RIDING WITH DEATH
Diretto dai registi Nina Forsman e Sakari Suuronen, presentato nella sezione Close Up/Visti da vicino del Bergamo Film Meeting 2026, Riding with Death è un potente, accurato sguardo al passato finlandese che esplora il mondo semisconosciuto dei sanatori per i malati di tubercolosi, che dagli anni Venti ai Sessanta hanno costituito una realtà a parte: una realtà avulsa dalla vita comune, ma purtuttavia immersa in una propria quotidianità.
Il ballo della vita e della morte
Oltre alla Mostra Concorso, una delle sezioni più interessanti del Bergamo Film Meeting è Close Up/Visti da vicino; tra le opere presentate in questa 44ma edizione del Festival, ci ha particolarmente colpito Riding with Death (titolo originale Lentävä kuolema) di Nina Forsman e Sakari Suuronen. Se i film in concorso raccontano storie, Visti da vicino racconta la realtà: comprende infatti documentari e storie vere che mostrano chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando.
Riding with Death, letteralmente Cavalcando con la morte, è uno sguardo al passato finlandese che esplora il mondo semisconosciuto dei sanatori per i malati di tubercolosi, che dagli anni Venti ai Sessanta hanno costituito una realtà a parte, avulsa dalla vita comune ma purtuttavia immersa in una propria quotidianità.
Una accurata indagine cinematografica

Riding with Death è una indagine accurata dal punto di vista degli archivi e documentale, ma al tempo stesso un’opera non priva di una dose di creatività nella ricostruzione e nel montaggio, che riesce ad alleggerire l’atmosfera cupa della malattia stessa, restituendo allo spettatore un’immagine reale della cultura dei sanatori in Finlandia, dove la vita in isolamento comportava una percezione più intensa dell’esistenza, nell’incertezza costante della propria sopravvivenza. Nascevano così amori destinati a durare tutta la vita e relazioni vissute con spensieratezza, amicizie profonde e storie di sopravvivenza, che gli autori raccontano intrecciando documenti dell’epoca e testimonianze recenti, in un mix bianconero/colore che vivacizza la narrazione e ne restituisce le ripercussioni emotive.
Un documentario vivace e ricco di curiosità
Dal “regno delle balconate” , dove uomini e donne prendevano aria in grandi balconate separate, alla “casa del Francobollo di Natale”, che riuniva i bambini figli dei malati di TBC, dal podcast Radio Batteri con il suo radiohost ricreato in fiction all’incomparabile canzone jazz sul contagio da TBC avvenuto ad una festa, sino al club dell’esperanto, sono tante le curiosità che rendono unico questo documentario, nella sostanza quanto nella forma; i due registi hanno raccolto dalle società storiche materiale che comprende centinaia di documenti, lettere, riviste provenienti dai sanatori, e vi hanno unito il cuore del proprio passato: la madre della stessa Forsman ha passato infatti, da piccola, otto mesi nella casa del Francobollo, senza saperlo, mentre la nonna materna di Suuronen morì di TBC quando la madre aveva solo due anni.
Luci e ombre di una epidemia

Se fuori si diffondeva il tabù della tubercolosi, con lo stigma dei malati di TBC poveri e sporchi, nel sanatorio la vita sembra scorrere normalmente, racchiusa in una bolla atemporale; ma non tutti i pazienti, grazie alle cure ed a pesanti operazioni, sopravvivono, e ogni giorno occorre fare i conti con la morte. I due registi, per rendere questo confine tra inferno e paradiso, come per ricostruire vecchi ricordi, utilizzano la tecnica della dissolvenza, che spacca l’immagine a metà, ad indicare adattamenti dell’immagine legati ai ricordi e alla memoria sbiadita. La tecnica incontra l’emozione; con Riding with Death, i due registi hanno realizzato un prodotto ottimo ed originale, mostrando con leggerezza e competenza quella che era la realtà dei sanatori per la tubercolosi in Finlandia: un mondo a parte, con le sue regole ed il suo modus vivendi, in un’alternanza di luci ed ombre che ricordavano ogni giorno la fugacità della vita e la necessità di viverne ogni istante con intensità.
Locandina

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Scheda
Titolo originale: Lentävä kuolema
Regia: Sakari Suuronen, Nina Forsman
Paese/anno: Finlandia / 2025
Durata: 71’
Genere: Documentario
Cast: Tomi Alatalo, Ada Heikkilä, Akseli Hakkarainen, Gyöngyi Fazekas, Henri Välikangas, Sara Hänninen, Valtteri Rossi
Sceneggiatura: Sakari Suuronen, Nina Forsman
Fotografia: Theofanis Kavvadas, Jarkko T. Laine
Montaggio: Nina Forsman, Sakari Suuronen, Jussi Sandhu
Musiche: Miki Brunou
Produttore: Markku Tuurna
Casa di Produzione: Filmimaa

