SHELBY OAKS – IL COVO DEL MALE

SHELBY OAKS – IL COVO DEL MALE

Diretto da Chris Stuckmann, Shelby Oaks – Il covo del male si presenta come un’operazione alla Blair Witch Project, ma con la particolarità di contaminare il found footage con il cinema horror classico, con lo spettatore – in principio semplice voyeur di video inquietanti – che viene catapultato all’improvviso nella finzione filmica, strappandoci qualche brivido e un finale inatteso.

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Imprecisati anni Novanta. Riley Brennan, una giovane YouTuber che si diletta a girare video con un gruppo di appassionati del paranormale, i Paranormal Paranoids, va in visita alla cittadina fantasma di Shelby Oaks, Ohio, e lì scompare misteriosamente con tutta la squadra. Poco dopo verranno ritrovati i cadaveri dei compagni, ma lei è come svanita nel nulla; della ragazza restano soltanto alcuni brandelli di video girati quel giorno con le telecamere della troupe. Dodici anni dopo, Mia, la sorella di Riley, rinviene, in una circostanza a dir poco inquietante, una cassetta contenente gran parte del filmato di quel giorno maledetto e decide di indagare per ritrovare la ragazza.

Fantasmi, camicie a scacchi & Mike Flanagan

Shelby Oaks - Il covo del male, Sarah Durn in un'immagine del film
Shelby Oaks – Il covo del male, Sarah Durn in un’immagine del film

Dopo aver attinto a piene mani agli anni Ottanta, vampirizzando il mood patinato di quel decennio e il suo lato oscuro, dai ragazzini kinghiani di Stranger Things al body horror di The Substance, l’industria cinematografica decide ora di saccheggiare gli anni Novanta. E lo fa rivolgendosi a ciò che più di antitetico può esserci rispetto all’estetica plastificata degli Eighties, ovvero il found footage: riprese video traballanti e imperfette. Anche i protagonisti cambiano: non più i soliti preadolescenti carucci fotografati in quella zona d’ombra che è il passaggio all’età adulta, ma giovani adulti trasandati in camicia grunge, spesso e volentieri filmaker curiosi e temerari.

The Blair Witch Project docet, ovviamente: Chris Stuckmann, regista e sceneggiatore del film lo sa benissimo, anzi, per preparare l’uscita di Shelby Oaks, gira numerosi filmati dei Paranormal Paranoids e li carica in rete, con l’idea di diffondere la convinzione che la squadra di Youtuber del soprannaturale esista davvero e che potrebbe pure essere scomparsa.

Stuckmann è critico di cinema, ma soprattutto è un noto influencer americano e il suo carisma gli è valso una lauta raccolta di fondi su Kickstarter la quale gli ha permesso di realizzare il film. Shelby Oaks – Il covo del male deve i natali anche al plauso di un’autorità nel campo dell’horror come Mike Flanagan che, entusiasta del progetto, è il produttore esecutivo del film.

Il cast è poco noto, ma in parte. Riley Brennan (una credibile Sarah Durn) si impegna a fare la biondina con frangetta rock, occhioni sbarrati e camicia rigorosamente a scacchi, un quasi clone dell’Heather Donahue di Blair Witch, ma anche un po’ Laura Palmer; Mia, sorella di Riley (Camille Sullivan), comparsa finora in ruoli secondari (tra cui The Butterfly Effect, 2004) è convincente nei panni della protagonista che indaga. Una menzione per il marito Robert, interpretato da Brendan Sexton III, il mitico bulletto di Fuga dalla scuola media (1995) di Todd Solondz.

I segreti di Shelby Oaks

Shelby Oaks - Il covo del male, Camille Sullivan in una scena del film
Shelby Oaks – Il covo del male, Camille Sullivan in una scena del film

Shelby Oaks – Il covo del male si presenta come un’operazione alla Myrick e Sanchez, anche se – come si sa – la forza del taglio della tela di Fontana non sta tanto nella realizzazione dell’opera, ma nel fatto che l’artista sia stato il primo a pensarci, e di found footage dopo Blair Witch ne sono passati davvero tanti; inoltre, oggi gli spettatori sono più smaliziati e non credono a tutti i casi montati sul web. Ma, come accennato in precedenza, la pellicola è solo la prima di un revival di finti documentari horror anni Novanta: lo stesso Eli Roth a fine ottobre ha prodotto e presentato Dream Eater, la storia di una videomaker che riprende gli inquietanti disturbi del sonno del fidanzato durante la loro vacanza in una baita nel bosco.

