THE ANIMAL KINGDOM

THE ANIMAL KINGDOM

The Animal Kingdom si muove sull’orlo dell’inquietudine e del senso dell’ignoto generati da un suggestivo spillover (salto di specie), già noto alle cronache della pandemia Covid che ci ha colpiti tutti, e qui notevolmente enfatizzato con una forte eco sci-fi, tendente all’horror pur senza esserlo nella sostanza. Il secondo lungometraggio di Thomas Cailley si rivela un buon film di genere, che avrebbe potuto osare di più, sia sul piano relazionale e drammatico, che su quello dello script.

Spillover

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Questa seconda prova di Thomas Cailley – già passata a Cannes – pone il regista su un piano molto interessante: The Animal Kingdom prende a prestito le inquietudini e le angosce nate negli scienziati per il “salto di specie” (spillover) generatosi con la pandemia da SARS-CoV-2 e le amplifica con un tono marcatamente fantascientifico che, tuttavia, sa ammiccare anche al genere horror.

Il limite tra reale e sci-fi

The Animal Kingdom, Paul Kircher durante una sequenza del film
The Animal Kingdom, Paul Kircher con Romain Duris durante una sequenza del film

Come ogni film di fantascienza ben riuscito, il segreto sta nel saper pescare dal reale: in questo Cailley è bravissimo. Se, infatti, il cinema ha già preso a prestito in numerosi lavori le suggestioni nate dalla pandemia e dalla crisi climatica (si veda su tutti Don’t Look Up) in pochi si erano soffermati in maniera così dettagliata sul meccanismo biologico che ha scatenato la recente pandemia, ovvero lo spillover. Si è fantasticato tanto sulle cause del salto di specie che ha portato alla pandemia, scatenando il passaggio del virus dalle specie animali all’uomo, ma questo resta un capitolo su cui c’è ancora molto da scoprire e da studiare: è proprio il “senso dell’ignoto” e del “non sapere” cosa stia accadendo, infatti, il sentimento al centro di questo The Animal Kingdom.

Di mutazioni e pandemie

The Animal Kingdom, Romain Duris e Paul Kircher in una scena del film
The Animal Kingdom, Romain Duris e Paul Kircher in una scena del film

A partire dall’incipit del film – in cui lo spettatore apprende che i due protagonisti François (Romain Duris) ed Emile (Paul Kircher ) sono alle prese con la progressiva trasformazione della rispettiva moglie e madre in “animale” – fino al momento del confronto con una realtà che sta coinvolgendo tutti in modalità pandemica, il senso di inquietudine continuerà ad oscillare tra l’angoscia per qualcosa che non si controlla (e non si padroneggia) e il piacevole stupore verso la bellezza dell’ignoto e del selvaggio.

Il fascino dell’ignoto

The Animal Kingdom, Romain Duris in una scena del film
The Animal Kingdom, Adèle Exarchopoulos e Romain Duris in una scena del film

In questo senso, l’impotenza nel gestire la situazione sia da parte del personale medico, che della polizia e dell’esercito è sempre ben rappresentata (anche qui, pescando dalle recenti cronache pandemiche): Cailley non giudica, ma raffigura una realtà in continuo divenire, con le luci e le ombre del caso e con un cast che sa dare sempre un’ottima prova attoriale (oltre ai due protagonisti ricordiamo la brava Adèle Exarchopoulos nei panni del sergente Julia).

Il cast, che risulta essere uno dei punti cardine del lungometraggio, avrebbe potuto esser sfruttato maggiormente attraverso l’approfondimento delle dinamiche relazionali tra Julia e François da un lato e di quelle tra Emile e la sua amica Nina dall’altro. In un lavoro sci-fi in cui la componente emotiva gioca un ruolo centrale, il mancato approfondimento di aspetti soltanto tratteggiati lascia un qualcosa da colmare. Discorso analogo per quanto riguarda la sceneggiatura: ottima nell’incipit del lavoro e nella parte centrale dello sviluppo del tema, tende poi a diventare statica, come a non voler azzardare troppo.

Thoms Cailley dimostra di saper fare sci-fi in maniera non banale, oltre a saper gestire un ottimo cast; resta in The Animal Kingdom un sapore di non detto per un lavoro con grande potenziale, che avrebbe potuto dare ancora di più.

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Locandina

The Animal Kingdom, la locandina italiana del film

Gallery

Scheda

Titolo originale: Le règne animal
Regia: Thomas Cailley
Paese/anno: Francia, Belgio / 2023
Durata: 128’
Genere: Horror, Drammatico, Avventura, Fantascienza
Cast: Adèle Exarchopoulos, Saadia Bentaïeb, Romain Duris, Tom Rivoire, Anwar El Kadi, Billie Blain, Florence Deretz, Francois-Xavier Raffier, Gabriel Caballero, Iliana Khelifa, Jean Boronat, Louise Lehry, Maëlle Benkimoun, Nathalie Richard, Nicolas Avinée, Paul Kircher, Paul Muguruza, Sébastien Boissavit, Tom Mercier, Xavier Aubert
Sceneggiatura: Thomas Cailley, Pauline Munier
Fotografia: David Cailley
Montaggio: Lilian Corbeille
Musiche: Andrea Laszlo De Simone
Produttore: Pierre Guyard, Christophe Rossignon, Philip Boëffard
Casa di Produzione: France Télévisions, Shelter Prod, Palatine Étoile 20, Cinécap 6, Canal+, Taxshelter. be, Indéfilms 11, Ciné+, Nord-Ouest Films, France 2 Cinéma, Centre National du Cinéma et de L’image Animée (CNC), StudioCanal, Cinémage 17, Artémis Productions, Cinéaxe 4, Entourage Sofica
Distribuzione: I Wonder Pictures

Data di uscita: 13/06/2024

Trailer

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Appassionata di filosofia con un’attenzione particolare rivolta alla storia delle religioni, all’antropologia e alla diverse forme d’arte, si è specializzata in pratiche filosofiche nel 2018, presso la SUCF di Roma. Come giornalista si occupa di cultura, cinema, politica e attualità.

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