FIVE NIGHTS AT FREDDY’S 2

FIVE NIGHTS AT FREDDY’S 2

Sequel di un successo planetario già piuttosto incomprensibile (filiazione videoludica a parte) Five Night at Freddy’s 2 riesce a confermare, e se possibile peggiorare, tutte le caratteristiche che avevano già reso mediocre il suo predecessore: atmosfera carente e assenza di veri spaventi, psicologie rozzamente delineate, trama farraginosa che qui si fa ulteriormente, e inutilmente, cervellotica. E la promessa/minaccia di un’ulteriore prosecuzione della saga.

Il ritorno degli anim-atroci

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Tra i “fenomeni” commerciali che l’horror mainstream ha visto nascere nell’ultimo quindicennio, quello di Five Nights at Freddy’s è stato probabilmente il più difficile da comprendere. Il film del 2023 di Emma Tammi, trionfo immediato al box office americano (e non solo) al punto da convincere i produttori a mettere subito in cantiere un sequel, era l’adattamento di una saga di videogiochi effettivamente molto popolare, di cui riprendeva abbastanza fedelmente l’estetica e l’ambientazione; tuttavia, la filiazione videoludica – si è visto in tanti flop cinematografici recenti e meno recenti – non dovrebbe bastare da sola a decretare il successo di un film. Specie laddove quest’ultimo, come nel casto del primo capitolo in questione, mostri difetti tanto macroscopici a livello di scrittura, messa in scena e mood orrorifico più in generale, con l’aggravante ulteriore di una pressoché totale autocensura nelle scene potenzialmente più truculente. Premesse che, pur laddove non hanno impedito agli aficionados del Freddy’s di andare al cinema in massa per la prima parte delle avventure dei mortali animatroni, non autorizzavano esattamente grandi auspici per questo secondo episodio. E, purtroppo – complice anche la conferma pressoché totale del team del primo film, compresa la regista e il creatore del videogioco Scott Cawthon a scrivere la sceneggiatura – Five Night at Freddy’s 2 si è rivelato esattamente quello che ci si aspettava: un sequel scombinato e privo di appeal (con l’aggravante della sopravvenuta stanchezza della formula) di un prototipo già dimenticabile.

Rimettiamo insieme i pezzi… per quel che si può

Five Night at Freddy's 2, i protagonisti braccati in una scena
Five Night at Freddy’s 2, i protagonisti braccati in una scena

Abbiamo parlato di un sequel scombinato, presentando il plot di Five Night at Freddy’s 2, e il termine – per quanto forte – ci appare l’unico adeguato a districare il pasticcio che Scott Cawthon (qui neanche più coadiuvato dalla regista, in fase di scrittura) ha costruito come canovaccio per questo sequel: la premessa – ovvero l’esistenza, prima nascosta (?), di un “vecchio” locale di nome Freddy’s, in cui si era consumato il primo delitto del sadico William Afton – poteva anche funzionare, pur nella sua sostanziale pretestuosità; ma la farraginosità con cui la sceneggiatura gestisce questo evento nascosto (con l’introduzione di due nuovi villain, uno in forma di fantasma e uno in carne ed ossa) va da subito a peggiorare la tenuta di un racconto che, nelle sue linee principali, si limita a fare una replica sbiadita del primo film: solo che, stavolta, il personaggio tormentato dalle visioni e dai sensi di colpa per il passato – che lei stessa cerca di contrastare coi sogni lucidi, neanche si trattasse di un farmaco che si può prendere alla bisogna – è l’ex poliziotta Vanessa interpretata da Elizabeth Lail, figlia pentita dello spietato serial killer. A complicare le cose, un prologo ambientato nel 1982 di cui solo in seguito verrà svelato senso e collocazione, un setting familiare ancora abbastanza disastrato che vede riuniti il Mike interpretato da Josh Hutcherson e una sorellina Abby (di nuovo la giovane Piper Rubio) che ora sente la mancanza dei vecchi “amici”, un nuovo custode per il nuovo/vecchio Freddy’s (l’attore Freddy Carter) che fin dalla prima apparizione ha praticamente scritto in faccia il suo ruolo, e gli eventi del film precedente ormai assurti al rango di leggenda metropolitana, tale da fare da “perfetto” detonatore per la sua prosecuzione.

