SWEETPEA

SWEETPEA

Creata da Kirstie Swain

Voto: 8

Tratta dall’omonimo romanzo del 2017 di Cj Skuse, Sweetpea, ideata da Kirstie Swain e diretta da Ella Jones, è una serie thriller con venature comedy, come nella più normale tradizione britannica di trattare qualsiasi tematica, specie se a tinte dark. Un prodotto dai tratti disturbanti, specie per una normale quotidianità che si mischia a una deriva malsana, ma che crea una inaspettata catarsi negli spettatori che si identificano con la vita “invisibile” della protagonista. Disponibile su Prime Video.

La rabbia degli invisibili

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Può un represso senso di invisibilità che si trascina dall’adolescenza trasformare una giovane donna in un’assassina? Se lo chiede Rhiannon Lewis, la protagonista di Sweetpea. Anzi, no, non se lo chiede, perché la sua violenza è solo la goccia che fa traboccare il vaso di una vita trascorsa nel sentirsi mediocre, quasi invisibile. Sottovalutata e ignorata nel lavoro, nonostante le sue reali capacità, Rhiannon va avanti, cercando anche di elaborare la perdita di suo padre, con cui viveva. Nella vita privata, la giovane si muove ai margini, come se la sua presenza fosse sempre secondaria rispetto agli altri. Non si percepisce né la peggiore né la migliore: semplicemente non si percepisce, nonostante senta di avere del potenziale. Ed è proprio da questa quotidianità banale, quasi dimessa, che poi si arriva lentamente a una deriva più inquietante. La normalità diventa il terreno su cui si accumulano frustrazione, rabbia e desiderio di rivalsa, elementi che trasformano gradualmente la storia in un thriller psicologico dalle sfumature dark.

Dalla quotidianità alla follia

Sweetpea, Ella Purnell in una sequenza della serie
Sweetpea, Ella Purnell in una sequenza della serie

Uno degli aspetti più interessanti di Sweetpea è il modo in cui racconta l’invisibilità sociale, con un crescendo che arriva alla follia. Rhiannon non è semplicemente ignorata, ma è una di quelle persone che sembrano esserci solo sullo sfondo, come figurine di contorno all’interno della società, mentre altre occupano lo spazio centrale. Un esempio pratico è l’arrivo del nuovo redattore junior, ruolo a cui lei ambiva, relegata, invece, a poco più di una segretaria di redazione. Il sentirsi sottovalutata, quindi, è fortissimo anche nella vita professionale, dove le sue ambizioni vengono continuamente ridimensionate, mentre opportunità e riconoscimenti finiscono spesso nelle mani di uomini meno competenti ma più visibili, perché raccomandati. Sweetpea mette così in scena una dinamica comune a molte persone: quella delle micro-umiliazioni quotidiane, dei talenti non riconosciuti e della frustrazione che nasce dall’essere costantemente messi da parte. La ricomparsa di Julia (la compagna di scuola che la bullizzava) accresce tutto ciò, con il risveglio di traumi psicologici adolescenziali mai davvero sopiti. Ed ecco che in Rhiannon si accende una forza, un impulso che scavalca ogni ragionevolezza e che la spinge a compiere omicidi. Uccidere sembra per lei la soluzione in cui far confluire tutta la rabbia interiore per una vita che non va come vorrebbe. Commettere delitti le torna, però, paradossalmente utile, perché le permette di indagare e di riportare particolari perfetti per gli articoli del giornale per cui lavora. Le sue doti di giornalista mancata vengono, così, allo scoperto.

