NR. 10

NR. 10

La sezione Europe, Now! del 44esimo Bergamo Film Meeting ha ospitato, nell'ambito della retrospettiva dedicata ad Alex van Warmerdam, questo incredibile Nr. 10: un'opera difficilmente incasellabile, che ha in sé una summa di generi intrecciati in modo mirabile e assolutamente unico.

Che cos'è il genio? Fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione!

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Un’altra interessante sezione del Bergamo Film Meeting è Europe, Now!, dedicata al cinema d’autore europeo contemporaneo; questa 44ma edizione del festival ha presentato le personali complete di Ildikó Enyedi e Alex van Warmerdam, che condividono, nel proprio modo di fare cinema, una certa imprevedibilità ed inusualità, creando un mondo fantastico e/o surreale che sorprende ed incanta lo spettatore fotogramma dopo fotogramma.

Di Alex van Warmerdam, che in Italia è noto principalmente per Il vestito (De Jurk, 1996), e il cui successivo Borgman (2013), selezionato al Festival di Cannes, ha segnato la consacrazione internazionale, ci hanno colpito la sagace ironia e l’inaspettato cambio di registro di Nr. 10 (2021), un film difficilmente incasellabile ma che ha in sé una summa di generi intrecciati in modo mirabile e assolutamente unico.

Cos’è il genio?

Nr. 10, Tom Dewispelaere in un momento del film
Nr. 10, Tom Dewispelaere in un momento del film

Il plot di Nr. 10 è all’apparenza lineare: l’attore teatrale Gunter (brillantemente interpretato da Tom Dewispelaere), trovato in una foresta tedesca all’età di 4 anni e cresciuto in una famiglia affidataria, quattro decenni dopo conduce una vita senza scossoni, tra le prove, le visite dell’amata figlia Lizzy (Frieda Barnhard) ed una relazione clandestina con una collega, sposata con il regista dello spettacolo in preparazione. Una trama che scorre fluida come un film di Brian De Palma, tra pedinamenti, suspence, voyeurismo e ricercatezza visiva. Il mood inizia a cambiare quando uno sconosciuto su un ponte gli sussurra una sola parola all’orecchio, spingendolo a cercare informazioni sulla madre naturale e facendo precipitare la trama dal thriller psicologico depalmiano alla fantascienza pura e surreale. Eccolo, il genio: nel tentativo di svelare i misteri del suo passato, Gunter si troverà invischiato in una storia “ai confini della realtà”, di cui è un alto prelato della Chiesa a tenere le redini, tessendo i fili di un’improbabile alleanza tra i mondi per una diffusione religiosa senza confini galattici. Non sveliamo altro della trama, pregna di sorprese imprevedibili e battute irresistibili nello spirito goliardico di un Amici Miei in versione sci-fi, sino alla magnifica – visivamente e concettualmente – scena finale, preferendo lasciarne la scoperta allo spettatore; certi che la visione di questo film lo lascerà tanto esterrefatto quanto incuriosito di scoprire l’intera cinematografia di van Warmerdam.

L’umorismo nero olandese di van Warmerdam

Nr. 10, Frieda Barnhard durante una sequenza del film
Nr. 10, Frieda Barnhard durante una sequenza del film

Nato ad Haarlem (Paesi Bassi) nel 1952, formatosi come pittore e fondatore di una compagnia teatrale, Alex van Warmerdam oltreché regista è anche attore, produttore e musicista: il suo stile mescola con ironia metateatro e cinema ed ha l’impatto visivo di un dipinto, il tutto condito da una buona dose di imprevedibilità e di black humour. La sua visione come regista è tutt’altro che superficiale; sebbene tenda a stupire, intrecciando i generi (in Nr. 10 principalmente thriller e fantascienza) e nei generi, con un irresistibile umorismo nero e surreale ed atmosfere stranianti, il suo linguaggio cinematografico, originale e fortemente personale, è caratterizzato finanche da una visione critica e grottesca della società borghese (e, nel caso specifico, della Chiesa). In Nr. 10, i turbamenti interiori di Gunter esplorano i temi della ricerca dell’identità, dei segreti familiari e delle conseguenze che ne derivano, mentre il mondo del teatro viene visto dal backstage, tra invidie, gelosie e tradimenti che si svolgono dietro le quinte, e la Chiesa, oscuro deus ex machina, è dipinta con pungente sarcasmo e divertita derisione; un mix equilibrato, surreale e bislacco che raggiunge il suo apice proprio nell’imprevedibile finale.

Locandina

Nr. 10, la locandina originale del film di Alex van Warmerdam
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Gallery

Scheda

Titolo originale: Nr. 10
Regia: Alex van Warmerdam
Paese/anno: Belgio, Paesi Bassi / 2021
Durata: 100’
Genere: Drammatico, Fantascienza, Thriller
Cast: Dirk Böhling, Gene Bervoets, Jan Bijvoet, Pierre Bokma, Tom Dewispelaere, Aat Ceelen, Alexander Elmecky, Anniek Pheifer, Bert Geurkink, Egbert Jan Weeber, Frieda Barnhard, Geert de Jong, Hans Kesting, Harpert Michielsen, Harriët Stroet, Kim Karssen, Liz Snoijink, Mandela Wee Wee, Marieke Dilles, Richard Gonlag, Sem Klarenbeek, Stijn Van Opstal, Tobias Nierop, Vic de Wachter
Sceneggiatura: Alex van Warmerdam
Fotografia: Tom Erisman
Montaggio: Job ter Burg
Musiche: Alex van Warmerdam
Produttore: Marc van Warmerdam, Eurydice Gysel, Koen Mortier
Casa di Produzione: Czar Film & TV, BNN-VARA, Graniet Film BV

Trailer

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Laureata in Scienze Politiche, ma da sempre con la passione per lo spettacolo, vede il cinema da due prospettive: quella principale di attrice, con una trentina d'anni di esperienza in teatro e piccoli ruoli in film indipendenti, e quella successiva di critica cinematografica, percorso intrapreso con altrettanto ardore dal 2019. Giornalista pubblicista dal 2021, oltre ad Asbury Movies scrive su Cineclandestino, Sul Palco, Taxi Drivers, Mondospettacolo, ed ha collaborato con Plus News; ha inoltre partecipato alla raccolta “aMagramma” con un piccolo saggio su Realtà ed Impermanenza nel Cinema, Dopo esserne stata precedentemente giurata, è attualmente la Direttrice Artistica della quarta edizione dell'Indiecinema Film Festival, dedicato al cinema indipendente.

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