LA LEZIONE
A dieci anni da Veloce come il vento, Matilda De Angelis e Stefano Accorsi sono i protagonisti dell’interessante ma imperfetto thriller diretto da Stefano Mordini. La lezione, nelle sale italiane il 5 marzo 2026, è un film di genere al confine tra realtà e paranoia con tante idee interessanti non gestite a dovere.
Realtà vs. paranoia
Thriller psicologico è l’etichetta, e fa buon gioco alla realtà. Inquadra in maniera più che decorosa la superficie (narrativa, emotiva) del diseguale, imperfetto ma non per questo meno interessante – le premesse erano invitanti – film diretto da Stefano Mordini (Provincia meccanica, La scuola cattolica) e scritto con Luca Infascelli adattando il romanzo omonimo di Marco Franzoso. In sala La lezione arriva il 5 marzo 2026, già passato alla Festa del Cinema di Roma del 2025, e se l’idea è di costruirsi un botteghino dignitoso ha dalla sua un (doppio) asso nella manica: la coppia di protagonisti, Matilda De Angelis e Stefano Accorsi. Avevano già lavorato insieme nel sorprendente Veloce come il vento (2016) di Matteo Rovere, agli inizi della carriera di lei. Se l’affiatamento viene da lì, la crescita esponenziale, in patria e all’estero, del profilo attoriale di Matilda De Angelis conduce a rapporti di forza più calibrati in scena e a dinamiche più complesse e strutturate. Era un asset di cui film avrebbe potuto avvantaggiarsi e in parte lo fa; La lezione usa il prestigio, il talento e il carisma dei protagonisti per attutire i difetti di impostazione. È uno dei compiti collaterali del mestiere dell’attore e dell’attrice, del grande attore e della grande attrice: nobilitare il materiale, specie se imperfetto, per il semplice fatto di esserci. Matilda De Angelis e Stefano Accorsi alzano il livello ma solo fino a un certo punto, e logicamente non potrebbero spingersi oltre. La battaglia tra le cose che funzionano e i limiti strutturali del film la vincono i secondi. Che peccato; la posta in gioco e la prima metà della storia alimentavano un certo grado di speranza.
L’avvocata, il professore, l’ex

È a Trieste, nel periodo di massima vitalità, quello della Barcolana, che comincia La lezione. Comincia ma non finisce a Trieste. Il film è spaccato in due tra una prima parte dedicata alla costruzione di un’inquietudine impalpabile – sostenuta dal senso di straniamento tipico della vita in una grande centro urbano – e una seconda molto più contenuta in termini di presenze e ambientazione (pochi personaggi, una baita nei boschi) che dovrebbe scogliere i nodi della prima metà ma soccombe, in maniera non intenzionale, alla stessa confusione capillarmente alimentata all’inizio. La storia è quella di un’avvocata di successo ma con problemi di soldi, Elisabetta (Matilda De Angelis). Ha appena vinto una causa importante scagionando un professore universitario (Stefano Accorsi) accusato di violenza sessuale. Il professore non si accontenta del proscioglimento e vorrebbe, una volta reinserito nei quadri, fare causa all’università per mobbing. Chiede a Elisabetta di accompagnarlo in questo secondo procedimento ma lei ha la testa altrove. È spaventata, tormentata dal sospetto, nella sua testa è una certezza granitica, che l’ex stalker e manipolatore (Marlon Joubert) abbia ripreso a perseguitarla. Lo “sente” dappertutto anche senza vederlo, e questa confusione interiore al confine tra minaccia e paranoia, esasperata da un’insistenza musicale che lei sente dappertutto – La canzone dei vecchi amanti di Franco Battiato rielaborata da un originale di Jacques Brel, era il loro pezzo – le toglie ogni riferimento e getta la sua vita nel caos.
Thriller con idee

Ci sono due linee narrative dentro La lezione, una affidata a Stefano Accorsi, una a Marlon Joubert, e devono intrecciarsi. L’ex pericoloso, l’ambiguo professore, e nel mezzo la percezione della realtà, distorta e problematica, di Matilda De Angelis. C’erano le premesse per un succoso thriller psicologico al guado tra realtà e deformazione paranoica dei fatti, ma il film non regge il peso delle sue ambizioni. Ad arricchire la confezione di genere, sorretta da una regia elegante e una fotografia tesa e sottilmente inquietante – è il bel lavoro di Gigi Martinucci – La lezione ha il merito e il pregio di esplorare zone d’ombra degne d’interesse: la declinazione tossica dei rapporti uomo-donna, la forza straniante di una violenza essenzialmente psicologica e non fisica, il confine sottile, sottilissimo, tra verità e paranoia. I problemi cominciano dopo. Quando, terminata l’esposizione e definita la cornice di pressione psicologica all’interno della quale si muove la protagonista interpretata con partecipazione e aderenza alle convenzioni del genere da Matilda De Angelis, le due linee narrative dovrebbero convergere e il film sciogliere i nodi irrisolti. Per tirare le somme, anche a livello tematico.
La confusione ha la meglio

Invece, la confusione ha la meglio. La lezione “tradisce” la paziente, ansiogena e inquietante prima metà della storia – concedendosi tra l’altro il lusso di non sfruttare le possibilità drammatiche offerte dallo sfondo triestino – perdendo per strada l’armonia di forma (il genere, il thriller) e sostanza (i temi e le idee). Se nella prima metà la regia di Stefano Mordini riusciva a mantenere un apprezzabile equilibrio tra necessità di genere e realismo psicologico, la brutale e implausibile seconda parte è puro genere senza alcunché di realistico ad ancorarne la verità emotiva e narrativa. Il film fatica a gestire il rapporto tra realtà e paranoia e, più nello specifico, la complessa interiorità di Elisabetta. Il risultato è problematico. L’ambiguità del personaggio interpretato da Matilda De Angelis è sproporzionata rispetto alle necessità del film e, perdendo di vista la logica delle sue azioni, La lezione annulla ogni cesura tra bene e male. Per una volta l’ambiguità non paga, perché rende più opache le scelte della protagonista e ridimensiona, attutendone la portata drammatica, quelle degli altri, Stefano Accorsi in primis; quello che resta è un magma incoerente di azioni, intenzioni e mezze verità. Il caos non rende giustizia all’intelligenza nascosta sotto la pelle di un thriller che ha il pregio di usare il genere per parlare anche d’altro, ma non abbastanza lucidità nello sguardo per tenere fede alla promessa.
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Scheda
Titolo originale: La lezione
Regia: Stefano Mordini
Paese/anno: Italia / 2025
Durata: 107’
Genere: Drammatico
Cast: Matilda De Angelis, Stefano Accorsi, Lidiya Liberman, Marco Maccieri, Marlon Joubert, Alberto Benedetto Lutri, Eugenio Franceschini
Sceneggiatura: Stefano Mordini, Luca Infascelli
Fotografia: Luigi Martinucci
Montaggio: Davide Minotti
Musiche: Redi Hasa
Produttore: Roberto Sessa
Casa di Produzione: Picomedia, Vision Distribution
Distribuzione: Vision Distribution
Data di uscita: 05/03/2026

