ELLIE E LA CITTÀ DI SMERALDO

ELLIE E LA CITTÀ DI SMERALDO

Un fantasy russo, più o meno liberamente ispirato a Il mago di Oz, ha fatto capolino nelle sale italiane: l’apparizione di Ellie e la città di smeraldo, diretto dal regista Igor Voloshin, rappresenta innanzitutto una gustosa novità.

Tutte le strade portano a Oz

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Con buona pace della meravigliosa Judy Garland e del regista Victor Fleming, quel Mito cui entrambi diedero un contributo – anche iconograficamente – fondamentale non è rimasto certo confinato al capolavoro del 1939, Il mago di Oz. Un’antologia degli omaggi, delle citazioni, dei rifacimenti, delle riscritture più o meno insolite dell’immaginario relativo a Oz non può che essere parziale e rapsodica, in questa sede, dato che dovremo poi concentrarci su un episodio particolare, per giunta molto recente. Qualche cenno intendiamo comunque farlo. E se restando sulle produzioni contemporanee l’attenzione dei più è rivolta, senz’altro, ai due capitoli di Wicked, adattamento cinematografico dell’omonimo musical di Winnie Holzman e Stephen Schwartz trasformato per l’occasione in blockbuster di tendenza, premiato anche agli Oscar, il ricordo più sapido e conseguentemente le nostre preferenze corrispondono invece in pieno a Nel fantastico mondo di Oz (Return to Oz, 1985) di Walter Murch, produzione Disney insolitamente cupa e disturbante, volta ad accentuare gli aspetti tenebrosi del magico mondo attraversato da Dorothy.

Incidentalmente, annotiamo volentieri che The Wi(zard) of (Oz), come la nostra grafia vuole sottolineare, fa capolino anche in forma di arguta parafrasi nel titolo e nella narrazione stessa di Zardoz, una delle più note pellicole di John Boorman e per chi scrive capolavoro assoluto. Altre produzioni cinematografiche più o meno recenti si potrebbero ancora citare, pescando ad esempio nell’ampio bacino dell’animazione. Ma le nostre strade, anzi, l’iconico tornado, ci conducono adesso direttamente in Russia…

Una rarità nelle sale

Ellie e la città di smeraldo, una sequenza del film
Ellie e la città di smeraldo, una sequenza del film

Che sia avvenuto per “distrazione collettiva” o per una al momento quasi impalpabile inversione di tendenza, il fatto che un’opera cinematografica come Ellie e la città di smeraldo, il lungometraggio di cui andremo ora a parlare, si sia pur timidamente affacciata nel circuito distributivo nostrano, rappresenta per certi versi un’anomalia. E non per demerito di tale cinematografia, sia chiaro, ma perché nei paesi maggiormente aderenti alle politiche della Nato e dell’Unione Europea tali film, su indicazione governativa, vengono generalmente “oscurati”, ad esclusione magari di quelli diretti da registi russi (alcuni dei quali di indiscutibile talento, vedi Kirill Serebrennikov oppure il Michail Lokšin de Il Maestro e Margherita) che risultino scomodi o abbiano comunque preso le distanze per tempo dal governo di Mosca.

Altri autori d’impronta più dichiaratamente filogovernativa – e dalla poetica, in molti casi, non meno colta e raffinata – come Karen Georgievič Šachnazarov sono rimasti circoscritti tutt’al più a qualche poco reclamizzata, magari anche discussa retrospettiva. Sorprende un po’ e poteva quindi fare scalpore, se solo qualche voce giornalistica di rilievo si fosse levata a riguardo, che un fantasy russo apparentemente non legato a chissà quale forma di dissenso si sia affacciato, nelle ultime settimane e restringendo la nostra ricerca alla sola capitale, in sale come il Madison, il Lux o il The Space. Il sottoscritto naturalmente non può che gioirne, dato che di volontà censorie occidentali poco si cura.

La relativa novità del “fantastico” in Russia

Ellie e la città di smeraldo, un'affascinante immagine del film
Ellie e la città di smeraldo, un’affascinante immagine del film

Precisiamo intanto una cosa: storicamente nella letteratura e nel cinema russo l’immaginario fantastico è di casa da tempo. Basti pensare, in epoca post-sovietica, alla saga fantasy vampiresca tratta dai romanzi di Sergej Luk’janenko e portata sullo schermo dal cineasta di origine kazaka Timur Bekmambetov, sbarcato successivamente a Hollywood: questi due film, I guardiani della notte e I guardiani del giorno, dovevano dar vita a una trilogia che ci risulta sia poi rimasta incompiuta, ma hanno rappresentato comunque in Russia un clamoroso successo al botteghino, offrendo allo stesso pubblico straniero un’immagine di Mosca a dir poco inconsueta.

