LA PICCOLA AMÉLIE
Dolce come il cioccolato bianco che fa breccia nel cuore della piccola Amélie, alias la scrittrice Amélie Nothomb (che ha narrato i primi tre anni di vita nel suo La metafisica dei tubi) La piccola Amélie è il racconto originale delle proprie scoperte, ma anche dei legami d’affetto autentici e dell’incontro/scontro tra la cultura europea e quella giapponese nel dopoguerra. Ambientato in Giappone e diretto da due animatori che colorano e dipingono il mondo della piccola scrittrice con grande originalità, rendendo una particolare biografia una storia universale e commovente.
La metafisica dell’infanzia
I due registi e animatori Liane-Cho Han Jin Kuang e Mailys Vallade sanno stupire piacevolmente il pubblico con la loro opera prima The Character of Rain, ovvero La piccola Amélie: un’animazione originale e brillante, avente come spartito le memorie della biografia della scrittrice francese Amélie Nothomb. Non si creda infatti che il lungometraggio ispirato a La Metafisica dei tubi della nota scrittrice, sia una semplice trasposizione del libro.
L’animazione dei due registi è un’interpretazione intima e sentita del mondo di Amélie, ancor più se pensiamo che si tratta della narrazione dei primi tre anni di vita della donna, allora bambina.
Una biografia particolare

Già il fatto che qui assistiamo a una biografia sui generis, ovvero quella della prima infanzia, ci fa capire la portata dell’intuizione degli artisti. Quella dell’infanzia è sempre stata un’età idealizzata cui guardare con nostalgia, ma in pochi – anche nel mondo dell’animazione occidentale – l’hanno presa così sul serio, come nel fortunato caso de La piccola Amélie.
Nel lungometraggio Amélie (interpretata da Loïse Charpentier) diventa il personaggio di una storia particolarissima, ma comprensibile a tutti. A renderla tale è la circostanza che la piccola, pur appartenendo a una famiglia di diplomatici belga, trascorra i primi anni nel Giappone del dopoguerra. L’infanzia di Amélie diviene così lo scenario nel quale si fondono due culture diverse. Questo avviene principalmente attraverso la giovane tata della bambina, Nishio-san (con la voce di Victoria Grosbois), che le trasmette la cultura del Giappone; ovviamente questa trasmissione – che resterà come una sorta di eredità culturale (oltre che di enorme affetto) – sarà del tutto spontanea. Nishio-san è una giovane giapponese e in maniera naturale si affezionerà ad Amélie, pur sapendo che la bambina non si tratterrà a lungo in Giappone: in modo altrettanto naturale il dialogo tra le due non potrà prescindere dalla cultura e dalla filosofia giapponese della ragazza.
Il Giappone

Nel racconto dell’infanzia di Amélie ci sono tante cose, compreso il lutto prematuro dell’amata nonna belga, che le fece scoprire il cioccolato bianco cambiandole letteralmente la vita; la semplicità è, infatti, una delle cifre distintive del lavoro dei due animatori. Tuttavia parliamo qui di una semplicità ricercata, un po’ come quella dei dipinti giapponesi nei quali la natura diviene una rappresentazione quasi mistica. Ed anche ne La piccola Amélie la natura, nella stagione della primavera, così come in quella dell’inverno, è una vera protagonista. La bellezza dell’animazione scelta, che predilige colori pastello e brillanti e dà un valore eccezionale all’espressività degli occhi e del viso dei personaggi, emerge in un continuum perfetto nei paesaggi, soprattutto nella rappresentazione dei laghi e dei fiumi.
Anche l’animazione sembra apparire così, come la risultante del connubio tra l’estetica occidentale e giapponese, facendosi medium perfetto di una storia tenera, dolce e autentica. La piccola Amélie è un film incredibilmente commovente, come pochi ne abbiamo visti. Ed è un lavoro che parla di gioie e dolori semplicemente, in maniera diretta e cristallina, ricordandoci che i sentimenti di felicità e di sofferenza riguardano tutti, in ogni parte del mondo, ma – più di tutto – a qualsiasi età.
Locandina

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Scheda
Titolo originale: Amélie et la métaphysique des tubes
Regia: Liane-Cho Han Jin Kuang, Maïlys Vallade
Paese/anno: Francia, Belgio / 2025
Durata: 77’
Genere: Animazione
Cast: Cathy Cerda, Emmylou Homs, Marc Arnaud, François Raison, Haylee Issembour, Isaac Schoumsky, Laetitia Coryn, Loïse Charpentier, Victoria Grosbois, Yumi Fujimori
Sceneggiatura: Aude Py, Maïlys Vallade, Liane-Cho Han Jin Kuang
Musiche: Mari Fukuhara
Produttore: Henri Magalon, Nidia Santiago, Claire La Combe, Edwina Liard
Casa di Produzione: France 3 Cinéma, France Télévisions, Canal+, Maybe Movies, Centre National du Cinéma et de L’image Animée (CNC), Palatine Étoile 20, SG Image 2021, Ciné+OCS, 2 Minutes, Ikki Films, 22D Music, Ciclic Animation, Animation Digital Network (ADN), Procirep-Angoa, Indéfilms Initiative 11, Puffin Pictures, Magelis
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 01/01/2026