Shelby Oaks – Il covo del maleha però una particolarità, ed è quella di contaminare il found footage con il cinema horror classico, e lo spettatore – in principio semplice voyeur di inquietanti video ritrovati – viene catapultato all’improvviso nella finzione filmica.

A quel punto, il focus della storia non è più quello di seguire il punto di vista della troupe vittima di fenomeni paranormali (che è la trovata di The Blair Witch Project), ma il pubblico si identifica con Mia, la sorella della ragazza scomparsa.

Sarà proprio lei a traghettarci attraverso le spettrali location della cittadina di Shelby Oaks, dal misterioso luna park al carcere abbandonato fin nel profondo del bosco, strappandoci qualche spavento e un finale inatteso.

Chris Stuckmannn infarcisce la pellicola di citazioni di classici del brivido: da Polanski a Lynch a Friedkin, senza contare i mille riferimenti a Myrick e Sanchez. Se da un lato tali omaggi sottraggono al film l’originalità che meriterebbe, dall’altro dimostrano la passione e l’affetto che l’autore nutre per il genere, e lo distinguono da tanti horror intellettuali o studiati a tavolino.

Attendiamo con curiosità e ottimismo la sua prossima prova.

Locandina

Shelby Oaks - Il covo del male, la locandina italiana del film
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Scheda

Titolo originale: Shelby Oaks
Regia: Chris Stuckmann
Paese/anno: Stati Uniti, Belgio / 2024
Durata: 91’
Genere: Horror
Cast: Keith David, Michael Beach, Brendan Sexton III, Charlie Talbert, Mason Heidger, Robin Bartlett, Sarah Durn, Anthony Baldasare, Ashleigh Snead, C.L. Simpson, Caisey Cole, Camille Sullivan, Dena Blizzard, Emily Bennett, Emma Wolfe, Eric Francis Melaragni, Fox Stuckmann, Grayson Stuckmann, Joe Quinn, Lauren Ashley Berry, Lina Edwards, Lori Palminteri, Mariah Burks, Rebecca DeMarco, Rob Grant, Sloane Burkett
Sceneggiatura: Chris Stuckmann
Fotografia: Andrew Scott Baird
Montaggio: Patrick Lawrence, Brett W. Bachman
Musiche: James Burkholder, The Newton Brothers
Produttore: Cameron Burns, Alex Euting, Jake Goldberger, Michael Dutzer, Nick Ford, Kristopher Federico, Fair, Aleksandr Fedorchuk, Garrett Dunne, Zachariah Hanson, Kyle McDonough, Candra Buchanan, Robert Crews, Joel Andrade-Sanchez, Derek J. Bauder, Everett Eran Baker, Hunter Barrow, Max DiBaise, Mohammad AlMagweshi, Paolo Colella, Héctor Valdez, Peter R. Tunkey, Nathan C. Westfall, William C. Woodford, Brian Huff, Matt Krocheski, James Jacobs, Kevin Lewis, Michael Morley, Géza C. Mórocz, Gordon Mak, Aaron B. Koontz
Casa di Produzione: Hlbrk Ent, Paper Street Pictures, Title Media, Intrepid Pictures
Distribuzione: Midnight Factory

Data di uscita: 19/11/2025

Trailer

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Scrittrice, cinefila, bibliofila. Sono laureata in psicologia delle comunicazioni di massa e autrice della Trilogia dei Colori (Tutto quel nero, Tutto quel rosso, Tutto quel blu, 2011-2014) edita dal Giallo Mondadori, a cui è seguito Tutto quel buio (Elliot, 2018); nei quattro romanzi della serie la giovane cinefila Susanna Marino va alla ricerca di misteriosi film realmente scomparsi. Ho inoltre tradotto diversi autori noir tra cui Jeffery Deaver e la saga di Dexter, da cui è stata tratta la serie tv omonima, e nel 1999 ho ricevuto il premio "Adelio Ferrero" per la Critica Cinematografica. Colleziono compulsivamente dvd, libri introvabili e locandine di cinema.

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