WAKE UP DEAD MAN: KNIVES OUT
di Rian Johnson

Su Netflix è uscito uno dei migliori film in assoluto di questo ricco 2025. Wake Up Dead Man: Knives Out è il terzo capitolo della saga investigativa ideata da Rian Johnson e vede ancora una volta protagonista Daniel Craig nei panni dell’ormai iconico detective Benoit Blanc, qui accompagnato da una vera e propria parata di stelle. Johnson firma un’opera matura, stratificata, sorprendentemente cupa e al tempo stesso ludica, che conferma come il regista americano abbia trovato nella forma del giallo classico contemporaneo il suo terreno più fertile. Un film che intrattiene, stimola, provoca e, soprattutto, dimostra una padronanza della scrittura rarissima nel cinema mainstream odierno.
Un omicidio impossibile
La rivelazione di questo terzo episodio della saga di Knives Out è Josh O’Connor (apprezzato tantissimo l’anno scorso in Challengers e quest’anno protagonista di un film acclamato come The Mastermind al fianco di Alana Haim, già vista in quel capolavoro che è Licorice Pizza) che qui interpreta un giovane prete dall’oscuro passato che viene mandato in una piccola comunità a fare da vice ad un monsignore (ma non troppo) interpretato dall’ormai leggendario Josh Brolin – che dà vita ad uno dei personaggi più memorabili della sua carriera. Tornando un attimo su O’Connor, lo rivedremo anche nel prossimo film di Spielberg, quindi ormai è lanciatissimo verso una carriera luminosa. In questa piccola comunità vivono tanti personaggi con una certa ambiguità, tutti con degli scheletri nei propri armadi, dando un senso di assoluta incertezza alla soluzione dell’enigma principale del film. Il cuore pulsante di Wake Up Dead Man: Knives Out è un delitto che sembra sfidare ogni logica: un omicidio apparentemente impossibile, avvenuto in un contesto chiuso, carico di simbologie religiose e morali. Benoit Blanc si ritrova coinvolto in un’indagine che va ben oltre la semplice risoluzione di un enigma, toccando temi profondi come la fede, il senso di colpa, la verità e l’ipocrisia morale. Johnson utilizza la struttura del locked-room mystery (attingendo a grandi classici della letteratura gialla) per riflettere sulla natura del peccato e sulla fragilità delle convinzioni umane, costruendo una narrazione che procede per strati successivi, depistaggi raffinati e rivelazioni mai banali. Il film non ha fretta di arrivare alla soluzione: preferisce osservare, insinuarsi nelle pieghe dei personaggi, smontare certezze e ribaltare prospettive. È un giallo che dialoga apertamente con il presente, usando il genere come strumento per parlare di società, di potere e di individualità, come già detto senza cadere in banalità.
Una scrittura divina

Rian Johnson si conferma uno degli sceneggiatori più brillanti del cinema contemporaneo. Dopo gli esordi con piccole grandi gemme come Brick – Dose mortale e il sofisticato Looper, il regista ha dimostrato un coraggio autoriale fuori dal comune firmando quello che, per chi scrive, resta il capitolo più profondo e maturo della saga di Guerre Stellari, Star Wars: Gli ultimi Jedi, al netto delle polemiche dei puristi dell’“esiste soltanto una trilogia”. I film sono solo una piccola parte di quell’universo, e Johnson ne ha capito la filosofia meglio di molti altri, e l’ha sfruttata al meglio regalandoci una conclusione perfetta per un personaggio impossibile da andare a toccare come poteva essere un certo Luke Skywalker. Dopo la parentesi da nerd dell’universo creato da George Lucas, torniamo a noi. Con la trilogia di Knives Out, Johnson ha affinato una scrittura ludica e sofisticata che gli è valsa due nomination all’Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale. La terza candidatura sembra quasi scontata, e i tempi appaiono maturi per vederlo finalmente alzare la statuetta. Wake Up Dead Man: Knives Out è superiore ai primi due capitoli, pur validissimi: più audace, più compatto, più ambizioso. I titoli della saga, come noto, sono ispirati a celebri canzoni: Knives Out dai Radiohead, Glass Onion dai Beatles e ora Wake Up Dead Man dagli U2. Anche questo dettaglio racconta il gusto cinefilo e musicale di Johnson, che si riflette in una regia elegante, in una fotografia calibrata tra ombre e luce simbolica, e in musiche che accompagnano senza mai sovrastare, sottolineando tensioni e silenzi con grande intelligenza.
Nel nome del padre, del figlio e dello spirito santo

