Rob Reiner e sua moglie assassinati nella loro casa di Los Angeles
Il regista Rob Reiner e sua moglie Michele Singer sono stati trovati morti nella loro villa di Los Angeles, a quanto pare uccisi a coltellate. Cordoglio nel mondo del cinema e nella politica.
La notizia si è rapidamente diffusa nella mattinata di oggi, 15 dicembre 2025, rimbalzando dai media americani ai principali siti di informazione italiani: il regista e attore Rob Reiner, 78 anni, e sua moglie Michele Singer, 68, sono stati trovati morti nella loro villa di Los Angeles, a quanto pare a causa di un duplice omicidio.
Le lesioni sui corpi suggeriscono che sia stato usato un coltello come arma, e il fatto che nell’abitazione non siano stati trovati segni di effrazione ha fatto subito pensare al coinvolgimento di un familiare. Proprio a questo proposito, è stato a lungo interrogato il figlio dei due, Nick Reiner – 32 anni, a sua volta attore – inizialmente indicato come il principale sospettato; tuttavia, in una successiva conferenza stampa, il vicecapo della polizia di Los Angeles ha chiarito che al momento “nessuno è stato arrestato” e “nessuno è stato interrogato come sospettato”.
La notizia del duplice omicidio ha immediatamente provocato shock e cordoglio, sia dentro che fuori il mondo del cinema. L’attore James Woods, in un messaggio su X, ha ricordato il film la collaborazione lui e Rob Reiner nel film L’agguato – Ghosts from the Past, affermando di aver ottenuto il ruolo proprio grazie al regista, contro il parere dello studio, e ricordando l’amicizia e l’affetto reciproco tra i due. Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dalla politica, in particolare dall’ex presidente Barack Obama, dall’ex vicepresidente Kamala Harris e dall’ex speaker Nancy Pelosi, che hanno voluto anche ricordare l’impegno politico e civile che contraddistingueva Rob Reiner.
Nato il 6 marzo 1947 a New York, da una famiglia ebraica, figlio d’arte dell’attore e regista di fama internazionale Carl Reiner, Robert Norman Reiner si era avvicinato alla recitazione già da giovanissimo, interpretando vari ruoli in film televisivi, e facendosi conoscere nel 1971 grazie alla parte di Michael Stivic nella serie Arcibaldo: in quell’occasione riceve i suoi primi due Emmy Award.
L’esordio dietro la macchina da presa arriverà nel 1984 con This is Spinal Tap, mockumentary musicale presto diventato cult; nel 1986 l’incontro con la narrativa di Stephen King nel coming of age Stand by Me – Ricordo di un’estate, a tutt’oggi considerato un classico, nonché uno dei migliori adattamenti di sempre di una storia dello scrittore. Un felice incontro che si rinnoverà quattro anni più tardi col thriller Misery non deve morire, con protagonisti James Caan e Kathy Bates.
Il cult movie forse più noto, a livello internazionale, diretto da Rob Reiner, è tuttavia datato 1989: la commedia romantica Harry, ti presento Sally, vera pietra miliare del genere e del cinema anni ‘80, con protagonisti due memorabili Billy Crystal e Meg Ryan. Nel frattempo c’era stata anche la parentesi fantasy di La storia fantastica (1987) interpretato da un inedito Peter Falk.
Il decennio successivo avrebbe visto Rob Reiner dirigere un altro film assurto poi al ruolo di classico, Codice d’onore (1992): un dramma ad ambientazione militare con un cast di star guidato da Tom Cruise e Jack Nicholson, e la sceneggiatura di un ancor giovane Aaron Sorkin, da una sua pièce teatrale. Rilevanti furono anche, nello stesso decennio, titoli come Il presidente – Una storia d’amore (1995) con protagonista Michael Douglas, e il già citato L’agguato – Ghosts from the Past (1996) con James Woods.
