ENNIO

ENNIO

Diretto da Giuseppe Tornatore, Ennio è il ritratto autentico, intimo, approfondito e per nulla edulcorato, del grande compositore Morricone. Un documento di parole, immagini e musica che appaga e dà gioia.

L'uomo che si è fatto musica

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Un film da ascoltare più che da vedere. Un montaggio a effetto a ritmo di musica che racconta, dall’infanzia fino alla maturità artistica, la vita di un genio musicale. Un grande regista come Giuseppe Tornatore che non ha difficoltà a mescolarsi tra i tantissimi che in tutto il mondo omaggiano quello che è stato ritenuto il più grande compositore del Novecento.

Ennio, il film nel quale la grande musica è protagonista assoluta, dà gioia e riempie il cuore, fa pensare al trascendente. Distribuito da Lucky Red in collaborazione con Timvision sarà in anteprima su tutto il territorio nazionale il 29 e 30 gennaio e nelle sale cinematografiche dal 17 febbraio 2022.

Ascolta “Ennio il doc su Morricone sbaraglia tutti” su Spreaker.

Tale la dedizione dello straordinario Morricone per la musica, così numerose le sue composizioni entrate nel patrimonio collettivo, che a più riprese nel docu-film si accenna a una mano che ha guidato Ennio, sin da bambino. Ed è lo stesso Morricone, a un tratto, ad ammettere che, almeno in un’occasione, l’ispirazione, come instillata dall’alto, ha mosso il suo scrivere veloce e incontrollato sul pentagramma.

Nel film Morricone raccolta se stesso, mette a nudo le sue paure di bambino, le sue scelte, le sue delusioni fino al grande riconoscimento dell’Oscar alla carriera nel 2007, una statuetta sempre inseguita con numerose candidature e fino allora mai raggiunta (un nuovo Oscar arriverà nel 2016 per la Miglior colonna sonora composta per The Hateful Eight).

Un genio trasversale della musica italiana

Ennio (2021) recensione

È Morricone a divenire il massimo comun denominatore, il trait d’union tra artisti che sembrerebbero distanti anni luce l’uno dall’altro. Gianni Morandi con Quentin Tarantino, Edoardo Vianello con John Huston, Pat Metheny con Dario Argento e via dicendo. Ognuno non fa che ribadire l’eccezionalità di Morricone, la straordinarietà del suo metodo di lavoro.

La narrazione prende il via da un Ennio bambino che, dopo i primi approcci svogliati, si mette – sospinto con autorità dal padre che sfama la famiglia grazie allo stesso strumento – a studiare la tromba. Padre e figlio suonano la sera negli spettacoli di rivista, nei varietà. È il tempo della fame. “Suonavo la tromba per mangiare” , dice lo stesso Morricone intendendo che alle serate poteva consumare un pasto e riempire la pancia.

Il piccolo Ennio è infaticabile, la sera suona, il giorno va in Conservatorio a studiare. Segue il corso di tromba ma anche quello di composizione. Ed è in questo ambiente che Ennio non viene accettato. Il ristretto gruppo di allievi e colleghi che si muove attorno a Goffredo Petrassi, con fare borioso, in qualche modo, mobbizza il giovane Ennio. Emblematica in tal senso la testimonianza di Boris Perosa che, anni dopo, uscendo dalla proiezione di C’era una volta in America, prende carta e penna e fa mea culpa scrivendo una sentita lettera a un Ennio ormai maturo, già suo compagno di Conservatorio.

Ma Ennio nonostante le umiliazioni quotidiane non si ferma, diventa arrangiatore della RCA – suoi alcuni grandi successi dei favolosi anni Sessanta come Abbronzatissima – nei quali sperimenta e innova. Il film di Tornatore racconta con dettaglio anche la fase di sperimentazione in Nuova Consonanza, del forte desiderio di Morricone e altri illuminati musicisti di stravolgere il linguaggio musicale accademico: una ricerca che vuole dimostrare che tutto può farsi musica. Ma il mestiere di arrangiatore, come quello di compositore di colonne sonore, in un primo tempo viene tenuto nascosto, in particolare al borioso gruppo del Conservatorio. Ennio lavora alacremente, a muoverlo forse anche il ricordo brutto della fame infantile. Arrivano le nuove proposte per musiche da film: Argento, Petri, Pasolini e Sergio Leone. Ennio e Sergio erano compagni di classe. Si ritrovano e il binomio sarà uno dei migliori abbinamenti del cinema italiano. Arrivano i grandi film del western all’italiana, le indimenticabili colonne sonore di Morricone che ammaliano le grandi menti di oltreoceano. Bruce Springsteen ha per Ennio parole di grande devozione, così Tarantino. Ennio lavora incessantemente, Scrive, tra gli altri, su testo di Joan Baez quell’inno Here’s to you, Nicola and Bart sulla vicenda di Sacco e Vanzetti.

