SENTIMENTAL VALUE

SENTIMENTAL VALUE

Grand Prix a Cannes 2025, uscita nelle sale italiane il 22 gennaio 2026, Sentimental Value è un dramma familiare denso ed emozionante che costruisce la sua grandezza a partire da un cast azzeccatissimo: Renate Reinsve, Stellan Skarsgård, Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas. Dirige Joachim Trier.

Padre e figlia

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Da Cannes 2025, dove vince un meritatissimo Grand Prix, all’uscita in sala – in distribuzione combinata, Lucky Red e Teodora Film – il passo non è breve per Sentimental Value ma non è il caso di lamentarsi. Il posizionamento italiano, 22 gennaio 2026, è strategico, perché gli Oscar sono a un passo e non è detto che da Los Angeles non arrivino buone notizie, leggasi nomination, il cui annuncio coincide con l’uscita in sala e dovrebbe portare qualcosa soprattutto al cast. Non che ce ne sia bisogno.

Il dramma familiare, diretto e scritto da Joachim Trier (La persona peggiore del mondo, Thelma), non racconta nulla di nuovo sul caos dei legami familiari, sul rapporto tra arte e vita, sull’implacabile tributo intimo che l’espressione creativa – in questo caso, il cinema – richiede. Eppure funziona, tanto e bene. Questo perché a contare, qui, è l’integrità emotiva, la potenza estetica, lo storytelling fluido e in bilico tra passato presente, la forza delle interpretazioni, il senso di frammentarietà delle esperienze suggerito dal montaggio. Il puro cinema dà vigore alla storia legando forma e contenuto per mezzo di un’emozione coltivata con cura, divertita e malinconica, struggente e soprattutto vera. È prematuro parlarne in questi termini, ma alla fine dell’anno Sentimental Value sarà, se non proprio in cima, in posizione molto alta in praticamente qualunque best of del 2026. È la storia di un padre e una figlia. Li interpretano due attori straordinari, Renate Reinsve e Stellan Skarsgård.

Un padre e una figlia che devono trovarsi, e tutto intorno un grande cast

Sentimental Value, Stellan Skarsgard in una foto del film
Sentimental Value, Stellan Skarsgard in una foto del film

Non ci sono solo loro, ma bisogna procedere con calma. L’appeal internazionale di Joachim Trier è sempre stato alto ma il successo, di critica e di pubblico, anche in America, ottenuto da La persona peggiore del mondo, ha reso le cose più semplici. Lì la protagonista era Renate Reinsve, che torna in Sentimental Value nei panni di Nora, attrice teatrale con una gran paura del palcoscenico, precaria nei sentimenti e con un solo legame solido, la sorella Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas). I genitori sono divorziati; Nora e Agnes sono rimaste in Norvegia con la madre psicologa mentre il padre regista di successo, Gustav Borg (Stellan Skarsgård), è tornato in Svezia. Lì Gustav rimane fino alla morte dell’ex moglie. Sentimental Value, che Joachim Trier mette in scena in sottile equilibrio tra un tormentato presente e lampi di un passato ingombrante, inizia a questo punto. Gustav ha scelto il cinema rispetto alla famiglia. Non ha mai smesso di amare le figlie, ma non c’è mai stato per loro. Se Agnes, razionale e paziente, è riuscita a trovare una sua stabilità, Nora non ce l’ha fatta. Neanche suo padre, a dire il vero. Gustav torna in Norvegia per il funerale della moglie ma anche perché vuole che Nora sia la protagonista del suo nuovo film. È uno script piuttosto personale, pensa di girarlo nella casa di famiglia ma Nora non ci sta, e così Gustav è costretto a “ripiegare” sulla star americana Rachel Kemp (Elle Fanning), figlia surrogato che compensa con glamour e prestigio il vuoto lasciato da Nora. Sentimental Value è la storia di un padre e una figlia lontani anni luce che devono usare tutte le armi a disposizione – le cose, le parole, le emozioni, i ricordi – per ricostruire il loro rapporto.

I tanti livelli di lettura di un film accessibile ma non superficiale, profondo ma non a spese dei sentimenti

Sentimental Value, Renate Reinsve e Inga Ibsdotter Lilleaas in una scena del film
Sentimental Value, Renate Reinsve e Inga Ibsdotter Lilleaas in una scena del film

Ripetere non guasta: non c’è granché di originale, o di spiazzante, nella (ri)costruzione a mezzo cinema del caos famigliare di Sentimental Value. Ma è chiaro che per Joachim Trier l’importante non è il cosa, ma il come. Dei tanti livelli di lettura del film, non uno che si imponga a spese della fluidità della narrazione o della potenza del sentimento. Il film è accessibile nei significati, mai didascalico e non costruisce la sua intelligenza soffocando l’emozione. Il nucleo tematico è la famiglia, la necessità e il caos per niente organizzato dei suoi legami. A un livello più sottile, segue la riflessione a doppio senso di marcia sul rapporto tra arte e vita privata: il cinema crea un solco e allontana Nora e Gustav ma, alle giuste condizioni, è l’unica via possibile per il ricongiungimento. Il tentativo, poi, è di dare tangibilità e concretezza al tempo, e misurarne l’impatto sulla vita emotiva delle persone. Infine, ultimo livello di lettura, il film è il racconto del potenziale nascosto delle cose. Nel cast di prestigio di Sentimental Value un posto d’onore Joachim Trier lo riserva alla grande, austera, opulenta casa di famiglia dei Borg. Il film la cattura dall’alto e in basso, piena di vita e deserta, ordinata o meno. Ne ascolta il battito, ne raccoglie i segreti, le gioie e i rimpianti. Gli oggetti spiegano la vita delle persone; è navigando in questo mare di cose, di luoghi, di detto e non detto che Nora e Gustav possono (ri)trovarsi. Aiuta, a rendere tutto più vero, che a interpretarli siano attori del calibro di Renate Reinsve e Stellan Skarsgård.

