“CIME TEMPESTOSE”
La passione autodistruttiva di Catherine e Heathcliff viene scomposta da Emerald Fennell (premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale nel 2020) in “Cime tempestose”, togliendo la crudeltà, l’ambiguità morale, il senso di vendetta e l’ossessività dell’omonimo romanzo. Una scelta che paga? Non proprio, perché se si spoglia una storia fortemente stratificata per darle un taglio erotico e sessualizzato, il risultato è una rilettura che confonde intensità emotiva con superficialità e che sembra semplicemente vuota, facendo solo percepire qualsiasi alone della tragicità che invece meriterebbe.
Ago della bilancia
La filmografia di Emerald Fennell è ancora tutta da definire. Ad oggi presenta infatti, da un lato, un film imperniato sulla mefistofelica realizzazione di una vendetta tutta al femminile (Una donna promettente, 2020), dall’altro una pellicola che definire molto molto molto più debole è limitativo (Saltburn, 2023). L’interesse della regista britannica per quel mix di oscurità e passionalità che si annida nelle persone portato avanti in queste due opere continua in questo terzo step, basandosi stavolta su uno dei grandi classici della letteratura inglese, già adattato più volte in diversi film e in alcune miniserie. Questa scelta non sorprende quindi più di tanto: il romanzo di Emily Brontë, infatti, suscitò scalpore all’epoca della sua pubblicazione (1847) a causa della forza soprannaturale che trasmetteva nel raccontare la passione irrefrenabile di Heathcliff e Catherine capace di sfidare la visione religiosa, morale e sociale di un’intera epoca. “Cime tempestose” ci dice così qualcosa in più della strada intrapresa dalla Fennell, autrice anche della sceneggiatura nonché delle virgolette che accompagnano il titolo, messe non a caso. Sarebbe dunque inutile quanto ingiusto usare come termine di paragone la storia ideata da Emily Brontë… ma inevitabile.
Una seduzione a fuoco lento

La vicenda è per lo più familiare e viene in questa trasposizione semplificata e/o accorciata in alcuni punti adottando una classica struttura in tre parti. Nel mezzo delle brughiere dello Yorkshire si trova un edificio noto come Cime Tempestose in cui la piccola Catherine Earnshaw (Charlotte Mellington) vive con suo padre (Martin Clunes), dopo la morte del fratello e della madre. La giovane trascorre le giornate con la sua compagna di giochi, una domestica di nome Nelly (Hong Chau), finché il padre non adotta un maschio orfano di nome Heathcliff (Owen Cooper). I due giovani, interpretati da adulti da Margot Robbie e Jacob Elordi, diventano così inseparabili ma il destino ha ben altri piani per il loro sentimento che cresce sempre di più… Prima di mostrare qualsiasi cosa sullo schermo, “Cime tempestose” si apre con respiri affannosi che potrebbero essere quelli di qualcuno che sta vivendo un’estasi sessuale. Non è così, o almeno nel senso stretto del termine, e la camera mostra ben presto di cosa si tratta davvero. Già da questo incipitsi intuisce dove andrà a parare la (molta) libertà creativa che sta alla base di questo adattamento. Una vera e propria morbosità che punta il più possibile sulla sessualizzazione della storia che usa soventi riprese ravvicinate e sensuali di cicatrici e mani che stringono un impasto per rafforzare quella soffocante simbiosi tra desiderio e distruzione che la regista vorrebbe raccontare.
Il triangolo no, non l’avevo considerato

I due protagonisti diventano così individui mossi da un’attrazione instabile e altamente carnale in cui, però, l’esplosività e l’ambiguità morale che il personaggio di Heathcliff dovrebbe incarnare risultano svuotate soprattutto al cospetto di una Catherine che sembra avere maggior peso con la sua divisione tra desiderio, orgoglio e conformismo sociale. Questo riguarda anche il ritmo della pellicola, molto irregolare, finendo per appesantirla ulteriormente, soprattutto in un’ultima parte troppo lunga e ripetitiva con scene di sesso ingannevolmente sexy e situazioni allungate in cui la noia si siede accanto allo spettatore. A prescindere dalla tensione romantica e da quel senso di goticismo e spettralità che caratterizzava la materia di partenza, quello che viene meno in questo “Cime tempestose” è proprio l’equilibrio melodrammatico che dovrebbe far girare tutto. Ci sono poi i triangoli che si vengono a creare con Edgar (Shazad Latif) e Isabella (Alison Oliver) Linton nonché (bonus) quello non sessuale con Nelly (Hong Chau la interpreta da adulta). Un film pensato dunque per essere carnale, ma che alla fine offre solo una sensualità artificiale.
Che confusione… sarà perché ti amo

Un “Cime tempestose” in cui appare evidente quanto la regista sia più affascinata dall’estetica e dalla provocazione che dalla coerenza drammatica. Il tema della vendetta, sebbene essenziale nel romanzo, è appena abbozzato mentre la tragedia è presente in superficie, ma non prende mai realmente forma emotivamente, difettando in quello che invece dovrebbe esserne il pilastro, ossia l’interiorità e la complessità morale dei personaggi. Sembra esserci anche una certa confusione nelle scenografie, nei costumi e nell’accompagnamento musicale, oscillanti tra classicismo e modernità, tra composizioni classiche di Anthony Willis e l’uso massiccio di pezzi scritti per il film da Charli XCX. Una sorta di opera ibrida quindi, che non riesce a dimostrare rispetto per la narrazione di partenza e a farne allo stesso tempo una rilettura contemporanea che vada oltre il mero essere popular. Un attentato allo spirito del romanzo più che una sua reinvenzione. E senza virgolette.
Locandina

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Scheda
Titolo originale: “Wuthering Heights”
Regia: Emerald Fennell
Paese/anno: Regno Unito, Stati Uniti / 2026
Durata: 136’
Genere: Drammatico, Sentimentale
Cast: Margot Robbie, Hong Chau, Jacob Elordi, Amy Morgan, Ewan Mitchell, Paul Rhys, Shazad Latif, Vicki Pepperdine, Alison Oliver, Charlotte Mellington, Erin Barker-Jones, Gabriel Bisset-Smith, Ian Mitchell, Jaydon Eastman, Jessica Knappett, Louie Benjamin Potts, Martin Clunes, Matt Green, Millie Kent, Owen Cooper, Robert Cawsey, Treyston Braine, Vy Nguyen
Sceneggiatura: Emerald Fennell
Fotografia: Linus Sandgren
Montaggio: Victoria Boydell
Musiche: Anthony Willis
Produttore: Josey McNamara, Margot Robbie, Emerald Fennell, Rosie Goodwin, Andy Madden
Casa di Produzione: Warner Bros., MRC Film, Domain Entertainment (II), Lie Still, LuckyChap
Distribuzione: Warner Bros.
Data di uscita: 12/02/2026