Fastidio, più che orrore

Five Night at Freddy's 2, un momento ad alta tensione del film
Five Nights at Freddy’s 2, un momento ad alta tensione del film

Non ci avventuriamo, qui, nel tentativo di fornire ulteriori dettagli sulla dinamica sovrannaturale che innesca gli eventi di Five Night at Freddy’s 2; ma questo non tanto perché il rischio dello spoiler è sempre dietro l’angolo, quanto perché il tutto è talmente fumoso e pretestuoso (compresi gli improbabili tentativi di mettere insieme tecnologia e sovrannaturale) da risultare a tratti incomprensibile, anche laddove si ricordi bene gli eventi il primo film. Se, da un lato, la scelta di concentrare il sovrannaturale su una singola presenza – eviteremo qui di rivelare quale – poteva funzionare in termini meramente orrorifici (se non fosse che la sua figura sembra un cosplay halloweeniano fatto con trucco e costumi di fortuna) la malcelata ambizione di andare a donare ulteriore “profondità” al personaggio di Vanessa, moltiplicando le rivelazioni e le sovrapposizioni con gli altri personaggi, denuncia da subito tutta la sua pretestuosità. Certe soluzioni narrative (il carillon come “antidoto” alla rabbia dello spirito) riescono poi talmente posticce da spingere alla risata malgrado tutto; mentre la scelta di ripercorrere, con una narrazione così (ulteriormente) appesantita, una linea narrativa sostanzialmente analoga a quella del film originale, finisce per ingenerare esasperazione e fastidio, più che positiva predisposizione alla sorpresa.

Una tripla minaccia

Five Night at Freddy's 2, Josh Hutcherson braccato da due terrificanti creature
Five Nights at Freddy’s 2, Josh Hutcherson braccato da tre terrificanti creature

In più, Five Night at Freddy’s 2 replica esattamente, in modo pressoché immutato, i tratti peculiari, in fatto di estetica e messa in scena, che avevano caratterizzato il suo predecessore: se anche stavolta la regia di Emma Tammi è goffa e incapace persino di piazzare i jumpscare nei punti giusti, se di nuovo il look degli animatroni non viene sfruttato se non in minima parte per ingenerare inquietudine (e la nuova “marionetta” somiglia a un Jigsaw un po’ troppo dimagrito), paradossalmente il film non riesce neanche a essere involontariamente divertente: complice la trama inutilmente cervellotica, complice la deliberata assenza di autoironia e la ribadita, quasi totale mancanza di sangue (una scelta che, per un horror con queste premesse, fa davvero tanta rabbia) l’ora e tre quarti circa di visione risulta, prima di ogni altra cosa, mortalmente noioso. Al punto che – consentiteci l’aneddoto personale – chi scrive stava già lasciando la sala all’inizio dei titoli di coda, ed è stato solo brevemente richiamato dalla proverbiale, immancabile sequenza mid-credits. La post-credits, come appreso poi, c’è effettivamente stata, anche se solo “audio”. Inutile, peraltro, perché la conclusione monca aveva già dato chiaramente a intendere l’intenzione di girare un terzo capitolo. Non uno, ma tre foschi presagi alla fine di un film (foschi nel vero senso della parola) sarebbero stati decisamente troppo.

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Locandina

Five Nights at Freddy's 2, la locandina italiana del film di Emma Tammi

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Scheda

Titolo originale: Five Nights at Freddy’s 2
Regia: Emma Tammi
Paese/anno: Stati Uniti / 2025
Durata: 106’
Genere: Horror
Cast: Josh Hutcherson, Grant Feely, Mckenna Grace, Elizabeth Lail, Freddy Carter, Han Soto, Matthew Lillard, Gavin Borders, Piper Rubio, Theodus Crane, Wayne Knight, David Andrew Calvillo, Miriam Spumpkin, Skeet Ulrich, Teo Briones
Sceneggiatura: Scott Cawthon
Fotografia: Lyn Moncrief
Montaggio: Timothy Alverson, Derek Larsen
Musiche: The Newton Brothers
Produttore: Jason Blum, Jon Romano, Scott Cawthon
Casa di Produzione: Universal Pictures, Blumhouse Productions, Mind Hive Films, Scott Cawthon Productions
Distribuzione: Universal Pictures

Data di uscita: 04/12/2025

Trailer

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Giornalista, critico cinematografico, saggista. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it, Quinlan.it, Cineclandestino.it e Sul Palco. Dal 2018 al 2023 sono stato consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Ho partecipato ai volumi collettivi "Le forme della violenza. Cinema e dintorni" (Edizioni Efesto, 2018), "Almanacco TUPS. Nuovi disturbi autistici" (LEM Libraria, 2022) e "La triade dell'autismo. Etica, epistemologia, attivismo" (LEM Libraria, 2024). Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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