TI UCCIDERANNO

TI UCCIDERANNO

Per il suo esordio hollywoodiano, con la produzione dei fratelli Muschietti e il marchio della Warner Bros., e con protagonista una Zazie Beetz in versione giustiziera (post)tarantiniana, il regista russo Kirill Sokolov confeziona una divertente, rutilante horror action comedy: Ti uccideranno è sfrontato, citazionista, iconoclasta il giusto. A tratti sbanda forse più del dovuto (anche dentro, oltre che tra, i generi); ma l’intrattenimento, all’insegna del più sano “eat the rich”, è certamente garantito.

La signor(in)a ammazzaricchi

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È una curiosa casualità, l’uscita quasi contemporanea (a solo una settimana di distanza l’uno dall’altro) di due film dalle premesse e dai contenuti molto simili: l’imminente Finché morte non ci separi 2, sequel che i Radio Silence (al secolo Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett) hanno voluto dare alla loro fortunata horror comedy del 2019 – atteso nei cinema italiani per la prossima settimana; e intanto, nell’immediato, questo Ti uccideranno, in sala dal 26 marzo 2026, esordio hollywoodiano targato Warner Bros. del regista russo Kirill Sokolov. Una coincidenza che ricorda un po’ quella analoga, risalente a un paio d’anni fa, che vide l’apparizione nei cinema a breve distanza del prequel Omen – L’origine del presagio, per la regia di Arkasha Stevenson, e dell’originale Immaculate – La prescelta, diretto da Michael Mohan, lavori realizzati contemporaneamente eppure tanto affini per spunto di partenza e sviluppo; la differenza, nel caso di questo nuovo, particolare dittico nel segno dell’horror pulp, è che da un lato la distribuzione italiana è ancora più ravvicinata, dall’altro l’analogia tra i due lavori – dopo averli visti entrambi – è forse ancor più smaccata di quanto poteva apparire leggendo i rispettivi plot. Causalità? Indubbiamente, ma forse – come già fu nel 2024 – anche il segno di analoghe inquietudini che si agitano nel corpo della società americana e occidentale in generale, e di conseguenza nelle relative industrie cinematografiche; inquietudini che però stavolta, sia nel caso del film del “transfuga” Sokolov (la nazionalità russa, in questo caso, garantisce quel minimo di sguardo decentrato che può conferire un valore aggiunto) sia in quello del sequel targato Radio Silence, assumono l’apparente forma pulp e disimpegnata di un cinema di facile consumo, all’insegna della collisione tra orrore, azione e dark comedy. Collisione ben calcolata, che in questo caso vede dietro le quinte l’accorta produzione dei fratelli Andy e Barbara Muschietti, che dopo aver esplorato a lungo l’universo di Stephen King sembrano intenzionati ad allargare il proprio sguardo su altri territori del fantastico.

Capovolgimenti e sconvolgimenti pulp

Ti uccideranno, una suggestiva immagine del film
Ti uccideranno, una suggestiva immagine del film

È interessante il fatto che, mentre la locandina di questo Ti uccideranno sembra subito svelare – chissà se per volontà del regista o meno – la derivazione tarantiniana e soprattutto “killbilliana” (perdonateci il neologismo) del film, il plot pare invece voler introdurre lo spettatore, dapprima, ad atmosfere abbastanza distanti da quelle del classico di Tarantino: prima, un prologo che vede due giovani sorelle, vittime di un padre violento, separarsi a seguito di un rocambolesco tentativo di fuga; poi, dieci anni dopo, la sorella maggiore Asia (col volto di Zazie Beetz) che raggiunge il suo nuovo posto di lavoro, un hotel ultralussuoso nel cuore di New York. Un arrivo sotto una pioggia scrosciante, in una location gigantesca e dalle architetture barocche, per l’accoglienza – ben poco amichevole – di un’arcigna direttrice del personale, interpreta da un’ottima Patricia Arquette: difficile che all’appassionato di horror non si accendano immediatamente mille lampadine, e che non vada col pensiero all’indimenticato inizio di Suspiria (1977) di Dario Argento. Eppure, il coté smaccatamente argentiano – prolungato per il primo quarto d’ora del film – evolve presto in altre e ben più contemporanee atmosfere – come d’altronde ci era stato anticipato sia dall’appena ricordata locandina, sia (in parte) dallo stesso approccio registico del prologo: l’orrore sbanda presto verso l’action comedy, i ruoli di cacciatori e cacciati si scambiano più volte (e questo è probabilmente tra gli aspetti più interessanti del film), mentre la nostra protagonista, da apparente scream queen, evolve presto in giustiziera in cerca di vendetta. Lo scopo, ovviamente, quello di ritrovare le tracce di sua sorella minore Maria (Myha’la Herrold: l’abbiamo vista di recente in Il filo del ricatto – Dead Man’s Wire di Gus Van Sant), persa (invero: abbandonata) tanti anni prima; il nemico, nientemeno che un culto satanico ordito dai ricchi proprietari dell’hotel, con la complicità di ospiti e personale. Ma le sorprese non finiranno qui.

