THE CHRISTMAS SHOW

THE CHRISTMAS SHOW

The Christmas Show prova a introdurre la stagione più magica dell’anno al cinema, ma il risultato è deludente. La storia, infatti, non riesce a muoversi agilmente tra i toni della commedia e quelli più sognanti del Christmas movie, consegnando un prodotto ibrido e dalla fattura approssimativa.

C'era una volta il Natale

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Avevamo veramente bisogno di un film a tema natalizio che, oltretutto, riprendesse le tematiche televisive del reality? Ovviamente no. Da qualche anno siamo riusciti a disfarci dell’appuntamento inesorabile con il cinepanettone ma, a quanto pare, questo vuoto doveva essere riempito da una pellicola che, pur viaggiando sempre sul buon gusto espressivo, non brilla certo per una buona realizzazione. The Christmas Show, diretto da Alberto Ferrari e interpretato da Serena Autieri, Raoul Bova, Francesco Pannofino, Tullio Solenghi e Ornella Muti, cerca di portare sul grande schermo un’ironia gentile, sicuramente misurata ma, al tempo stesso, “dimentica” di strutturare un’architettura narrativa che sia vagamente efficace. Alla base di tutto c’è la magia natalizia che, almeno in questo caso, ha perso tutto il suo potere per essere stemperata in una sorta di favola senza tempo che, a sua volta, proprio non riesce a incantare.

In sostanza, dunque, ci troviamo di fronte a una storia che, pur mettendo in chiaro la leggerezza di base e gli intenti lievi, allo stesso tempo non riesce a regalare una piccola vicenda con dei tempi comici ben riusciti o quella zuccherosa atmosfera che riesce così bene ai film americani. Al centro della vicenda c’è Sofia, una donna multitasking come molte. È un chirurgo di talento, mamma di due figli e vedova da cinque anni. Suo marito, infatti, è morto in un incidente aereo.

Dall’altra parte della strada un uomo bruno e affascinante la guarda affrontare le sue giornate sempre all’insegna della confusione. Seduto alla sua scrivania, scrive storie dal contenuto non ben precisato anche se dal tono sentimentale, osservato da Parsifal, il suo paziente cane. Per entrambi il Natale è una questione spinosa, visto che proprio in questo periodo dell’anno sono rimasti da soli. Quest’anno, però, sembra che la vita abbia in serbo per loro delle sorprese. Alice, la figlia adolescente di Sofia, decide di candidare la sua famiglia per il reality The Christmas Show. A concorrere sono sette membri della famiglia, tra cui la nonna materna Rita, il nonno paterno Angelo e due spasimanti d’eccezione per la padrona di casa: il capo di Sofia, innamorato di lei, e Pierre, l’uomo che la osserva da lontano. Chi sceglierà tra i due?

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The Christmas Show, Raoul Bova e Serena Autieri in una sequenza
The Christmas Show, Raoul Bova e Serena Autieri in una sequenza del film

Solitamente quando s’inizia un percorso di scrittura importante come un romanzo o una sceneggiatura il consiglio più prezioso è di non allontanarsi mai da ciò che si conosce bene. Oltre a essere una sorta di rete di sicurezza, garantisce concretezza e un forte senso di realismo alle parole utilizzate e, soprattutto alle situazioni descritte. Al contrario, quando ci si addentra in atmosfere o in architetture sconosciute, il rischio è di perdere la strada ancor prima d’iniziare.

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Esattamente quello che è accaduto con The Christmas Show che, pur non pretendendo di diventare un cult, comunque disattende completamente le caratteristiche del genere. Alla base di questo risultato deludente c’è soprattutto una mancanza di confidenza con un linguaggio che appartiene storicamente alla cinematografia americana. Realizzare un film di Natale che, al tempo stesso, riesca a far dialogare la leggerezza della tematica con un cuore sentimentale e un tocco di magia, non è assolutamente semplice. Che si apprezzi o meno il genere, infatti, questo richiede una conoscenza delle regole e, soprattutto un’attitudine che nasce dal mestiere. Tutto questo per dire che ci si è addentrati in un terreno misterioso, ricco d’insidie e tranelli in cui si è caduti senza possibilità di fare altrimenti.