Una sorta di catarsi

Sweetpea, Ella Purnell in una scena della serie
Sweetpea, Ella Purnell in una scena della serie

Dallo svolgersi di tutta la dinamica nasce l’effetto più sorprendente della serie: una forma di catarsi per chi assiste a ogni episodio. Sweetpea non ha intenzione di glorificare la violenza, ma rende tangibile una rabbia repressa che molti riconoscono spesso come propria. La protagonista diventa, quindi, il veicolo narrativo attraverso cui vengono estremizzate frustrazioni comuni: il sentirsi invisibili nonché quelle piccole ingiustizie quotidiane che trovano sfogo nell’eliminazione di ostacoli che, in questo caso, sono degli esseri umani. Perché, spesso, proviamo repulsione per come l’umanità ci circonda, con le sue innumerevoli storture. Guardare Rhiannon che uccide significa assistere a una fantasia di ribaltamento delle dinamiche di potere, anche piccolo, e questa estremizzazione produce un effetto liberatorio. Non ci si identifica con la violenza in sé, ma con il desiderio di smettere, almeno simbolicamente, di subire.

Lo sguardo femminile sulla società

Sweetpea, Ella Purnell e Alexandra Dowling in una scena della serie
Sweetpea, Ella Purnell e Alexandra Dowling in una scena della serie

Un elemento fondamentale di Sweetpea è lo sguardo femminile che la attraversa. La serie è tratta dal romanzo di C.J. Skuse ed è portata sullo schermo da una produzione guidata tutta da donne, un aspetto che emerge chiaramente nella rappresentazione della psiche della protagonista. Qui la rabbia femminile non è edulcorata né ridotta a stereotipo, ma si ritrova mostrata nella sua forma più cruda e disturbante. Allo stesso tempo, la serie suggerisce anche un’altra possibilità narrativa, quella della solidarietà tra donne, che nasce da un plot twist che riguarderà il rapporto tra Rhiannon e Julia, che, dietro dinamiche di conflitto o rivalità, assisteranno alla nascita di un legame inatteso tra loro, quando si scopre che la ex bulla subisce violenze dal fidanzato. Emerge, quindi, un modo diverso di vedere le persone e, soprattutto, la figura maschile, carica di tantissima ambiguità e di contraddizioni non banali, che riguardano anche semplici interazioni sociali. Il finale è chiaro e a tratti irreversibile, ma lascia presagire una possibile prosecuzione della serie.

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Locandina

Sweetpea, la locandina della serie

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Scheda

Titolo originale: Sweetpea
Creata da: Kirstie Swain
Regia: Ella Jones
Paese/anno: Regno Unito / 2024
Genere: Commedia, Drammatico, Thriller
Cast: Ella Purnell, Dino Kelly, Ingrid Oliver, Jeremy Swift, Olivia Brady, Alexander Bellinfantie, Alexandra Dowling, Amelie Bea Smith, Calam Lynch, Camille Coduri, Coco Sully, Dustin Demri-Burns, Elliot Cable, Jessica Brindle, Jessye Romeo, Jon Pointing, Judi Love, Leah Harvey, Lily Morales-Lee, Lorraine Burroughs, Lucy Heath, Lydia Whitehead, Nicôle Lecky, Nitin Ganatra, Tim Samuels
Sceneggiatura: Kirstie Swain, Krissie Ducker, Selina Lim, Laura Jayne Tunbridge
Fotografia: Nick Morris
Montaggio: Jo Walker, Lucien Clayton
Musiche: Isobel Waller-Bridge
Produttore: Nicky Earnshaw, Emily Leach, Zorana Piggott, Charlotte Howley
Casa di Produzione: See-Saw Films, SKY Studios, Fanboy
Distribuzione: Amazon Prime Video

Data di uscita: 06/02/2026

Trailer

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Mi occupo di scrittura ed editing da molti anni e ho collaborato con riviste musicali, sia cartacee sia online, oltre che con blog di cinema. Scrivo anche contenuti come copywriter e gestisco diversi blog, tra cui Il Metrònomo, dedicato alla cultura pop e oggi interamente focalizzato sulla musica, con rubriche e interviste a musicisti emergenti e indie. Ho pubblicato due libri: il romanzo La luce dentro (2007, rieditato nel 2017) e la raccolta di racconti horror Morirai presto (2021). Appassionata di cinema, musica, libri e, soprattutto, manga, alterno la mia cultura “nerd” alla passione per il fitness. Mens sana in corpore sano!

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