Sorellanze ritrovate

Ti uccideranno, Myha'la in un momento del film
Ti uccideranno, Myha’la in un momento del film

I rapidi capovolgimenti di fronte che troviamo in Ti uccideranno, così come le brusche virate di atmosfere e generi, rappresentano forse l’elemento più caratterizzante del film, che lo pone in qualche modo sulla scia di prodotti analoghi come i recenti I peccatori (il grande sconfitto agli ultimi Academy Award) e Abigail (non a caso, un’altra produzione targata Radio Silence, a cavallo tra poliziesco e horror). In questo senso, il film di Kirill Sokolov – regista di cui, in Italia, avevamo potuto vedere solo la dark comedy Muori papà… muori! (2018) – non rappresenta nulla di particolarmente originale, andando anzi a rimpolpare ulteriormente un filone di “postmodernismo pulp” programmaticamente all’insegna della contaminazione, che negli ultimi anni ha avuto molti epigoni. I due già citati, riusciti episodi di Finché morte non ci separi, in questo senso, sono un esempio emblematico; questo lavoro di Sokolov, seguendo il medesimo filone, sembra anzi portare a conseguenze ancor più estreme (anche in termini grafici) il motivo della caccia in una singola location, condividendo inoltre, specularmente, col sequel targato Radio Silence il tema della sorellanza. Tema, quest’ultimo, che invero qui appare appena sfiorato e poco integrato nel tessuto narrativo del film, un limite che già avevamo trovato nello stesso Finché morte non ci separi 2; nel caso del film di Kirill Sokolov, tuttavia, questo problema finisce per “pesare” in qualche modo di più rispetto a quanto non accadeva nel lavoro di Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, vista la centralità dichiarata del tema, introdotta in qualche modo già dal prologo. Un limite legato in parte a una struttura narrativa peculiare, che fa entrare in scena il personaggio interpretato da Myha’la Herrold solo a metà film, non concedendole molto tempo (al netto dei frequenti flashback) per far evolvere in modo credibile il suo personaggio.

Eat the rich! Again and again.

Ti uccideranno, Patricia Arquette guida un plotone di killer in una scena
Ti uccideranno, Patricia Arquette guida un plotone di killer in una scena

In ogni caso, laddove non arriva una sceneggiatura che comunque, nel complesso, fa abbastanza bene il suo, nel mettere in scena un basico, archetipico “scontro di classe” (i reietti e le minoranze, opposte a un’alta borghesia che di nuovo si affida a Satana per mantenere il suo potere) arriva certo una solida regia, che rivela di suo un certo gusto cinefilo; una regia, quella del già esperto Kirill Sokolov, che tiene a bada gli eccessi di ipercinetismo che abbiamo visto in tanto action contemporaneo, rendendo anzi abbastanza leggibili anche le sequenze più movimentate – in parte ammiccanti al cinema d’arti marziali di Hong Kong del ventennio ‘80-’90, in parte proprio al Kill Bill tarantiniano, che comunque (per fortuna) viene richiamato soprattutto indirettamente. La metafora delineata in Ti uccideranno, nei limiti del “formato”, di un minutaggio che supera di poco l’ora e mezza, e di una sceneggiatura che a volte sembra farsi un po’ troppo da parte (più di quanto sarebbe richiesto da un prodotto con queste premesse), funziona in ogni caso abbastanza bene; mentre il regista sembra di suo divertirsi molto ad ammiccare, sapidamente, all’appassionato di horror anni ‘80, tra bulbi oculari sparati e deambulanti che paiono usciti da La casa 2 di Sam Raimi, e personaggi decapitati che tranquillamente armeggiano con la propria testa, come succedeva al medico-zombie del cult Re-Animator di Stuart Gordon. Il finale, in parte prevedibile negli esiti generali, resta un po’ tirato per i capelli (o meglio, per la pelle… porcina, se ci si passa la battuta: chi ha visto il film avrà capito di cosa stiamo parlando) ma in fondo ci può stare anche questo: l’incredulità, in definitiva, l’avevamo già radicalmente sospesa un bel po’ di tempo prima. E la voglia di urlare “Eat the rich”, ancora una volta, a fine visione è palpabile e contagiosa.

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Locandina

Ti uccideranno, la locandina italiana del film

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Scheda

Titolo originale: They Will Kill You
Regia: Kirill Sokolov
Paese/anno: Sud Africa, Stati Uniti / 2026
Durata: 94’
Genere: Commedia, Azione, Horror
Cast: Zazie Beetz, Heather Graham, Myha’la, Paterson Joseph, Patricia Arquette, Tom Felton, Armando Rivera, Chris van Rensburg, Darron Meyer, Francois Nel, Gabe Gabriel, Lindzay Naidoo, Megan Alexander
Sceneggiatura: Alex Litvak, Kirill Sokolov
Fotografia: Isaac Bauman
Montaggio: Luke Doolan
Musiche: Carlos Rafael Rivera
Produttore: Barbara Muschietti, Andy Muschietti, Dan Kagan
Casa di Produzione: New Line Cinema, Skydance Media, Nocturna
Distribuzione: Warner Bros.

Data di uscita: 26/03/2026

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Giornalista, critico cinematografico, saggista. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it, Quinlan.it, Cineclandestino.it e Sul Palco. Dal 2018 al 2023 sono stato consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Ho partecipato ai volumi collettivi "Le forme della violenza. Cinema e dintorni" (Edizioni Efesto, 2018), "Almanacco TUPS. Nuovi disturbi autistici" (LEM Libraria, 2022) e "La triade dell'autismo. Etica, epistemologia, attivismo" (LEM Libraria, 2024). Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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