IL RAPIMENTO DI ARABELLA

IL RAPIMENTO DI ARABELLA

Secondo lungometraggio per la regista Carolina Cavalli, Il rapimento di Arabella si muove tra introspezione psicologica ed un road movie atipico, in una spirale all’interno della quale non sempre le due prospettive convergono. Ciò che emerge è una solitudine transgenerazionale che parte dagli adulti per arrivare ai giovani e ai bambini: un ritratto psicologico e sociale straniante, a volte poco contestualizzato, altre slegato da riflessioni più ampie, che rischia di lasciare un buon lavoro sulla regia e la sceneggiatura in balìa di un dramma senza direzione precisa.

Una solitudine urlata

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Ci appare come un lavoro singolare e interessante questo secondo lungometraggio della regista Carolina Cavalli: ottimo nel regalarci interpretazioni di personaggi intensi e controversi, sembra come trattenersi nello stallo di cosa vorrebbe o dovrebbe essere; se, infatti, spesso i road movie sono e sono stati veicolo di tematiche esistenziali e introspettive (e non solo sinonimo di avventure e scorribande), Il rapimento di Arabella indugia sulla componente psicologica, che rischia di “divorare” il viaggio delle due protagoniste Holly (Benedetta Porcaroli) e Arabella (Lucrezia Guglielmino).

Holly e Arabella

Il rapimento di Arabella, Benedetta Porcaroli e Lucrezia Guglielmino in una sequenza del film
Il rapimento di Arabella, Benedetta Porcaroli e Lucrezia Guglielmino in una sequenza del film

In particolare l’incontro dei due personaggi, ossia la problematica Holly (ragazza di 28 anni rimasta senza una famiglia) e la piccola Arabella (figlia di uno scrittore solo e narcisista), è da subito posto sotto la lente del disturbo di personalità di Holly.

Problematicità questa che non sfugge neanche agli occhi attenti della piccola Arabella, che inizialmente, spinta dalla disperazione della sua vita angusta col padre scrittore (e fortemente narcisista), utilizza le vulnerabilità di Holly per convincerla a scappare insieme in macchina ed “andare via”.

È proprio questo a legare la giovane e la bambina: il desiderio di “andare via”. Ed è sempre questo il limite di Il rapimento di Arabella, che non precisa da chi e da cosa stiano fuggendo entrambe, né tantomeno cosa implichi il ritorno alla normalità dopo la parentesi di follia che le investe per numerosi giorni. La fuga, pertanto, rischia di rimanere un movimento drammatico di introspezione psicologica fine a sé stesso, poiché viene a mancare la cornice dell’esistenza di entrambe: sia quella che ne costituisce il moto da luogo, che quella – ancor più importante – di un “moto a luogo”. Così, il rischio è che entrambe le protagoniste appaiano allo spettatore come due eroine tragiche venute fuori dal nulla, per poi ripiombare nuovamente in un oblio fatto di vacuità e rassegnazione allo status quo.

Andare via

Il rapimento di Arabella, una scena del film
Il rapimento di Arabella, una scena del film

Pertanto quello che possiamo dire su un lavoro e su un film così controverso è, in primis, che il materiale non manchi, né dal punto di vista contenutistico, né da quello meramente tecnico e formale; tuttavia, in secundis, la bravura alla regia e nel montaggio, supportata da interpretazioni e personaggi intensi, non basta a soddisfare la domanda su una visione d’insieme più completa, chiara e articolata, che sembra lasciare il lavoro in balìa di una rappresentazione drammaturgica volta esclusivamente a un racconto delle emozioni fine a sé stesso.

Per quanto riguarda gli altri personaggi di questo Il rapimento di Arabella, il loro ruolo è per lo più di contorno, nonostante le interpretazioni di tutti risultino di alto livello. Il ruolo di poliziotti, conoscenti e familiari sembra unicamente quello di fare da “specchio” alla realtà di Holly e Arabella, impossibilitati come sono a intervenire o anche soltanto a comprendere ed alleviare le sofferenze delle nostre particolari eroine.

Locandina

Il rapimento di Arabella, la locandina ufficiale del film
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Scheda

Titolo originale: Il rapimento di Arabella
Regia: Carolina Cavalli
Paese/anno: Italia / 2025
Durata: 107’
Genere: Drammatico
Cast: Benedetta Porcaroli, Chris Pine, Marco Bonadei, Roberto Zibetti, Milutin Dapcevic, Monica Nappo, Boiken Kobbo, Clara Tramontano, Eva Robin’s, Giuseppe Messina, Livio Pacella, Lucrezia Guglielmino, Margareth Madè, Messua Mazzetto, Morgan Nonni, Roberta Da Soller, Stefano Gragnani
Sceneggiatura: Carolina Cavalli
Fotografia: Lorenzo Levrini
Montaggio: Babak Jalali
Musiche: Thomas Moked Blum
Produttore: Antonio Celsi, Annamaria Morelli
Casa di Produzione: Elsinore Film, The Apartment
Distribuzione: PiperFilm

Data di uscita: 04/12/2025

Trailer

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Appassionata di filosofia con un’attenzione particolare rivolta alla storia delle religioni, all’antropologia e alla diverse forme d’arte, si è specializzata in pratiche filosofiche nel 2018, presso la SUCF di Roma. Come giornalista si occupa di cultura, cinema, politica e attualità.

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