Will Sharpe
Paese/anno: Regno Unito / 2021
Durata: 111’
Genere: Biografico, Drammatico
Cast: Aimee Lou Wood, Andrea Riseborough, Asim Chaudhry, Benedict Cumberbatch, Claire Foy, Crystal Clarke, Dorothy Atkinson, Hayley Squires, Jamie Demetriou, Olivia Colman, Phoebe Nicholls, Richard Ayoade, Sharon Rooney, Siobhan McSweeney, Sophia Di Martino, Stacy Martin, Taika Waititi, Toby Jones
Sceneggiatura: Simon Stephenson, Will Sharpe
Fotografia: Erik Wilson
Montaggio: Selina Macarthur
Musiche: Arthur Sharpe
Produttore: Adam Ackland, Donald Sabourin, Ed Clarke, Guy Heeley, Leah Clarke
Casa di Produzione: Amazon Studios, Film 4, Shoebox Films, SunnyMarch
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 04/11/2021

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *