THE THINGS YOU KILL
The Things You Kill del regista turco Alireza Khatami ha il merito di declinare la violenza domestica e di genere in un’ottica maschile: vengono così a galla prospettive di una società patriarcale che spesso passano in secondo piano. Soprattutto, si vive la sofferenza di un uomo adulto di fronte alle violenze del padre sulla propria amata madre. Il lavoro di Khatami è stato premiato al Sundance Film Festival per la miglior regia e alla Festa del Cinema di Roma 2025 per la Miglior Sceneggiatura.
La spirale della violenza e lo sdoppiamento di personalità
The Things You Kill di Alireza Khatami è un film interessante sotto molti aspetti; i due premi vinti al Sundance Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma ne evidenziano alcuni, ovvero una regia notevole e una buona sceneggiatura, quest’ultima, a nostro parere, di minor valore rispetto alla regia di grande pregio.
Quello del regista turco Khatami è un lavoro eminentemente drammatico, con tinte noir e thriller. In realtà, anche se la spirale di violenza familiare è reale e concreta, a farla da padrone sarà il versante psicologico – strizzando l’occhio a un trend molto diffuso sia in ambito letterario che cinematografico.
L’effetto sorpresa

L’ultimo lavoro di Khatami sa soprattutto sorprendere lo spettatore, che all’inizio penserà di vedersi davanti una storia già conosciuta. E per certi versi lo è, una storia conosciuta. L’elemento di stupor, oltre al focus sul figlio maschio di una donna che ha vissuto una vita di violenze da parte del marito, sta nella scelta di calare l’elemento dello sdoppiamento di personalità nel film, in una dinamica che ricorda moltissimo il riuscito esperimento del Fight Club di David Fincher (1999).
La cultura non basta
Vediamo meglio la trama. Ali (Ekin Koç) è un intellettuale turco, sposato da qualche anno con una moglie che ama e tornato dagli Stati Uniti, probabilmente perché preoccupato per le sorti della madre, abbastanza malata e in balia del padre violento.
Ali non farà però in tempo a convincere la compagna Hazar (Hazar Ergüçlü) dell’idea di portare la propria madre a vivere con loro, che si paleserà l’ineluttabile, ossia la morte della donna a seguito dell’ennesimo maltrattamento.

A nulla erano valsi neanche i tentativi della sorella Nesrin, sempre rimasta nella città della madre e complice nel mantenere il silenzio/segreto sulle condotte violente del padre; stesso discorso per il cugino, che frequentava abitualmente la casa dei due coniugi.
Ali è perciò comprensibilmente devastato. È precisamente a questo punto della pellicola che quello che sembrava soltanto un usuale (seppur doloroso) dramma familiare si trasforma in un thriller psicologico dai contorni spaesanti.
Un thriller psicologico
Ed è proprio in questa trasformazione da dramma a thriller che si vede la bravura di regista e interpreti. Sarebbe forse banale definire quella di The Things You Kill come una storia di vendetta, ma nei fatti lo è. Si porta dietro il bagaglio del vissuto di un protagonista talmente traumatizzato da sdoppiarsi. La spirale del film alla fine si rivela senza speranza: la violenza ti viene a cercare, sembra dire il regista Khatami, e non puoi scappare – come se si fosse in un film horror, pur trattandosi di un dramma e, ancor più, di un thriller.
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Scheda
Titolo originale: The Things You Kill
Regia: Alireza Khatami
Paese/anno: Francia, Turchia, Canada, Polonia / 2025
Durata: 114’
Genere: Drammatico, Thriller
Cast: Aysen Sümercan, Doga Dortdogan, Ekin Koç, Ercan Kesal, Erkan Kolçak Köstendil, Güliz Sirinyan, Hazar Ergüçlü, Ipek Türktan, Onur Tanyeri, Selen Kurtaran, Serhat Nalbantoglu, Sertan Müsellim
Sceneggiatura: Alireza Khatami
Fotografia: Bartosz Swiniarski
Montaggio: Selda Taskin, Alireza Khatami
Produttore: Cenk Ünal Erzen, Alireza Khatami, Ekin Koç, Marta Gmosinska, Cyriac Auriol, Elisa Sepulveda Ruddof, Michael Solomon, Mariusz Wlodarski
Casa di Produzione: Band With Pictures, Fulgurance, DESMAR, Tell Tall Tale, Sineaktif, Remora Films, Lava Films

