SEND HELP

SEND HELP

Il grande Sam Raimi ritorna all’horror con Send Help, spietata lotta per la sopravvivenza di Rachel McAdams e Dylan O’Brien travolti da un insolito destino nell’azzurro mare thailandese. Paura, violenza, risate e intelligenza, dal 29 gennaio 2026 in sala.

Lei vs. lui

Pubblicità

Per quanto il suo XXI secolo, con qualche prestigiosa eccezione (Drag Me to Hell), sia trascorso nel segno del cinecomic – il miglior Marvel di sempre l’ha diretto lui, è del 2004 e si chiama Spider-Man 2 – ed è in questa direzione che il pubblico più giovane è abituato a conoscerlo, l’anima, il cuore e lo spirito del grande Sam Raimi possono essere facilmente riassunti dalla parola: horror. Il riferimento è al leggendario franchise Evil Dead (in italiano, La casa) – ne ha diretto i primi tre capitoli (La casa, La casa 2 e L’armata delle tenebre) – e da qui bisogna partire per interpretare la forza fluida, trasversale ai generi e perversamente divertente, del suo nuovo horror, il primo dopo tanto tempo, titolo Send Help e nelle sale italiane il 29 gennaio 2026 per The Walt Disney Company Italia. L’horror made in Sam Raimi è, da La casa in poi: violenza, tensione, lavoro sui generi, senso dell’umorismo. Una vocazione autoriale e autoironica che nasconde in piena luce un’incredibile serietà d’approccio e tanto rispetto per il cinema, le sue leggi e le necessità del pubblico. Send Help è l’indiavolato passo a due di una coppia affiatata, Rachel McAdams e Dylan O’Brien, a metà strada tra la lotta per la sopravvivenza, la guerra dei sessi, l’ossessione per il controllo e un mucchio di altre cose interessanti. Un cocktail di paura, intelligenza, sangue e risate da non prendere sottogamba? Send Help è un horror estremamente serio nel dare l’impressione di non prendersi troppo sul serio.

L’isola deserta e i ruoli che si ribaltano

Send Help, Rachel McAdams e Dylan O'Brien in una drammatica sequenza del film
Send Help, Rachel McAdams e Dylan O’Brien in una drammatica sequenza del film

A bilanciare l’incastro di generi e le tante idee – saldate, non a spese ma a beneficio della spettacolarità di Send Help – c’è la chiarezza della trama. Robinson Crusoe incontra The Office che incontra Il filo nascosto (Paul Thomas Anderson, 2018), sullo sfondo di una spietata lotta per la sopravvivenza, con un accenno di commedia sentimentale: è la storia di Linda (Rachel McAdams) e Bradley (Dylan O’Brien). Linda lavora nell’azienda di Bradley, ha capacità notevoli, ambizioni dirigenziali e nessuno la prende sul serio. Bradley è il suo pessimo capo, cinico, sciupafemmine e figlio di papà; la compagnia l’ha ereditata, non c’è nulla di suo dentro, e questo aumenta il suo cinismo e la sua arroganza. Va a merito di Sam Raimi, a partire dal solido script di Damian Shannon e Mark Swift, di dipingere psicologie distorte e tossicità del lavoro d’ufficio – abusi di potere, raccomandazioni, sessismo – con poche incisive pennellate, portando immediatamente lo spettatore al nocciolo della questione. Bradley parte in jet per Bangkok con il suo staff (che comprende anche Linda) per chiudere un affare importante. Una spaventosa tempesta fa precipitare il jet su un’isola deserta al largo del golfo della Thailandia. Sopravvivono solo Linda e Bradley, e i ruoli si ribaltano. Lei, emarginata sul lavoro perché il suo modo di vestire, parlare, pensare non sposa il gusto della maggioranza, acquisisce il carisma e l’autorità di un leader; ha letto molto in materia di sopravvivenza, e sa come cavarsela. Lui invece è un bambino viziato, narcisista e immaturo, per di più ferito, e deve quindi sottomettersi all’autorità superiore. Di Linda non vuol proprio saperne, ma non ha scelta. I naufraghi devono imparare a coesistere, anche se la tensione è alle stelle e il pendolo oscilla tra attrazione e istinto omicida. Il gioco di potere che ne deriva incrocia istinto di sopravvivenza, dinamiche professionali e di genere, lotta di classe, empatia e sospetti. All’apparenza, sembra solo una commedia horror smaliziata e violenta. C’è dell’altro.

