PORTE BAGAGE

PORTE BAGAGE

Porte Bagage, diretto da Abdelkarim El-Fassi, è il film vincitore della Mostra Concorso della 44a edizione di Bergamo Film Meeting: un’opera dall'impostazione tutto sommato “classica” sia a livello narrativo che di messa in quadro, ma che ha il merito di solleticare l'emotività del pubblico senza prendere scorciatoie, ma affrescando al contrario relazioni umane delicate e complesse.

Vivi la tua vita

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Vivi la tua vita”. Questo è il messaggio che, al termine di un percorso di riconciliazione famigliare a tratti doloroso ma anche gratificante, ha voluto incidere su nastro l’anziano padre di Noor, figlia che si è sacrificata a lungo per lui e per i fratelli ma che ora vorrebbe, giustamente, un po’ di spazio per sé, per i propri sogni e per qualche gratificazione professionale in più.

Noor, origine marocchina, vive in Olanda dove pur avendo grande talento in cucina si è finora accontentata di lavorare in un piccolo, modesto pub locale, trovando una precaria comfort zone nei modi gentili del proprietario, ma guadagnando complessivamente davvero poco. Tutto questo per restare accanto alla famiglia e rendersi il più possibile utile, considerando il cattivo stato di salute del padre e lo scarso livello di integrazione dei fratelli nel tessuto socio-economico del paese. Come del resto aveva già fatto con enorme generosità quando era toccato alla defunta madre ammalarsi. Ma a un certo punto la creatività in cucina di Noor viene notata e un prestigioso ristorante di Parigi le offre un importante, remunerativo contratto come chef. Quelle famose “offerte che non si possono rifiutare”. Almeno all’inizio il resto della famiglia non sembra reagire bene a questo suo legittimo desiderio di concretizzare il sogno di una vita e realizzarsi altrove. Sarà pertanto durante un lungo viaggio in macchina dall’Olanda al Marocco, passando attraverso Francia e Spagna, viaggio motivato dalla volontà del padre di Noor di terminare il proprio percorso terreno nella patria abbandonata a malincuore anni prima, che tutti i nodi verranno al pettine. Come si usa dire. E ciò avverrà attraverso un confronto tra i diversi membri della famiglia, all’occorrenza anche aspro, ma dal quale si approderà infine a forme di conoscenza e rispetto reciproco che fino a quel momento erano loro precluse.

Un riconoscimento meritatissimo

Porte Bagage, Ahlaam Teghadouini in un momento del film
Porte Bagage, Ahlaam Teghadouini in un momento del film

È quindi Porte Bagage di Abdelkarim El-Fassi (Paesi Bassi, 2025), del cui intenso asse diegetico abbiamo appena riassunto le coordinate essenziali. il vincitore della Mostra Concorso della 44a edizione di Bergamo Film Meeting. Al film, che è stato votato dal pubblico, va il Premio Bergamo Film Meeting del valore di 5.000 euro. Secondo posto invece a Skriti Ljudje/Hidden People di Miha Hočevar (Slovenia, Serbia, Islanda, 2025) e terzo classificato L’Étrangère/Pieces of a Foreign Life di Gaya Jiji (Belgio, Francia, 2025) Mentre la giuria internazionale, composta da Gabriella Manfrè (produttrice), Patrice Toye (regista) e Miguel Valverde (direttore di IndieLisboa – International Film Festival), ha assegnato sempre tra i lungometraggi di finzione il Premio per la migliore regia, del valore di 2.000 euro, a Der Frosch und das Wasser/The Frog and the Water di Thomas Stuber (Germania, 2025).

L’autore stesso, Abdelkarim El-Fassi, ha voluto così spiegare l’urgenza narrativa che lo ha spinto alla realizzazione di Porte Bagage: “Questo film racconta una storia universale di perdita, di responsabilità e sentimenti inespressi all’interno della famiglia e, sebbene il mio background di figlio di migranti aggiunga una certa profondità emotiva, i racconto trascende qualsiasi contesto culturale. Al centro c’è il prendersi cura di chi un tempo si è preso cura di te, il silenzio quando le parole non bastano, e la tensione tra libertà individuale e responsabilità familiare: temi riconoscibili in molte famiglie, indipendentemente dalle origini.”

Nostalgia del Marocco

Porte Bagage, Mohammed Chaara, Ahlaam Teghadouini, Mahjoub Benmoussa e Sahil Amar Aïssa in una scena del film
Porte Bagage, Mohammed Chaara, Ahlaam Teghadouini, Mahjoub Benmoussa e Sahil Amar Aïssa in una scena del film

Dall’impostazione tutto sommato “classica”, sia a livello narrativo che di messa in quadro, un film come Porte Bagage ha senz’altro il merito di solleticare l’emotività del pubblico (che a Bergamo lo ha del resto premiato) senza prendere scorciatoie, ma affrescando al contrario relazioni umane delicate, complesse, talora spigolose pur non venendo mai meno un confronto appassionato e sincero tra i personaggi, il cui evolversi acquisisce nel corso del racconto sfumature sempre nuove. Ottima l’adesione degli interpreti all’impronta caratteriale dei singoli personaggi. E al loro background ci si appassiona di più man mano che il viaggio della famiglia s’avvicina alla conclusione, essendo anche quello diretto da Abdelkarim El-Fassi un road movie molto attento al mutare del paesaggio e alle implicazioni più sottili che esso può vantare, specie dopo l’arrivo in Marocco, sull’equilibrio interiore dei protagonisti e sulla loro capacità di relazionarsi agli altri.

Locandina

Porte Bagage, la locandina originale del film di Abdelkarim El-Fassi
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Scheda

Titolo originale: Porte Bagage
Regia: Abdelkarim El-Fassi
Paese/anno: Paesi Bassi / 2025
Durata: 104’
Genere: Drammatico
Cast: Ahlaam Teghadouini, Lucas Tavernier, Alain Van Goethem, Kaltoum Boufangacha, Mahjoub Benmoussa, Mohammed Chaara, Moussaab Mahyu, Sahil Amar Aïssa
Sceneggiatura: Abdelkarim El-Fassi
Fotografia: Sjors Mosman
Montaggio: Sjoerd Schipper
Musiche: Valentin Hadjadj
Produttore: Asma El-Fassi, Karim Mrabti, Khalid El Khouani
Casa di Produzione: Zouka

Trailer

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