PADRONE E SOTTO
di Roberto-C.

Nuovo lavoro di Roberto-C., già membro del duo ciop&kaf, Padrone e sotto è un allucinato viaggio nel mondo del lavoro (e della disoccupazione) a Napoli, che affastella casi e situazioni di vario genere, tutti però accomunati da sfruttamento, cinismo, scarso valore dato alla vita umana. Presentato nella sezione Visti da vicino, dedicata ai documentari, nell’ambito della 44esima edizione del Bergamo Film Meeting.
La legge della giungla
L’attenzione che Bergamo Film Meeting occasionalmente riversa su opere di finzione dai forti contenuti sociali, vedi Maricel del cipriota Elias Demetriou, tende a raddoppiare se a essere presi in considerazione sono i lavori della sezione dedicata ai documentari, Visti da vicino. E tra i casi più emblematici nei quali ci si è imbattuti, nel corso della quarantaquattresima edizione di Bergamo Film Meeting, vi è senz’altro Padrone e sotto di Roberto-C.
Allucinato viaggio nel mondo del lavoro (e della disoccupazione) a Napoli, tale documentario, affastellando casi e situazioni di vario genere, tutti però accomunati da sfruttamento, cinismo, scarso valore dato alla vita umana, finisce per affrescare una realtà sempre più caotica e simile alla proverbiale legge della giungla. Laddove è in vigore il diritto del più forte. Ed invece di essere garantiti gli altri diritti latitano.
Uno sguardo ruvido

Uno sguardo ruvido, senza fronzoli, è quello dell’autore: ovvero Roberto-C che a quanto pare sta per Roberto Carro ed è stato per qualche decennio parte del duo cyop&kaf, votato a esplorare luoghi differenti attraverso dipinti, illustrazioni, scritti, riprese. All’attivo altri due lungometraggi, Il segreto (2013) e Lievito (2021). La sua declinazione del cosiddetto “cinema del reale” è materica, sporca, talvolta sgradevole come sgradevole è il retrogusto di certe storie. Qui ad esempio quella di Ugo Russo, ragazzo di 15 anni ucciso nel 2020 da un Carabiniere in borghese il cui caso non cessa di generare polemiche, anche in sede giudiziaria.
Il regista segue le tracce di questo episodio e di altre vite ai margini secondo i crismi di un documentario d’osservazione che a tratti può apparire anche grezzo, ripetitivo, prolisso, ma che ha senz’altro il merito di entrare nelle vite dei protagonisti senza limarne l’asprezza, la problematicità, le difficoltà quotidiane. Svariate questioni finiscono alternativamente per intrecciarvisi. Da quella appena accennata della famiglia di Ugo in cerca di giustizia a quella di Pio, lavoratore precario nel settore turistico, passando per le attività di protesta dei disoccupati e di altri “invisibili” di una società in perenne affanno.
Tra sacro e profano

Se Padrone e sotto predilige scene prolungate in cui i protagonisti sembrano procedere a ruota libera, quasi dimenticandosi della macchina da presa, non mancano di tanto in tanto inquadrature fortemente iconiche, cercate, studiate, emblematiche, le quali di un determinato luogo o contesto estraggono in qualche modo l’essenza. Accade così, ad esempio, nella suggestiva sequenza della processione in memoria di Ugo Russo, le cui dinamiche maggiormente stranianti, fuori dagli schemi, contribuiscono a creare un clima a metà strada tra sacro e profano.
Locandina

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Scheda
Titolo originale: Padrone e sotto
Regia: Roberto-C.
Paese/anno: Italia / 2025
Durata: 83’
Genere: Documentario
Sceneggiatura: Luca Rossomando, Roberto-C.
Fotografia: Roberto-C.
Montaggio: Alessandra Carchedi
Musiche: Antonio Raia, Sergio Naddei
Produttore: Antonella Di Nocera
Casa di Produzione: Cinecittà Luce, Napoli Monitor, Parallelo 41, Quore Spinato, Rai Cinema
