TOGETHER

TOGETHER

Body horror teso apparentemente a ripercorrere stilemi cronenberghiani (ma anche l’influenza “autoriale” di Ari Aster si fa sentire), Together stupisce per il mood quasi giocoso del racconto, radiografia spietata e trasparente del rapporto di coppia in chiave orrorifica. Gli sviluppi sono tutt’altro che imprevedibili, ma il modo in cui l’esordiente australiano Michael Shanks vi giunge è sicuramente degno di nota.

La (doppia) nuova carne

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Si è detto da più parti che questo 2025 finora è stato, ed è, l’anno dell’horror. Al di là della vitalità, in realtà mai del tutto sopita, di un genere che si muove costantemente tra il mainstream e l’undeground più puro, è un dato di fatto che gli esempi del genere che hanno ricevuto una notevole visibilità, in questi ultimi mesi, sono stati vari: ai nuovi episodi di vecchi franchise (So cosa hai fatto, The Conjuring – Il rito finale) si sono aggiunti esperimenti da parte di cineasti solitamente lontani dalle atmosfere del genere (Presence, per la regia di Steven Soderbergh) oltre alle conferme – pur coi dovuti distinguo – di nuovi autori arrivati alla “prova del nove” dell’opera seconda: ci riferiamo ovviamente, in quest’ultimo caso, a Weapons, diretto da Zach Cregger, e a Bring Her Back – Torna da me, seconda regia dei talentuosi fratelli australiani Danny e Michael Philippou. Ed è proprio nel solco di questi ultimi – non solo per la comune provenienza geografica – che si muove quest’esordio nel lungometraggio di Michael Shanks (nessuna parentela con l’omonimo attore canadese): un body horror che dichiara fin da subito i suoi punti di riferimento, tanto estetici quanto narrativi, ma che riesce con una certa arguzia a portare la storia su binari non del tutto prevedibili, in particolare quanto ad atmosfere evocate. Se gli sviluppi narrativi di Together, infatti, sono in fondo facilmente immaginabili – sia in virtù del poster che ritrae i due protagonisti, Dave Franco e Alison Brie, vittime di una mutazione abbastanza inequivocabile, sia per un plot che fin da subito svela le sue carte – meno prevedibile è il tono che il giovane regista sceglie di dare alla narrazione. Un tono che porta lo spunto cronenberghiano di partenza verso un mood grottesco sempre più spinto, fino a invadere i territori della commedia, e persino della love story propriamente detta. Un’ottica tutt’altro che banale attraverso la quale maneggiare un filone in fondo non propriamente innovativo.

Un’oscura grotta dei desideri

Together, Dave Franco e Alison Brie in un momento del film
Together, Dave Franco e Alison Brie in un momento del film

Al centro della trama, la coppia composta da Millie Wilson e Tim Brassington (rispettivamente Brie e Franco, realmente sposati) che decide di trasferirsi in un’isolata casa di campagna, vicino a una cittadina in cui lei ha appena ottenuto un posto da insegnante. La coppia, col trasferimento, spera di ritrovare l’intimità perduta, specie dopo che Tim – aspirante musicista finora poco fortunato – si è fatto emotivamente distante a seguito della scomparsa dei suoi genitori. Poco dopo il trasferimento, i due fanno un’escursione nei boschi circostanti la tenuta, durante la quale cadono incidentalmente in una buca non segnalata, che scoprono affacciarsi su una grotta sotterranea. La disavventura, conclusasi in apparenza felicemente qualche ora dopo, sembra in effetti rinsaldare la loro unione… in un modo che tuttavia loro stessi non avrebbero mai previsto. Un modo più terrificante che romantico.

Non è la storia, ma colui che la racconta

Together, Dave Franco e Alison Brie in una spaventosa scena del film
Together, Dave Franco e Alison Brie in una spaventosa scena del film

