Udo Kier: addio all’attore icona di Andy Wahrol e Lars Von Trier

Udo Kier: addio all’attore icona di Andy Wahrol e Lars Von Trier

Udo Kier, noto attore tedesco protagonista di una fortunata carriera a Hollywood, si è spento domenica mattina a Palm Springs, in California, all’età di 81 anni.

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Addio a Udo Kier, attore icona del cinema tedesco, noto anche per aver intrapreso una fortunata carriera hollywoodiana, e per le collaborazioni con cineasti del calibro di Andy Wahrol e Lars Von Trier. L’attore si è spento nella mattinata di domenica 23 novembre all’età di 81 anni, nella clinica di Palm Springs, California, in cui era ricoverato. A dare l’annuncio della sua scomparsa è stato il suo partner, l’artista Delbert McBride.

Attore estremamente prolifico, capace di attraversare stagioni e cinematografie diverse, Udo Kier si era fatto notare già prima dell’incontro con Wahrol, con titoli come il dramma gotico La stagione dei sensi (1969) di Massimo Franciosa, co-sceneggiato da un giovane Dario Argento; lo stesso Argento che lo dirigerà poi in Suspiria (1977) dove ha il ruolo, piccolo ma importante, dello psicologo possibilista sull’esistenza del paranormale, il dottor Frank Mandel.

Nel frattempo, c’era stato l’incontro con Andy Wahrol e la partecipazione a due cult movie horror/pop come Il mostro è in tavola… barone Frankenstein (1973) e Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete!!! (1974), entrambi prodotti da Wahrol e co-diretti da Paul Morrissey e Antonio Margheriti: qui, Kier aveva offerto l’immagine di un vampiro malinconico, insieme fragile e feroce, lirica e sghemba icona di eros e morte.

Un altro incontro fondamentale per Udo Kier fu quello con Rainer Werner Fassbinder, forse il regista che lo seppe meglio valorizzare con i glaciali ritratti che gli permise di offrire in titoli come La moglie del capostazione (1977), La terza generazione (1979) e Lili Marleen (1980).

Una valorizzazione che, passando per Hollywood e per il ruolo di “mentore” dei giovani River Phoenix e Keanu Reeves in Belli e dannati (1991) di Gus Van Sant, lo portò a Lars Von Trier: Epidemic (1987), Europa (1991), Dogville (2003), Melancholia (2011), ma soprattutto il medico/demone (o forse demone medico) di nome Age Kruger in The Kingdom (1994, 1997 e 2022), serie che celebrava l’eccesso barocco e l’inquietudine di cui l’attore faceva farsi portatore.

L’ultima apparizione di Udo Kier è recentissima, datata 2025: lo spy-movie/thriller L’agente segreto, co-produzione tra Francia, Brasile, Paesi Bassi e Germania diretta da Kleber Mendonça Filho, premiata a Cannes per la miglior regia e il miglior attore protagonista, Wagner Moura: qui, Kier veste i panni di Hans, sopravvissuto dell’Olocausto ingiustamente perseguitato perché scambiato per un fuggitivo nazista. Una produzione importante, che sicuramente rende giustizia al calibro artistico e alla ricca carriera dell’attore scomparso.

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