TESTA O CROCE?

TESTA O CROCE?

Alessio Rigo De Righi e Matteo Zoppis si cimentano con Testa o croce? in un western all’italiana, che sembra fare eco al bellissimo The Dead Don’t Hurt – I morti non soffrono di Viggo Mortensen. Tuttavia, a differenza dei recenti lavori di Mortensen e Costner sulla rivisitazione del genere western, il lavoro sperimentale del duo italiano si perde dopo i primi passi di un incipit interessante.

Storytelling e femminismo di maniera

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Quello dei due registi italiani Alessio Rigo De Righi e Matteo Zoppis è un western all’italiana, nonostante sembri voler ricalcare tematiche e protagonisti del bellissimo The Dead Don’t Hurt – I morti non soffrono di Viggo Mortensen (2023).

Nella trama di questo Testa o croce? siamo nell’Italia dell’inizio del XX secolo, nel mezzo di una improvvisata sfida tra i cowboy del Buffalo Bill Show guidati dall’omonimo personaggio (un ottimo John C. Reilly) e i butteri di Latina del comandante locale Rupè (Mirko Artuso).

Il buttero che dovrebbe perdere, Santino (Alessandro Borghi), vince spudoratamente e facilmente: da quel momento tutto cambia improvvisamente, in un meccanismo narrativo un po’ forzato.

La moglie del comandante, Rosa (Nadia Tereszkiewicz) spara al consorte dopo esser stata brutalmente insultata per una banale gelosia e così il buttero e la giovane vedova intraprenderanno la loro lunga fuga tra le campagne laziali e toscane.

La fuga dalla società

Testa o croce?, Alessandro Borghi e Nadia Tereszkiewicz in una sequenza del film
Testa o croce?, Alessandro Borghi e Nadia Tereszkiewicz in una sequenza del film

Nella fuga, i due incontreranno naturalmente altri personaggi sui quali qui non ci soffermeremo (non volendo svelare troppo), ma alla base del nucleo narrativo e tematico vi sarà indubbiamente il desiderio di riscatto di entrambi i protagonisti – percepiti come talentuosi emarginati da sé stessi e dagli altri. Più che una prospettiva sociale, in Testa o croce?, vi è quella della messa in evidenza della macchina retorica borghese e dello storytelling ufficiale, che sembra sempre sovrastare la realtà dei fatti, manipolandola e sovvertendola.

Storytelling e manipolazione della realtà

Testa o croce?, John C. Reilly in un momento del film
Testa o croce?, John C. Reilly in un momento del film

Nel corso del film, quella stessa manipolazione della realtà, così avversata inizialmente dai due protagonisti, verrà da loro fatta propria per sopravvivere. Testa o croce? ha probabilmente anche l’aspirazione a riprendere le tematiche della violenza di genere e del femminismo, che erano state trattate magistralmente da Mortensen nel suo western contemporaneo.

In questo tentativo di fornire una descrizione e una voce alle donne, a nostro avviso, i due registi falliscono; troppo stereotipata l’immagine di Rosa, come pure quella del marito violento – tratteggiato velocemente e frettolosamente.

Al carismatico Santino/Alessandro Borghi, spetta sicuramente un ruolo secondario rispetto a Rosa/Nadia Tereszkiewicz; probabilmente il primato dato a Rosa nella narrazione e nella statura morale nasce dall’intento di voler decostruire dall’interno un genere di suo molto maschile. Come accennavamo, però, a differenza dell’egregio lavoro di Mortensen, questo Testa o croce? fatica a trovare una propria autonomia e sostanza.

Un connubio mancato

Testa o croce?, Nadia Tereszkiewicz in una scena del film
Testa o croce?, Nadia Tereszkiewicz in una scena del film

In questi ultimi anni abbiamo assistito al parziale riemergere del cinema di genere italiano grazie a lavori quali quelli dei Manetti Bros., di Gabriele Mainetti (ricordiamo soprattutto il recente La città proibita), del meno conosciuto – ma ottimo – Antonio Pisu (Nina dei Lupi) e di una piccola ma promettente casa di produzione come la Brandon Box; per quanto riguarda il genere del western – riemerso dalle ceneri oltreoceano grazie a Costner e Mortensen – una rilettura e riattualizzazione apparrebbe sicuramente proficua. Ad ogni modo, Testa o croce? non mantiene l’iniziale promessa, e si ferma al di qua di una sperimentazione coraggiosa, che possa guardare al genere in senso davvero autoriale.

Va comunque riconosciuto al film un buon lavoro sulle premesse, così come sulla fotografia e la scenografia, nonché sulla scelta di un cast internazionale (italiano, europeo e americano), dove però si evidenzia una differenza tra diversi interpreti.

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Locandina

Testa o croce?, la locandina del film

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Scheda

Titolo originale: Testa o croce?
Regia: Matteo Zoppis, Alessio Rigo de Righi
Paese/anno: Stati Uniti, Italia / 2025
Durata: 113’
Genere: Drammatico, Western
Cast: Alessandro Borghi, John C. Reilly, Nadia Tereszkiewicz, Peter Lanzani, Gianni Garko, Gabriele Silli, Mirko Artuso
Sceneggiatura: Matteo Zoppis, Carlo Salsa, Alessio Rigo de Righi
Fotografia: Simone D’Arcangelo
Montaggio: Jacopo Ramella Pajrin, Andrés Pepe Estrada
Musiche: Vittorio Giampietro
Produttore: Agustina Costa Varsi, Alex C. Lo, Stefano Centini, Filippo Montalto, Tommaso Bertani, Massimiliano Navarra, Olivia Musini
Casa di Produzione: Ring Film, Cinema Inutile, Andromeda, Volos Films, Rai Cinema, Cinemaundici
Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 02/10/2025

Trailer

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Appassionata di filosofia con un’attenzione particolare rivolta alla storia delle religioni, all’antropologia e alla diverse forme d’arte, si è specializzata in pratiche filosofiche nel 2018, presso la SUCF di Roma. Come giornalista si occupa di cultura, cinema, politica e attualità.

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