Come abbiamo già messo in evidenza, la sceneggiatura rappresenta il vero problema di un racconto che mette la parola al primo posto. Passando oltre l’uso eccessivo del voice over, scusando l’escamotage dello “spiegone” iniziale, per non parlare di quel costante tono da “c’era una volta”, l’utilizzo del linguaggio vira verso un uso stucchevole e prevedibile. Uniche punte di comicità pura e sottilmente caustica si devono alla presenza di Tullio Solenghi, nei panni di un nonno rivoluzionario, e di Alice Andrea Ferrari, dotata di buoni tempi comici. Tutto il resto del cast, invece, si è lasciato completamente travolgere da un’onda di buoni sentimenti che si traduce in una storia che non riesce a far sognare né a divertire.

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The Christmas Show, una sorridente Ornella Muti in un momento
The Christmas Show, una sorridente Ornella Muti in un momento del film

È un dato di fatto che il cinema tragga ispirazione dalla realtà e, soprattutto, dai cambiamenti cultural/sociali. Non stupisce, dunque, che il concetto di reality e la sua struttura narrativa entri all’interno di una sceneggiatura cinematografica. Ciò che lascia interdetti è il modo in cui questo viene fatto. Anche in questo caso, infatti, appare un’evidente scarsa conoscenza dell’oggetto trattato. Quello che viene messo in scena sul grande schermo, infatti, è essenzialmente la riproduzione della superficie del meccanismo che qualsiasi spettatore ha la possibilità di vedere e conoscere.

Anche in questo caso, dunque, in The Christmas Show si è scelto intenzionalmente di addentrarsi in un territorio che non si conosce, le cui regole interne possono essere solo immaginate. Il risultato è lo scimmiottamento del prodotto televisivo che, già tacciato di trash, in questa trasposizione risulta ancora più basico. A peggiorare la situazione, la presenza di una conduttrice in perenne crisi di nervi e di un autore fintamente senza scrupoli. Un elemento, questo, che si trova lontano anni luce dalla realtà dei fatti e che si piega alla logica dei buoni sentimenti natalizi. Certo, se tutto questo avesse avuto, anche solo vagamente, una motivazione legata alla satira di costume, avrebbe avuto un senso. Ma, purtroppo, non è così.

The Christmas Show, la locandina del film

Scheda

Titolo originale: The Christmas Show
Regia: Alberto Ferrari
Paese/anno: Italia / 2022
Durata: 106’
Genere: Commedia
Cast: Alice Andrea Ferrari, Gianni Franco, Giulio Nunziante Cesaro, Nicolo Bertonelli, Francesca Giovannetti, Jerry Mastrodomenico, Ferdinando Ciaccia, Ornella Muti, Adriano Occulto, Raoul Bova, Valentina Illuminati, Serena Autieri, Emanuele Pacca, Tullio Solenghi, Daniele Foresi, Francesca Della Ragione, Francesco Pannofino, Cristiano Piacenti
Sceneggiatura: Michele Belsanti, Cristiano Malacrino, Alessandra Piccinni, Alberto Ferrari
Fotografia: Gino Sgreva
Montaggio: Pietro Morana
Musiche: Flavio Premoli
Produttore: Pier Paolo Piastra, Monica Pedrazzini
Casa di Produzione: Viva Productions
Distribuzione: Viva Productions

Data di uscita: 17/11/2022

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Tiziana Morganti
Fin da bambina, ho sempre desiderato raccontare storie. Ed eccomi qui, dopo un po’ di tempo, a fare proprio quello che desideravo, narrando o reinterpretando il mondo immaginato da altri. Da quando ho iniziato a occuparmi di giornalismo, ho capito che la lieve profondità del cinema era il mio luogo naturale. E non poteva essere altrimenti, visto che, grazie a mia madre, sono cresciuta a pane, musical, suspense di Hitchcock, animazioni Disney e le galassie lontane lontane di Star Wars; e un ruolo importante l’ha avuto anche il romanticismo di Truffaut. Nel tempo sono diventata giornalista pubblicista; da Radio Incontro e il giornale locale La voce di Roma, passando per altri magazine cinematografici come Movieplayer e il blog al femminile Smackonline, ho capito che ciò che conta è avere una struggente passione per questo lavoro. D’altronde, viste le difficoltà e le frustrazioni che spesso s’incontrano, serve un grande amore per continuare.

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