L’identificazione con i registi

Ennio (2021) recensione

Morricone ha un metodo: si cala nei panni del regista. In un volger di giorni confeziona su misura pagine indimenticabili. Nel parlarne Morricone stesso ne illustra la genesi. Ma ad uscire incontrollata dalle viscere dell’anima è quel capolavoro di colonna sonora di Mission. Tre temi musicali che nel finale si concatenano l’uno all’altro in una musica che ha del “celestiale”, che richiama il trascendente. Morricone nel raccontarsi non cela il suo mal di pancia, il conflitto evidente con il padre, il non essere riconosciuto dal gruppo di Petrassi, l’insofferenza a essere identificato solo quale compositore da film. È come se in lui, si commenta, ci fossero più persone. E nel crescendo corale di riconoscimenti che unisce il grande pubblico e gli addetti ai lavori, è solo nella fusione degli stili musicali, tutti intrinsechi al suo essere, che la persona Morricone torna in maturità a conciliare i diversi linguaggi trovando finalmente una propria compiutezza. Il suo è un mix che unisce la musica “alta” di Santa Cecilia a quella degli studi di registrazione del post produzione cinematografica a quella della sperimentazione e dell’avanguardia musicale.

Tornatore devoto si defila lasciando la scena al maestro

Tornatore, che ha sicuramente fatto un grande lavoro di ricerca, che ha saputo cavare le parole a un riservato Ennio, lascia, devoto, tutta la scena al grande Morricone e fa parlare le scene dei film musicati, i grandi eventi, le appassionate dichiarazioni di chi ha interagito con lui. Ne esce un ritratto autentico, intimo, approfondito, per nulla edulcorato. Un documento di parole, immagini e musica che appaga anche perché mostra con chiarezza quale sia stato il travaglio esistenziale di uno straordinario Ennio, che ha manipolato la materia prima delle sette note creando musiche senza tempo.

Ennio (2021) poster locandina
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Scheda

Titolo originale: Ennio: The Maestro
Regia: Giuseppe Tornatore
Paese/anno: Giappone, Paesi Bassi, Italia, Belgio / 2021
Durata: 150’
Genere: Documentario, Biografico, Musicale
Cast: Barry Levinson, Bernardo Bertolucci, Bruce Springsteen, Carlo Verdone, Clint Eastwood, Dario Argento, Edoardo Vianello, Ennio Morricone, Enzo G. Castellari, Gianni Morandi, Giuseppe Tornatore, Hans Zimmer, James Hetfield, Joan Baez, John Williams, Laura Pausini, Liliana Cavani, Lina Wertmüller, Marco Bellocchio, Mike Patton, Mychael Danna, Nicola Piovani, Oliver Stone, Phil Joanou, Quentin Tarantino, Quincy Jones, Terrence Malick, Vittorio Taviani, Wong Kar-Wai, Zucchero
Sceneggiatura: Giuseppe Tornatore
Fotografia: Fabio Zamarion, Giancarlo Leggeri
Montaggio: Massimo Quaglia
Produttore: Tom Hameeuw, San Fu Maltha, Gisella Marengo, Gianni Russo, Gabriele Costa, Peter De Maegd
Casa di Produzione: Fu Works, Terras, Gaga., Blossoms Island Pictures, Piano b Produzioni, Potemkino
Distribuzione: Lucky Red

Data di uscita: 17/02/2022

Trailer

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Graziarosa Villani
Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche. Ha collaborato con Ansa e Il Tempo, passando poi alla collaborazione fissa con Il Messaggero. Ha scritto per L’Espresso, D La Repubblica delle Donne, Avvenimenti. Per le edizioni Media&Books ha pubblicato, con il luogotenente Francesco Leonardis, il libro Laureato in onestà (2017). Ha diretto il mensile ambientalista La Voce del Lago. Gestisce il sito www.ecolagodibracciano.it e dirige il mensile Gente di Bracciano. È presidente dal 1992 dell’Associazione Culturale Sabate - Museo Storico della Civiltà Contadina e della Cultura Popolare “Augusto Montori” a Anguillara e, dal 2017, del Comitato Difesa Bacino Lacuale Bracciano-Martignano.

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