A proposito del cast

Sentimental Value, Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas in una scena del film
Sentimental Value, Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas in una scena del film

Renate Reinsve gestisce con ammirevole senso della misura la fragilità di Nora. Non cede al sentimentalismo; il dolore e la voglia di ripartire della protagonista sono disegnati da un bell’equilibrio di dignità e violenza dei sentimenti. Fa da contraltare la malinconia divertita di un potentissimo Stellan Skarsgård. Gustav è carismatico, fragile, arrogante, umile, lucido e smarrito, e a ragione la critica internazionale ha parlato di film della svolta per il bravissimo attore svedese: a più di settant’anni, è il genere di parte che resta incollata, nel bene e nel male, al profilo di un attore, per la sincerità dell’emozione e la verità del percorso. Non se ne libererà tanto facilmente, ma anche questo non è un problema. Accanto, la calma paziente ma non rassegnata di Inga Ibsdotter Lilleaas e l’intelligente lavoro di Elle Fanning su un personaggio che ha molto più da offrire di quanto non suggerisca un primo sguardo. Perché Sentimental Value funzioni, però, non bastano attori in grado di esprimere la sfaccettata complessità dei sentimenti e dei legami familiari. Serve anche il cinema puro.

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Il cinema dentro Sentimental Value

Sentimental Value, Inga Ibsdotter Lilleaas in una foto del film
Sentimental Value, Inga Ibsdotter Lilleaas in una foto del film

Il cinema puro, oltre la qualità delle interpretazioni, è la fotografia di Kasper Tuxen, i colori (blu, rosso, bianco, grigio) del racconto, la leggerezza e il dinamismo della macchina da presa che non è mai preziosismo. Sentimental Value è, per la forza delle emozioni e l’estetica ragionata, cinema per la sala, spettacolo dei sentimenti, azione interiore in bilico tra dramma e umorismo provvidenziale. Il cinema è poi anche la sottigliezza di uno script che Joachim Trier costruisce su un ambiguo presente: l’oggi dei protagonisti è contaminato da incursioni di un passato forse più tangibile del presente ed è proprio questo, per Nora, Gustav e gli altri, il problema. Il cinema in Sentimental Value è soprattutto l’intelligenza di un montaggio fatto di squarci, lacerazioni, episodi lasciati in sospeso, brusche interruzioni. Il cinema, messo al servizio del racconto di un sentimento incompiuto e inespresso, si fa a sua volta incompiuto e inespresso. Joachim Trier non si limita a ricostruire le emozioni della storia sui volti e i corpi degli attori, le incide sulla carne viva del film. Sentimental Value è un film frammentato e spezzato su un legame spezzato in cerca di ricomposizione. È la conquista più riuscita del film, questa sincronia tra forma e sostanza.

Locandina

Sentimental Value, la locandina italiana del film di Joachim Trier

Gallery

Scheda

Titolo originale: Affeksjonsverdi
Regia: Joachim Trier
Paese/anno: Francia, Regno Unito, Turchia, Germania, Svezia, Danimarca, Norvegia / 2025
Durata: 133’
Genere: Drammatico
Cast: Stellan Skarsgård, Elle Fanning, Cory Michael Smith, Lena Endre, Anders Danielsen Lie, Jesper Christensen, Renate Reinsve, Andreas Stoltenberg Granerud, Catherine Cohen, Eiril Tormodsdatter Solberg, Gard Løkke, Ida Marianne Vassbotn Klasson, Inga Ibsdotter Lilleaas, Ingunn Beate Øyen, Julia Küster, Lars Väringer, Mari Strand Ferstad, Nicholas Bergh, Pia Borgli, Sigrid Lorentzen Abelsnes, Tuva Skorpen Nielsen, Vilde Søyland, Øyvind Hesjedal Loven
Sceneggiatura: Eskil Vogt, Joachim Trier
Fotografia: Kasper Tuxen
Montaggio: Olivier Bugge Coutté
Musiche: Hania Rani
Produttore: Nathanaël Karmitz, Olivier Père, Sisse Graum Jørgensen, Maren Ade, Jonas Dornbach, Janine Jackowski, Lizette Jonjic, Atilla Salih Yücer, Maria Ekerhovd, Juliette Schrameck, Elisha Karmitz, Fionnuala Jamison, Andrea Berentsen Ottmar, Lars Thomas Skare
Casa di Produzione: Film i Väst, MK2 Productions, Arte France Cinéma, BBC Film, Zentropa Entertainments, Komplizen Film, ZDF/Arte, Zentropa International Sweden, Mer Film, Eye Eye Pictures, Lumen Production, Oslo Filmfond, Mediefondet Zefyr, Don’t Look Now, Alaz Film
Distribuzione: Lucky Red, Teodora Film

Data di uscita: 22/01/2026

Trailer

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Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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