Semplicità e profondità possono coesistere

Send Help, Rachel McAdams e Dylan O'Brien in una scena del film
Send Help, Rachel McAdams e Dylan O’Brien in una scena del film

Rachel McAdams è la forza motrice di Send Help. Linda è un perverso cocktail di ottimismo, delicatezza dei sentimenti, un’ombra (più di un’ombra) di nevrosi e piglio da leader. Accanto, Dylan O’Brien si adatta con autoironia al ruolo di spalla, e fa di Bradley un contrappunto di immaturità, cinismo e arroganza alla complessa personalità della partner. Sam Raimi mette in piedi un ragionato intreccio di semplicità e profondità: Send Help è trama lineare, unità d’ambiente, il minimo indispensabile di personaggi e, alle spalle, una certa densità tematica. Dietro la superficie sanguinolenta e l’attitudine a tratti demenziale (è un complimento) si nascondono una gran serietà e idee interessanti, dosate con cura e intrecciate allo spettacolo con sottigliezza e rispetto per la vocazione commerciale del film. È il matrimonio auspicabile e anche il più difficile da realizzare, quello tra intrattenimento e intelligenza, e qui regge. Send Help, tra una parentesi di sangue e l’altra, è anche il racconto del “lavoro tossico”, una spietata riflessione sui giochi di potere alla base di ogni rapporto, una smaliziata parodia della lotta di classe, una partita a scacchi tra i sessi con accenti, opportunamente deformati, di commedia sentimentale, un manuale di sopravvivenza con sorpresa finale.

L’horror secondo Sam Raimi

Send Help, Rachel McAdams in un drammatico momento del film
Send Help, Rachel McAdams in un drammatico momento del film

La sua forza – il caotico terzo atto non soddisferà ogni palato ma il film non può muoversi in una direzione diversa, date le ambizioni e il mix di generi – è la precisione con cui temi e spettacolo si intrecciano. Send Help non ha pretese di analisi sociologica su storture professionali e dinamiche di coppia nel mondo del lavoro, né allestisce un intrattenimento pretenzioso che nasconde la sua vacuità dietro una superficie di intelligenza solo ostentata. Riesce a essere, senza sacrificare il suo rapporto con il pubblico, un bel mix di intelligenza e azione. Sam Raimi gioca sul sottile equilibrio di arte e artigianato. C’è il felice ritorno al genere che lo ha consacrato, una chiara visione d’autore, gusto per lo spettacolo ma rispetto per l’intelligenza del pubblico. Soprattutto, c’è la precisione millimetrica, la cura artigianale, appunto, con cui le idee e l’attualità dei discorsi sollevati dal film si mescolano all’impasto di genere, all’orrore, al divertimento e alla violenza. La casa di Sam Raimi è l’horror: smaliziato, divertente, sanguinoso e diverso dagli altri.

Pubblicità

Locandina

Send Help, la locandina italiana del film di Sam Raimi

Gallery

Scheda

Titolo originale: Send Help
Regia: Sam Raimi
Paese/anno: Stati Uniti / 2026
Durata: 113’
Genere: Horror, Thriller
Cast: Dennis Haysbert, Rachel McAdams, Dylan O’Brien, Xavier Samuel, Bruce Campbell, Brad Flett, Chris Pang, Edyll Ismail, Emma Raimi, Kristy Best, Thaneth Warakulnukroh
Sceneggiatura: Damian Shannon, Mark Swift
Fotografia: Bill Pope
Montaggio: Bob Murawski
Musiche: Danny Elfman
Produttore: Nicholas Simon, Sam Raimi, Zainab Azizi
Casa di Produzione: 20th Century Studios, Raimi Productions, TSG Entertainment
Distribuzione: 20th Century Studios Italia

Data di uscita: 29/01/2026

Trailer

Dagli stessi registi o sceneggiatori

Pubblicità
Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.