ONIGOROSHI – DEMON CITY
di Seiji Tanaka

Nel catalogo Netflix approda questo revenge-action nipponico, adattamento live-action del manga Onigoroshi di Masamichi Kawabe. Onigoroshi – Demon City è un’opera che prende chiaramente spunto da due colossi del genere: da Kill Bill eredita l’impianto narrativo di base, mentre da John Wick mutua lo stile del percorso vendicativo, fatto di violenza chirurgica e determinazione assoluta. Ne nasce un film duro, diretto, a tratti eccessivo, che punta tutto sull’impatto visivo e sulla brutalità, sacrificando però buona parte della complessità e dell’approfondimento dei personaggi.
Mattanza a casa Sakata
Onigoroshi – Demon City si apre con la figura di Sakata, interpretato da un sorprendente Toma Ikuta, un killer professionista dalle capacità quasi leggendarie che decide di ritirarsi per dedicarsi alla famiglia. Un gesto che nei revenge-movie equivale spesso a un biglietto di sola andata per l’inferno. Infatti, la città è ormai dominata da una gang di Yakuza che utilizza inquietanti maschere da demone, e proprio questi criminali fanno irruzione nella sua abitazione. La moglie viene trucidata, così come Sakata e la sua bambina a cui viene sparato in testa. La loro tranquilla quotidianità si spezza per sempre. L’uomo finisce in coma per dodici lunghissimi anni. Quando finalmente si risveglia è ridotto a un rottame umano, incapace di muoversi o difendersi. Per i suoi nemici sarebbe solo questione di tempo, tanto che uno degli uomini mascherati si presenta in ospedale per eliminarlo definitivamente con un’iniezione mortale. Ma proprio in quell’istante Sakata recupera un barlume di coscienza e riesce, quasi per istinto primordiale, a ribaltare la situazione. La scena segna l’inizio della sua lenta ricostruzione: fisica, mentale, persino morale. Passo dopo passo, Sakata riconquista il controllo del corpo e della volontà, e imbocca la strada della vendetta più feroce. Durante il suo cammino scoprirà anche che la figlia, creduta morta, è in realtà sopravvissuta. Questo dettaglio porta un minimo di luce nella sua discesa agli inferi, dando al protagonista un motivo in più per andare fino in fondo.
Fin qui, la somiglianza con Kill Bill è evidente: tradimento, massacro familiare, risveglio traumatico, vendetta. Il film gioca volutamente con questi richiami, anche a rischio di risultare derivativo.
Da Kill Bill a John Wick: un film (o un manga) senza identità

Nella seconda metà, Onigoroshi – Demon City assume decisamente il ritmo e il linguaggio di un film alla John Wick: combattimenti coreografati, sparatorie serrate, ambienti che sembrano usciti da un noir ultraviolento. Sakata diventa una macchina da guerra silenziosa, guidata soltanto dalla rabbia e dal desiderio di chiudere i conti con il passato. Il problema è che questa combinazione di influenze forti – Tarantino da una parte, Stahelski dall’altra – finisce per schiacciare la personalità del film. La storia non riesce a emergere davvero come qualcosa di originale, e la sceneggiatura si affida troppo spesso a schemi e soluzioni già ampiamente viste nel genere. Anche i personaggi ne risentono: Sakata, pur essendo affascinante nella sua brutalità, resta una figura estremamente inespressa, priva di una vera evoluzione emotiva. Gli antagonisti, sebbene dotati di un’estetica potente (le maschere demoniache restano uno degli elementi più memorabili), rimangono piatti e privi di un background interessante. Di conseguenza, allo spettatore può risultare difficile creare un legame profondo con il protagonista o con le sue motivazioni: tutto scorre, tutto è efficiente, ma nulla tocca davvero nel profondo. In sintesi, l’anima del film sembra sempre oscillare tra imitazione e omaggio, senza trovare una direzione davvero personale. Ma non ha pretese, se non quella di intrattenerci per due ore.
Non tutti i mali vengono per nuocere

Nonostante questi limiti, il film possiede comunque un fascino tutto suo. La regia di Seiji Tanaka dimostra buona competenza nel costruire scene dinamiche e brutali, e sa sfruttare bene lo spazio in cui si muove il protagonista. Il ritmo è solido: quando parte l’azione, non ci sono freni né timori, e chi ama i revenge-action più sanguinosi troverà pane per i suoi denti. Il punto di forza principale resta la fisicità di Toma Ikuta. L’attore regge il film praticamente sulle proprie spalle, comunicando più con la postura, gli sguardi e i movimenti che con i dialoghi. La sua interpretazione fa percepire il dolore, la stanchezza, la furia repressa, rendendo il personaggio credibile anche laddove la sceneggiatura non lo sostiene abbastanza. Dal punto di vista visivo, alcune sequenze sono davvero d’impatto con combattimenti ravvicinati che non risparmiano nulla allo spettatore. La violenza è talvolta esagerata, ma rientra perfettamente nella tradizione del manga da cui il film proviene.
Per questo, Onigoroshi – Demon City può risultare gradevole per chi desidera semplicemente due ore di intrattenimento crudo e senza pretese, mentre deluderà chi cerca profondità psicologica, o semplicemente una struttura narrativa più ambiziosa.
Un film da una botta e via

Alla fine dei conti, Onigoroshi – Demon City è un film riuscito a metà. Da un lato offre scene spettacolari, una regia energica e un protagonista magnetico; dall’altro soffre di una forte dipendenza da modelli celebri e di una scrittura troppo superficiale per distinguersi davvero nel panorama contemporaneo. È un’opera che vive soprattutto del suo impatto violento: accoltellamenti, sparatorie, arti marziali, atmosfere cupe. Perfetta per un pubblico che vuole staccare il cervello e lasciarsi travolgere dall’adrenalina. Meno adatta a chi pretende una storia complessa, ricca di sfumature o capace di scavare nel trauma del protagonista con maggiore lucidità. Onigoroshi – Demon City è un revenge-action che non inventa nulla, ma che sa comunque intrattenere e colpire visivamente grazie a una messa in scena efficace. Buono per una visione, ma non lo rivedremmo.
Locandina

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Scheda
Titolo originale: Onigoroshi: Demon City
Regia: Seiji Tanaka
Paese/anno: Giappone / 2025
Durata: 106’
Genere: Azione, Poliziesco, Thriller, Fantastico
Cast: Tôma Ikuta, Ami Tôma, Mai Kiryû, Masahiro Higashide, Masanobu Takashima, Matsuya Onoe, Miou Tanaka, Naoto Takenaka, Takuma Otoo, Tarô Suruga
Sceneggiatura: Seiji Tanaka
Fotografia: Kohei Kato
Montaggio: Zensuke Hori
Musiche: Tomoyasu Hotei
Produttore: Takeshi Sawa, Yasuhiro Masaoka
Casa di Produzione: Amuse, Digital Frontier
Distribuzione: Netflix
Data di uscita: 27/2/2025