Pur non avendo de I guardiani della notte la stessa originalità e incisività, Ellie e la città di smeraldo ne condivide un certo sfarzo produttivo e la tendenza ad affrescare universi magici facendo ampio uso del digitale. Quasi a ribadire una sua “specificità slava” il lungometraggio di Igor Voloshin, abbastanza gettonato in patria come regista e sceneggiatore ma pressoché ignoto dalle nostre parti, non prende quale riferimento diretto il celebre libro scritto da Lyman Frank Baum, bensì l’adattamento che ne fece per i bambini russi, nel 1939, lo scrittore sovietico Aleksandr Melent’evič Volkov. Ma anche questo ulteriore passaggio viene affrontato dal regista di Sebastopoli, classe 1974, con un occhio alla contemporaneità, considerando che la versione russa di Dorothy ovvero Ellie viene descritta come un’insolente bimbetta bionda, la quale, allontanata dai genitori da un tremendo vortice d’aria come vuole la tradizione e trascinata in un luogo fatato, almeno all’inizio sembrerebbe più preoccupata del funzionamento del proprio cellulare che dell’incanto che la circonda.

Limiti e pregi dell’adattamento russo

Ellie e la città di smeraldo, la protagonista Ekaterina Chervova in una sequenza del film
Ellie e la città di smeraldo, la protagonista Ekaterina Chervova in una sequenza del film

Piuttosto fedele nelle dinamiche basilari del racconto, talora bizzarro e meno coerente nella cornice che fa da sfondo all’avventura, Ellie e la città di smeraldo vede “traslitterati” in modo più o meno felice i momenti topici de Il mago di Oz sin dall’atterraggio (non volando su una casa, ma su una roulotte) di Ellie/Dorothy nella misteriosa Terra Blu, da dove la perfida strega Gingema – inevitabilmente destinata a rimanere schiacciata – aveva scatenato con le proprie arti oscure quel turbine abbattutosi rovinosamente sulla Terra.

Igor Voloshin se la gioca con un classico taglio para-disneyano, allorché nel mondo magico il cagnetto della bambina ribattezzato Toto o Totoshka acquista il dono della parola e si rapporta in modo antropomorfo con gli altri personaggi. Grosso neo del racconto è che, togliamoci subito il dente, se proprio il cagnolino col suo coraggio e la continua abnegazione tende ad attrarre i favori del pubblico, molto più difficile risulta simpatizzare realmente per la padroncina, più volte presentata come petulante, capricciosa e poco altruista…

Vedremo naturalmente come si evolverà la figura della protagonista e se maturerà tanto da farsi apprezzare, strada facendo, visto che quello approdato ora nelle sale è solo il primo capitolo di una saga cinematografica in più episodi. Qui la domanda sorge spontanea: il coraggio della Notorious Pictures nel distribuire il film avrà un seguito e riusciremo a goderci anche i successivi capitoli sul grande schermo?

Intanto, soffermandoci ancora un istante su quanto visto finora, qualcosa di interessante lo hanno già regalato i rituali incontri con Spaventapasseri, Leone codardo e Uomo di latta, in particolare quest’ultimo ha un background molto più “dark” e inquietante di come lo ricordavamo. Ma è soprattutto un “villain” già efficacemente messo a fuoco come Bastinda, la seconda strega malvagia impersonata istrionicamente da quella Svetlana Khodchenkova non nuova al pubblico occidentale (era nel cast di Wolverine – L’immortale, tanto per dire), a far ben sperare nel prosieguo della narrazione.

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Locandina

Ellie e la città di smeraldo, la locandina italiana del film

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Scheda

Titolo originale: Volshebnik Izumrudnogo goroda. Doroga iz zhyoltogo kirpicha
Regia: Igor Voloshin
Paese/anno: Russia / 2025
Durata: 120’
Genere: Fantasy, Avventura, Fantastico
Cast: Yuri Kolokolnikov, Aleksandr Astakhov, Aleksandr Kalashnikov, Aleksandra Bogdanova, Andrey Sidorov, Artem Zhukov, Artur Vakha, Denis Vlasenko, Dmitriy Chebotaryov, Egor Koreshkov, Ekaterina Chervova, Evgeniy Chumak, Mariya Dudnik, Mariya Zhidkova, Nadezhda Kuvshinova, Olga Koptsova, Roman Shpagin, Sergey Epishev, Sofiya Vaysberg, Sofya Lebedeva, Svetlana Khodchenkova, Udzher the Dog, Vasilina Makovtseva, Vladislav Kudryaev, Yana Sekste, Yuliya Khramtsova
Sceneggiatura: Roman Nepomnyashchiy, Timofei Dekin
Fotografia: Mikhail Milashin
Musiche: Nikolay Rostov
Produttore: Tina Kandelaki, Aleksandr Gorokhov, Grigoriy Stoyalov, Nikita Mikhalkov, Petr Anurov, Leonid Vereshchagin, Aleksandr Zharov, Vadim Vereshchagin
Casa di Produzione: Central Partnership Productions, Studio Trite, Kinoslovo, Gazprom Media
Distribuzione: Notorious Pictures

Data di uscita: 15/01/2026

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