SUPERNATURAL

SUPERNATURAL

Presentato nella sezione Visti da Vicino del Bergamo Film Meeting 2026, diretto con apprezzabile vena dialettica dalla regista catalana Ventura Durall, Supernatural conduce alla scoperta del controverso sciamano e guaritore André Malby; una figura che anche dopo la sua scomparsa, risalente ormai a diversi anni fa, resta in grado di alimentare discussioni e risvegliare determinate emozioni in chiunque lo abbia conosciuto di persona.

I (Don't) Want to Believe

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Nella così ricca galleria di documentari del Bergamo Film Meeting 2026 si è potuto spaziare tra tematiche d’ogni genere. In tale circostanza ad emergere è il confine tra ostentato scetticismo e spinte, anche forti, a credere possibili certi eventi soprannaturali, tracciato con una apprezzabilissima vena dialettica dalla catalana Ventura Durall nel suo Supernatural. Ebbene sì, in questo caso non stiamo parlando della serie di culto statunitense, dal dichiarato taglio fantastico, creata da Eric Kripke e ugualmente ribattezzata Supernatural. Né il fatto di aver parafrasato nel titolo della recensione la celebre tagline “I Want to Believe” deve far pensare che ci troveremo nuovamente di fronte, come in X-Files, gli agenti Mulder e Scully…

Quest’altro Supernatural conduce infatti alla scoperta di ben altro personaggio, il controverso sciamano e guaritore André Malby, scomparso diversi anni fa ma ancora in grado di alimentare discussioni e risvegliare determinate emozioni in chiunque lo abbia conosciuto di persona. A partire naturalmente dai famigliari più stretti e da chi è stato da lui “miracolato”.

Le vite parallele

Supernatural, un'immagine del documentario di Ventura Durall
Supernatural, un’immagine del documentario di Ventura Durall

Dal canto suo la cineasta spagnola Ventura Durall, pur spaziando con tocco lieve tra materiali di repertorio ed incontri ripresi ai giorni nostri emotivamente intensi, ha scelto di dar peso soprattutto a due testimonianze: quella del figlio di Malby, Mathu, medico dal forte orientamento scientista allontanatosi a suo tempo dal percorso spirituale del padre; e quella di Anna, donna desiderosa di scoprire qualcosa di più sul conto della persona che da bambina, coi suoi metodi inusuali, l’aiutò a guarire completamente da una patologia per cui molti dottori l’avevano data per spacciata. Non è stata certo impresa facile far incontrare i due, sostanzialmente estranei, nonché latori di punti di vista diametralmente opposti, davanti alla videocamera. E dai loro confronti verbali, talora anche aspri, può emergere una reciproca diffidenza. Ma nessuno di loro rimarrà totalmente immobile, fermo nelle proprie convenzioni, in un arco narrativo teso a problematizzare ulteriormente argomenti tanto divisivi e a rendere giustizia, al contempo, a una biografia piena di luci e ombre come quella di André Malby.

La parabola esistenziale del guaritore, per certi versi avvolta nel mistero, ma per altri aspetti fin troppo esposta mediaticamente dato il clamore che sollevarono all’epoca certe sue apparizioni televisive, esce a tratti dal cono d’ombra grazie agli aneddoti, ai ricordi, alle perplessità e all’ammirazione di chi ebbe modo di frequentarlo, di interagire in qualche modo con lui, lasciandoci così sia uno spaccato interessante della sua immagine pubblica che un ritratto più intimo, personale. Quest’ultimo ancor più appassionante, volendo, tanto da legarsi sul piano simbolico a qualche episodio dai risvolti potenti, a livello di immaginario, come l’arco regalato al figlio col suo sorprendente significato iniziatico.

Un film aperto a qualsiasi lettura

Supernatural, un momento del documentario di Ventura Durall
Supernatural, un momento del documentario di Ventura Durall

Sia nel rievocare la dimensione privata di André Malby (laddove il trattamento distratto e superficiale riservato, a un certo punto, alla madre di Mathu, non sembra deporre a suo favore), sia nel suggerire la generosità di certi interventi a favore di gente malata o nell’entrare con tatto in questioni relative a una giovinezza a dir poco tormentata, l’approccio della regista di Supernatural a temi così delicati si rivela equilibrato, aperto, non dogmatico né in un senso né nell’altro. Sta allo spettatore semmai scegliere come collocarsi di fronte a immagini tutte da interpretare. E se personalmente del figlio Mathu abbiamo apprezzato meno certe chiusure mentali, iconograficamente raccolte nella maglietta più tesa a sfottere ipotetici “complottismi” o la comprensibilissima sfiducia in determinati vaccini che a celebrare realmente la scienza, quella sua franchezza (speculare a quella di Anna) nell’esporsi su certe questioni e nell’affrontare un difficile retaggio famigliare merita senz’altro rispetto.

Locandina

Supernatural, la locandina del documentario di Ventura Durall
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Gallery

Scheda

Titolo originale: Supernatural
Regia: Ventura Durall
Paese/anno: Spagna, Belgio, Francia / 2025
Durata: 81’
Genere: Documentario
Cast: André Malby, Anna Alarcón, Mathurin Malby
Sceneggiatura: Ventura Durall
Fotografia: Núria Gascón, Iván Castiñeiras
Montaggio: Nikan Salari, Maria Castan de Manuel
Musiche: Justine Bourgeus
Produttore: Ventura Durall, Kristian Van der Heyden, Charlotte Guénin
Casa di Produzione: Glia Films, Massala Production, Harald House, Nanouk Films

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