Anche se ci siamo volutamente tenuti sul vago, nel descrivere il plot di questo Together, il suo motivo portante – la mutazione, e la conseguente fusione corporea – è, come dicevamo in apertura, del tutto trasparente. Così come trasparente è l’elemento fisico che scatena quest’ultima – che invece non abbiamo menzionato – nonché le sue implicazioni tematiche (il rapporto di coppia, la co-dipendenza affettiva evocata in forma allegorica). In effetti, il film di Michael Shanks sembra fin da subito ricollegarsi a quel recente filone di elevated horror (prendiamo pure per buona questa classificazione, un po’ semplificatoria) che ha nei film di Ari Aster uno dei suoi più significativi rappresentanti. E di fatto, l’inizio del film di Shanks ha diversi punti di contatto col secondo lavoro di Aster (non a caso citato dal regista tra i suoi punti di riferimento cinematografici), Midsommar – Il villaggio dei dannati: una parentela che rinveniamo sia nella comune, dichiarata voglia di esplorare il rapporto sentimentale e i suoi elementi problematici, sia nel traumatico lutto che condiziona pesantemente la psiche di uno dei protagonisti. Il tema del lutto e della sua (non) elaborazione – qui rappresentata con incubi e visioni spesso molto d’effetto – sembra in effetti essere un leit motiv in molto cinema di genere recente: gli stessi, già citati fratelli Philippou ne hanno fatto un elemento portante nell’impalcatura narrativa di entrambi i loro lavori. Tuttavia, anche rispetto a questo elemento, la sceneggiatura di Together evita di calcare la mano, tenendo dritta la barra di un racconto che stupisce più per il modo in cui viene narrato che per ciò che effettivamente narra. Insomma, rovesciando la frase che Stephen King usò come elemento metanarrativo portante per un suo vecchio racconto, in questo caso “non è la storia, ma colui che la racconta”.

Materialità lieve

Together, Alison Brie e Dave Franco in una scena del film
Together, Alison Brie e Dave Franco in una scena del film

E Michael Shanks, bisogna dirlo, si districa decisamente bene in questo racconto che vuol farsi fin da subito allegoria orrorifica sulla coppia, metafora trasparente di una degenerazione affettiva che cronenberghianamente – con effetti di make-up che rimandano in modo esplicito anche a classici come La cosa di John Carpenter e Society – The Horror di Brian Yuzna – diventa inesorabilmente mutazione fisica. Il regista vola decisamente alto coi riferimenti letterari (viene citato il Simposio di Platone, in particolare nel mito di Aristofane sull’origine dell’essere umano come creatura doppia, poi separata dall’ira di Zeus), attraversa la psicoanalisi lambendo tanto Freud e Jung quanto Lacan, problematizza le sue conclusioni nel segno dell’ambiguità. Eppure, il tono di Together s’incanala progressivamente verso un grottesco più che mai consapevole, fino a sfociare nella vera e propria black comedy della parte conclusiva. In tutto questo, lo sguardo del regista coglie bene le idiosincrasie e le dinamiche degenerative che invadono lo spazio comunicativo – prima ancora di quello fisico – tra i due protagonisti, sempre più (dolorosamente) sopra le righe man mano che la narrazione va avanti. Così, mentre la pesantezza dei corpi – nella loro mutazione e progressiva evoluzione – si fa sempre più tangibile, il tono del racconto diventa paradossalmente più lieve, lasciando chi guarda con un senso di straniamento – a sua volta fortemente disturbante – che viene sottolineato anche dall’ultimissima sequenza. A Platone e alla psicoanalisi si sostituiscono le Spice Girls di 2 Become 1, e la virata pop per una volta trova una sua precisa funzionalità narrativa. La “nuova carne”, stavolta, ha davvero poco a che fare con quella vecchia.

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Locandina

Together, la locandina italiana del film

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Scheda

Titolo originale: Together
Regia: Michael Shanks
Paese/anno: Stati Uniti, Australia / 2025
Durata: 102’
Genere: Horror
Cast: Dave Franco, Alison Brie, Damon Herriman, Aljin Abella, Charlie Lees, Ellora Iris, Flynn Wandin, Francesca Waters, Jack Kenny, Karl Richmond, MJ Dorning, Mark Robinson, Melanie Beddie, Mia Morrissey, Michael Shanks, Nancy Finn, Rob Brown, Sarah Lang, Sunny S. Walia, Tom Considine
Sceneggiatura: Michael Shanks
Fotografia: Germain McMicking
Montaggio: Sean Lahiff
Musiche: Cornel Wilczek
Produttore: Natalia Maymi, Julia Hammer, Alison Brie, Mike Cowap, Melissa Russo, Max Silva, Jenny Truong, Dave Franco, Tim Headington, Erik Feig, Andrew Mittman
Casa di Produzione: 1.21, Tango Entertainment (III), Princess Pictures, 30West, Picturestart
Distribuzione: I Wonder Pictures

Data di uscita: 01/10/2025

Trailer

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Giornalista, critico cinematografico, saggista. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it, Quinlan.it, Cineclandestino.it e Sul Palco. Dal 2018 al 2023 sono stato consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Ho partecipato ai volumi collettivi "Le forme della violenza. Cinema e dintorni" (Edizioni Efesto, 2018), "Almanacco TUPS. Nuovi disturbi autistici" (LEM Libraria, 2022) e "La triade dell'autismo. Etica, epistemologia, attivismo" (LEM Libraria, 2024). Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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