Il cast è semplicemente straordinario. Daniel Craig continua a divertirsi e a reinventare Benoit Blanc, rendendolo sempre più complesso e umano. Accanto a lui brilla in modo particolare Josh O’Connor, una vera rivelazione per la settima arte, che impersonifica il vero cuore emotivo del film. Abbiamo già parlato del bellissimo personaggio interpretato con forza e sicurezza da Josh Brolin, veramente sugli scudi. Cosa possiamo dire di una fuoriclasse come Glenn Close? Domina la scena con la sua presenza regale, nonostante non sia sempre al centro della scena. Mila Kunis sorprende per solidità e credibilità, nel ruolo dello sceriffo di zona. Ora che inizia a farsi strada qualche ruga sul suo viso che rimane incantevole, fa molto piacere apprezzarne le altre qualità, che comunque ha sempre avuto (ricordiamo che sin da bambina interpreta Meg Griffin nella celebre serie della Fox). Di altissimo livello anche i ruoli di Andrew Scott, sempre capace di insinuare inquietudine, nonostante non abbia un ampio minutaggio, qui nel ruolo di uno scrittore in crisi di identità che cerca rifugio nella fede, oppure Jeremy Renner, che siamo felicissimi di rivedere sullo schermo dopo il terribile incidente che ha rischiato di costargli la vita. Qua interpreta un dottore alcolizzato lasciato dalla moglie. Completano il quadro Jeffrey Wright, Daryl McCormack, Kerry Washington, Cailee Spaeny, e Thomas Haden Church, quest’ultimo nei panni dell’unico personaggio davvero puro del film, figura quasi sacrale in un mondo di maschere e menzogne.
Chi non ha peccato scagli la prima pietra

Tirando le somme, Wake Up Dead Man: Knives Out è uno dei migliori film dell’anno: scritto in modo impeccabile, diretto con mano sicura e interpretato magnificamente da un cast in stato di grazia. Un giallo moderno che riesce nell’impresa di essere popolare e sofisticato, divertente e profondamente riflessivo. Il vero peccato è che sia uscito, di fatto, direttamente su Netflix (dopo solo una brevissima e limitata parentesi in sala): un film di questo livello avrebbe meritato una distribuzione cinematografica degna, capace di valorizzarne appieno la potenza narrativa e visiva. Siamo consapevoli di quanto l’industria sia cambiata, ma resta la sensazione di un’ingiustizia, quasi di un’irriverenza, nei confronti di questo piccolo grande gioiello. Un film che, nonostante tutto, lascia il segno e conferma Rian Johnson come uno degli autori più stimolanti del cinema contemporaneo.
Locandina

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Scheda
Titolo originale: Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery
Regia: Rian Johnson
Paese/anno: Stati Uniti / 2025
Durata: 144’
Genere: Commedia, Drammatico, Thriller, Giallo
Cast: Josh Brolin, Jeremy Renner, Jeffrey Wright, Daniel Craig, Cailee Spaeny, Joseph Gordon-Levitt, Andrew Scott, Daryl McCormack, Gavin Spokes, Josh O’Connor, Kerry Washington, Noah Segan, James Faulkner, Paul Hilton, Annie Hamilton, Bridget Everett, Glenn Close, Jamie Karitzis, Kit Burden, Mila Kunis, Thomas Haden Churc
Sceneggiatura: Rian Johnson
Fotografia: Steve Yedlin
Montaggio: Bob Ducsay
Musiche: Nathan Johnson
Produttore: Leopold Hughes, Rian Johnson, Nikos Karamigios, Richard Goodwin, Adele Franck, Ram Bergman
Casa di Produzione: T-Street, Ram Bergman Productions, Netflix
Distribuzione: Nerflix
Data di uscita: 12/12/2025
